La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Sotto la pelle


Autore: Michel Faber
Formato: Paperback
Lingua: Italiana
Prezzo: € 10,50
Pagine: 268
Data di pubblicazione: 2000

 

Sono rimasto abbastanza deluso da questo libro.
Premesso che il mistero di Isserley, il motivo per cui questa ragazza misteriosa va a caccia di robusti autostoppisti di sesso maschile per narcotizzarli e portarli alla sua fattoria, per me non era affatto tale visto che la descrizione del libro su Goodreads (dove l’ho conosciuto) già svelava tutto, a differenza delle informazioni in quarta di copertina del cartaceo… comunque il gioco del mistero, dello scopo dietro i rapimenti, dell’identità di Isserley e degli uomini della fattoria, non dura tanto a prescindere.
E questo malgrado i tentativi di depistaggio dell’autore, che all’inizio allude a intenzioni di tipo sessuale (almeno nella traduzione italiana, non so se sia così anche in originale): lei che immagina i corpi nudi degli autostoppisti, che ne osserva il rigonfiamento nei pantaloni… intenzioni che sono quanto di più dalla realtà ci possa essere, invece.

Comunque la storia sarebbe interessante, una bella storia di fantascienza. Non originalissima ma interessante, vissuta dal punto di vista dell’aliena cacciatrice e resa più pepata dalla trasformazione chirurgica occorsa alla donna per renderla tale, con la sua forma modificata fino a renderla come le sue prede. Operazioni complicate con difetti evidenti, visti i dolori e le difficoltà che ancora incontra. E un senso di isolamento perenne dovuto all’asportazione dei suoi organi genitali, e dall’insensibilità dei nuovi.

 

Però.
Però alla fine, sollevato il velo e conosciuta la situazione, quasi non c’è una storia.
C’è una deriva animalistico-vegetariana quando irrompe alla fattoria il figlio del ricchissimo proprietario dell’azienda, Amlin Vess. Ricco ed eccentrico, giunto fino a lì clandestinamente per scoprire cosa si cela realmente dietro le scorte di carne Vodsel vendute dal padre. Cosa c’è prima delle fette di carne. Gli animali da cui provengono.
Animali senza lingua, castrati, tenuti all’ingrasso e modificati chimicamente per essere perfettamente compatibili con i loro organismi. E poi macellati e spediti a casa.
Una deriva animalistico-vegetariana, dicevo, con l’idealismo di Amlin che cerca di capire e di aprire gli occhi agli altri, sopratutto a Isserley.

Isserley che odia tutto e tutti, non si fida di nessuno e disprezza sé stessa, rinchiusa ormai in un corpo alieno e animalesco, condannata a viverci per sempre, esiliata dalla sua gente. E il peggio è che ha accettato tutto questo volontariamente, per sfuggire al lavoro orrendo delle miniere nelle Zone Nuove, dopo che le promesse di salvezza tramite i soldi dei suoi tanti spasimanti si erano rivelate vuote come il loro  interesse.

Ma oltre a questa deriva, che fortunatamente non sfocia quasi da nessuna parte, c’è poco.
C’è il crollo psicologico di una Isserley sempre più in crisi, fino alla sua prevedibile conclusione.

 

E ci sono alcuni buchi logici, come il trattare come semplici animali la specie dominante di un pianeta, tecnologicamente avanzata e da cui i cacciatori si nascondono, si sottopongono a operazioni chirurgiche per mimetizzarsi tra loro, intrattengono rapporti con loro per non destare sospetti e fanno di tutto per non farsi scoprire.
Ovvio che non siano animali, ma un’altra specie senziente che ti fa paura ma di cui ti vuoi nutrire.

E altrettanto ovvia la soluzione trovata a tutto ciò da Vess nel finale, talmente ovvia che a un certo punto mentre si legge non si può fare a meno di chiedersi perché non si comportino in modo diverso, creando altrove allevamenti senza correre così rischi inutili.
E abbattendo le spese, come direbbero i vertici societari.

 

Il libro non è lungo ed è scritto bene, lasciandosi leggere piacevolmente.
Ma dopo che scopriamo la verità e che finisce il manifesto vegetariano, resta solo la crisi nervosa di Isserley e il suo vortice di paranoia, odio e diffidenza.
Un po’ pochino per quello che mi aspettavo da questo libro.

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2 novembre 2014 - Posted by | Faber Michel | , , , ,

1 commento »

  1. Direi che a questo puno per una settimana mangerò insalata…

    Commento di Bruno | 4 novembre 2014


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