La torre di Tanabrus

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La grande bellezza


locandina

Qualche giorno fa mi sono visto La grande bellezza, film dello scorso anno che aveva anche vinto l’Oscar.
Grande bellezza, si, ma anche grande sbadiglio.

Il film è di una lentezza mastodontica, pachidermica, assoluta.
Splendide fotografie, certo, che immortalano la bellezza di Roma, una bellezza che vive nel passato (e che, come un po’ tutta l’Italia, riesce a essere bella ammantandosi di passato malgrado il presente faccia di tutto per imbruttirla oltremodo).
Un bellissimo spaccato della vita mondana di Roma, e un ottimo contraltare decadente alla visione che il mondo aveva un tempo di Roma.

La grande bellezza, la grande decadenza odierna, contrapposta al sogno della dolce vita, del miracolo italiano.

In questo il film è azzeccatissimo, e penso sia stato questo a catturare gli stranieri.

 

Ma a parte questo?
A parte la denuncia della contemporaneità decadente (come in Videocracy), a parte questa contrapposizione, cosa resta della trama?
Jep Gambardella, sessantacinquennte critico teatrale e giornalista con un solo romanzo alle spalle, negli anni della giovinezza. Cinismo e disillusione, in questo nostro cicerone nella Roma mondana di cui ambiva a diventare il re, riuscendo nel suo intento. E ritrovandosi adesso svuotato, risucchiato dal nulla della vita di Roma e della sua stessa vita, dal circolo di vecchi amici e conoscenti con cui fa il mattino per abitudine e necessità, tra mondanità e bisogno di fare gruppo per non venire distrutti dal nichilismo delle loro esistenze.
Personaggi strani e intriganti, e alla fine abbiamo perfino un barlume di speranza per lo stesso Jep, al culmine di un breve e quanto mai confuso percorso personale che più che seguire intravediamo confusamente tra una festa e una visita.

Una trama che stenta a sopravvivere, sommersa dalle fotografie, dalle feste, dalla bellezza passata di una location che cattura l’occhio dello spettatore. Una trama che non è aiutata dalla lentezza claustrofobica con la quale prova a dipanarsi.

Francamente sono contento di non averlo visto al cinema, il buio del locale e il seggiolino imbottito avrebbero potuto conciliare la lentezza della pellicola alla perfezione conducendomi ben lontano dalla Roma dello schermo…

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10 dicembre 2014 - Posted by | La grande bellezza | , , , , ,

2 commenti »

  1. io ho visto un’ora di film, più o meno, da un amico. Non mi viene voglia di finirlo.

    Commento di Bruno | 11 dicembre 2014

  2. Comprensibile, io a stento ho tenuto a bada il sonno…

    Commento di tanabrus | 11 dicembre 2014


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