La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Il signore degli orfani


 

Autore: Adam Johnson
Formato: Paperback
Lingua: Italiana
Prezzo: € 14,00
Pagine: 547
Data di pubblicazione: 2012

Piccola premessa: il titolo è sbagliato. Sarebbe dovuto essere, come in originale, Il figlio del signore degli orfani, che ha molto più senso visto che il protagonista del libro è Jun Do (similitudine voluta con l’americano John Doe e fatta notare pure nel testo dai personaggi), figlio del gestore di un orfanatrofio la cui moglie era stata portata nella capitale per farla cantare per i potenti della Corea.

Cresciuto come orfano nell’orfanatrofio curato da suo padre, e come tale utilizzato nei reparti peggiori dell’esercito venendo addestrato a vivere e combattere nel buio dei tunnel che passano tra le due Coree; addestrato per rapire persone all’estero e portarle in patria, su ordine dei superiori; trasformato in operatore radio impegnato su un peschereccio a spiare le comunicazioni straniere in mare; appuntato eroe della patria per una messinscena atta a salvare la vita all’intero equipaggio del peschereccio, e poi mandato in Texas con una spedizione diplomatica top secret.
Spedito in una prigione mineraria dalla quale nessuno esce mai, e uscitone senza più la sua vecchia identità bensì nei panni del potente Comandante Ga, eroe della patria, Ministro delle prigioni, campione di arti marziali e rivale del Grande Leader in persona. Nuovo marito di Sun Moon, l’attrice Coreana che impersonifica la nazione e che da sempre, per destino, si è ritrovato ad amare, e che finalmente potrà conoscere. E salvare.

Una storia di coraggio e spirito di sacrificio, immersa in uno sfondo di terrore costante, di povertà, di soprusi e di abitudine al sopruso.
Un mondo a noi alieno che viene ben rappresentato dai genitori dell’addetto agli interrogatori, talmente terrorizzati dal governo da continuare a ripetere costantemente, anche ora che sono ciechi e rinchiusi nel loro appartamento, la loro assoluta fedeltà al Leader. Anche quando sono da soli col figlio, che ricorda bene l’insegnamento del padre, e sa che i due vecchi genitori sono vivi solo nei loro pensieri, e che mai esteriormente oseranno mostrare in alcun modo un seppur vago disappunto nei confronti della loro società.
Un mondo dove non importa la verità ma importa la storia. La storia non si adegua alle persone, sono queste a adeguarsi alla storia e a plasmare la realtà perché si conformi a essa.
Così il Secondo Ufficiale non ha mai disertato ma è stato fatto fuori dagli Americani, e Jun Do ha lottato invano contro gli squali per tentare di salvarlo diventando un eroe. Non importa a nessuno che la storia sia finta, conta solo il messaggio e il fatto che mai nessuno la metta in discussione.
E così nessuno osa mostrarsi sorpreso quando Jun Do diventa Ga: nessuno mostra stupore, nessuno lo denuncia. Se è accaduto, sicuramente il Leader lo vorrà, lo saprà e lo acconsentirà. Aprire bocca significherebbe denunciare la nudità dell’imperatore, e condannare sé stessi e la propria famiglia alla morte.

Una storia molto bella, scritta bene (anche se l’inizio della seconda parte mi aveva quasi perso, con la partenza lenta e i capitoli divisi tra il racconto di Ga\Jun Do, il lavoro dell’interrogatore e la storia narrata dalla propaganda tramite gli altoparlanti (che ricordano tantissimo quelli di V for Vendetta, peraltro), e che ci mostra una Corea tremenda, terrorizzata, in balia di individui assetati di violenza, avidi ed egoisti. Ma popolata da gente che tenta in ogni modo di sopravvivere malgrado la Corea, di avere una vita e una famiglia, pur sapendo che una decisione nella capitale potrebbe in un istante togliergli tutto.

Non mi stupisco che abbia vinto il premio Pulitzer lo scorso anno.

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9 novembre 2014 - Posted by | Johnson Adam | , , ,

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