La torre di Tanabrus

Did you miss me?

House of chains


 

Autore: Steven Erikson
Formato: E-book
Lingua: Inglese
Prezzo: € 6,84
Pagine versione cartacea: 1021
Data di pubblicazione: 2002
Saga: Malazan book of the fallen
Gardens of the moon (1999)
Deadhouse gates (2000)
Memories of ice (2001)
House of chains (2002)
Midnight tides (2004)
The bonehunters (2006)
Reaper’s gale (2007)
Toll the Hounds (2008)
Dust of dreams (2009)
The crippled God (2011)

Il quarto libro della serie ci riporta nelle Sette Città e nel deserto sacro, riprendendo le vicende di Deadhouse Gates.
Ritroviamo così i superstiti della Catena dei Cani e i marinai arrivati in loro soccorso mezzi Ascesi, alla guida di una misteriosa nave guidata da rematori decapitati.
Ritroviamo Kalam e Fiddler, Apsalan e Crokus, Tavore, Felisin, Heboric.

Ma sopratutto, troviamo una sorpresa enorme all’inizio del libro.

Perché, ammettiamolo, dopo tre libri ci diciamo che abbiamo capito il gioco di Erikson, che sappiamo come scrive, che ci aspettiamo le sue trame multiple gestite per tutta la lunghezza del libro fino alla loro convergenza finale.
E invece che troviamo?

Karsa. Karsa Orlong. Un personaggio finora sconosciuto, o almeno così pensiamo.
Un personaggio strano, appartenente a un popolo ancora più strano. Un popolo guerriero e feroce, che però vive recluso in una vallata, isolato dal resto del mondo.
Un popolo che adora sette divinità che invece conoscono bene questa gente, e sono grati che il loro declino sia stato tale da privarli della gloria passata e delle loro antiche memorie.
Karsa Orlong, fiero condottiero scelto dagli Dei per una missione che li liberi.

E la missione di Karsa lo porta a incontrare gli umani, e a scoprire che hanno formato grandi città. Che praticano la schiavitù. E che l’esercito Malazan è molto forte, in grado anche di sconfiggere lui.
Accompagniamo il giovane Karsa in un epico viaggio (o almeno i toni sono epici, all’inizio) alla scoperta del mondo e di sé stesso, e del valore della vita e della libertà.
Fino alla scoperta della sua identità: Thelomen Toblakai, una delle prime razze comparse al mondo.
E fino alla scoperta di chi sia ora Karsa: si fa chiamare solo Toblakai, ed è una delle due guardie del corpo di Sha’ik. La storia che occupa il primo libro del tomo, e che ne occupa un buon quarto, ci ha condotti al fianco di Karsa attraverso tutti i libri finora letti, partendo dai commenti dei soldati relativi agli assedii del primo libro fino ad arrivare a Toblakai, passando per l’incrocio con la nave misteriosa condotta dai rematori senza testa, i cui padroni scopriamo ucciderà lo stesso Karsa, immune alla magia.

Terminato questo lungo flashback che ci introduce al nuovo personaggio, torniamo nel vivo dell’azione.
Tavore raduna le truppe per schiacciare la rivolta, anche se le notizie del finale del terzo libro colpiscono duramente e lasciano le legioni di Tavore sole contro il potere della Dea e dei suoi eserciti. Legioni composte in gran parte da nuove leve, prive di maghi a parte i due stregoni bambini di Coltaine che però sono troppo scossi e intimoriti per fare alcunchè.Le uniche carte vincenti dell’Aggiunta sembrano essere Fiddler (che ora si fa chiamare Strings ed è un sergente), il capitano Keneb e la squadra di marines sull’orlo dell’ascensione.

In realtà in Raraku il campo della Dea è un covo di serpenti, con i maghi e i condottieri che fanno i propri interessi e tessono piani e alleanze, ognuno con i propri scopi.
Chi vuole la distruzione degli invasori, chi vuole diventare imperatore, chi mira al potere che la stessa Dea vuole fare proprio, chi vuole sparire, chi vuole la distruzione totale di tutto e tutti.
E la nuova Casa delle Catene fa le sue mosse in mezzo a questo caos, cercando di appropriarsi del warren di Raraku per farne il proprio dominio, tramite il suo nuovo Alto Sacerdote e tramite i Mastini dell’Oscurità.

In questo quadro ci sono poche pedine non allineate.
Heboric, che verrà scelto dal nuovo dio della guerra per diventare il suo Destriant; Karsa, ovviamente; Leoman, il suo amico, che pare fedele alla causa, uno dei pochi; L’oric, potente mago di cui solo verso la fine scopriamo l’identità.

La trama è semplice, tutto porta allo scontro tra le due sorelle, mentre sullo sfondo si muovono Cotillon e il Dio Caduto, mentre i Tiste sembrano risorgere a nuova forza con l’ingresso in scena degli altri rami della razza, mentre Karsa sembra incamminato verso un futuro in cui il suo popolo tornerà a conquistare terre, mentre Claws e Talons si affrontano per l’ultima volta, mentre gli assassini terminano guerre prima ancora che queste comincino e i tradimenti si sprecano.

Il titolo invece si riferisce si alla nuova Casa, ma richiama anche i molteplici personaggi che per tutta la lunghezza del libro parlano di catene.
Le catene che avvolgono Karsa agli spiriti dei morti che ha ucciso, le catene che Felisin ha stretto intorno a Heboric, le catene che legano le due sorelle per la morte, le catene fisiche provate da Karsa e Leoman….

I libri di Erikson catturano sempre e tengono incollati, malgrado la mole.
Però in questo caso si avverte l’essere in un volume di passaggio, non c’è paragone con l’epicità di Deadhouse Gates o con Memories of Ice.
E’ bello, ma non cattura quanto gli altri. Troppi pochi Bridgeburners?
Probabilmente anche il fatto che la maggior parte del tempo si scoprono eventi già noti dagli altri libri, e assistiamo alle illazioni che fanno tutti quanti sulla comparsa della nuova casa, del Maestro del Mazzo, degli eventi su nel nord, dei Bridgeburners fuorilegge… dopo un po’ infastidisce, visto che sono cose che abbiamo già appreso e vissuto, e ci ritroviamo riportati indietro nel tempo.

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5 novembre 2014 - Posted by | Erikson Steven | , , , , , ,

6 commenti »

  1. Karsa è uno dei migliori personaggi cui Erikson ha dato vita: in alcuni passi mi ha ricordato Conan di Howard.

    Commento di M.T. | 5 novembre 2014

  2. Vero, a me ha anche ricordato in certi momenti (soprattutto all’inizio) l’epica nordica.

    Commento di tanabrus | 5 novembre 2014

  3. Io mi sono schiantato su Memories of Ice. Devo fare un po’ di deEriksonizzazione

    Commento di Bruno | 7 novembre 2014

  4. DeEriksonizzazione?

    Commento di tanabrus | 7 novembre 2014

  5. Sì, per un po’ è meglio che non lo legga, perché non lo digerisco.

    Commento di Bruno | 7 novembre 2014

  6. […] Malazan book of the fallen Gardens of the moon (1999) Deadhouse gates (2000) Memories of ice (2001) House of chains (2002) Midnight tides (2004) The bonehunters(2006) Reaper’s gale (2007) Toll the Hounds (2008) […]

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