La torre di Tanabrus

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Anarchia nel Regno Unito


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Terzo numero del nuovo corso di Dylan Dog, e conosciamo quelli che diventeranno gli interlocutori ufficiali di Dylan nelle forze dell’ordine: Tyron Carpenter e Rania Rakim.

La storia vede da un lato la brusca presa di coscienza di tutto ciò da parte di Dylan, assalito di punto in bianco dalla polizia in casa sua, con l’ispettore Carpenter che fa perquisire la casa in cerca di prove contro di lui (tipo un vecchio distintivo mai restituito) e che sembra avercela parecchio con il nostro Old Boy ritenendolo un truffatore, cosa ancor più grave considerato il passato da poliziotto.
La perquisizione tra l’altro arriva a interrompere un piacevole incontro di Dylan, segnando ancora di più una linea di demarcazione tra il passato e il presente\futuro.

Conosciamo anche il sergente Rakim, donna di origini mediorentiali che gira in burqa, e che è fatta velatamente oggetto di commenti razzisti da parte di altri poliziotti (ovviamente mostrati come grossi, stupidi e cattivi), che si fa notare per fidarsi un poco di Dylan e per mandarlo in bianco.

In generale, entrambi si rivelano scettici e fedeli al vecchio adagio per cui chi non vuole vedere una certa cosa troverà qualunque spiegazione per non doverla accettare, e se la cosa è troppo irrazionale non la spiegherà e basta.

Così accade in questa situazione, quando in contemporanea all’arresto di Dylan abbiamo anche l’arresto del leader delle rivolte che stanno animando l’Inghilterra. Rivolte dei nuovi schiavi come si definiscono, giovani sottopagati senza un presente e senza un futuro, alla mercé dei padroni moderni.
Le cose precipitano quando tutti  i rivoltosi, compreso Malloy in prigione, cominciano a canticchiare lo stesso motivetto, una vecchia canzone dei movimenti dei lavoratori, Here lies justice.
E tutti quanti sembrano avere lo stesso aspetto, comprensivo di benda di cuoio sulla metà sinistra del volto.

La polizia è l’unico obbiettivo di questi rivoltosi, che non si fermano e non indietreggiano, mettendo a ferro e fuoco le zone protette dalla polizia e mietendo vittime. La stessa centrale della polizia è presa d’assedio, e poco a poco la polizia passa dall’assetto antisommossa a quello di guerriglia urbana, e infine a quello di sparare per sopravvivere.
In questa crisi Dylan Dog, in quanto ex poliziotto, viene liberato e armato, perché dia una mano. Lui sfrutta un poliziotto (quello grosso, scemo e cattivo) per farsi fare delle ricerche su google relative a Malloy e alla canzone, scoprendo la storia del vecchio Andrew Keed, un leader dei lavoratori dell’ottocento che venne fatto fuori in gran segreto da chi stava ostacolando. E che portava una benda di cuoio come quella da quando in un incidente in fabbrica il volto gli era stato rovinato.

Dylan fugge, raggiunge il luogo dove immagina siano nascosti i suoi resti, li ritrova e mentre un esercito di spettri rivoltosi sorge per fermare lui e la Rakim (che lo ha raggiunto per riportarlo indietro), lui brucia tutto facendo sparire spettri e possessioni, riportando tutto alla normalità.

Una storia che riesce bene a mostrare i nuovi rapporti tra Dylan (libero solo perché Bloch gli paga la cauzione) e la polizia, e riesce bene a rendere il disagio dei lavoratori. Ben strutturato il passato di Keed, che sono andato a cercare credendolo realmente esistito.
La parte soprannaturale lascia un poco a desiderare invece, resta la gigantesca domanda del perché le rivolte siano partite proprio allora, e perché solo con l’arrivo di Dylan tutti si siano Keedizzati provocando questa escalation di violenza, ma è l’unico punto debole della storia.

Mi è piaciuto.

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2 dicembre 2014 - Posted by | Dylan Dog | , , , , , ,

5 commenti »

  1. Sembra interessante come volume. Sulla nota che fai alla ragione delle possessioni/apparizioni sarebbe bastato che qualcuno avesse ritrovato i resti di Keed andando dove era sepolto: è l’escamotage più semplice, che spesso funziona.

    Commento di M.T. | 2 dicembre 2014

  2. Eh, ma in questo caso i resti del buon Andrew li trova lo stesso Dylan, spaccando un muro e rinvenendo lo spazio nel quale il povero sindacalista era stato murato vivo a morire di fame e sete.
    Temo la risposta sia più un qualcosa del tipo “la condizione dei lavoratori è ormai simile a quella di allora”, che però suona troppo opportunistica.

    Commento di tanabrus | 2 dicembre 2014

  3. A parte il timore della risposta, è giusta la domanda perché scoppiano in un preciso momento e non prima: le condizioni dei lavoratori non sono peggiorate all’improvviso, salvo magari un repentino colpo di mano, che però sarebbe dovuto essere spiegato o almeno menzionato.

    Commento di M.T. | 2 dicembre 2014

  4. Sarà, ma il “nuovo corso” di Dylan Dog… mah.

    Commento di Bruno | 3 dicembre 2014

  5. Beh, io conosco solo il nuovo corso, non so come fosse prima.

    Commento di tanabrus | 3 dicembre 2014


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