La torre di Tanabrus

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La compagnia dei Celestini


 

Autore: Stefano Benni
Formato: Paperback
Lingua: Italiana
Prezzo: regalo
Pagine versione cartacea: 286
Data di pubblicazione: 1992

 

Siamo a Gladonia, una nazione italiana negli anni novanta.
Una nazione corrotta e sudicia, in mano all’Egoarca Mussolardi e ai suoi eserciti di giornalisti, presentatori, attori e comparse.
Tra l’altro pensavo fosse una chiara satira della cultura nostrana, non fosse che è stato pubblicato nel 1992 e quindi assume toni più profetici.

Comunque, in questa nazione allo sbando si muove il nostro protagonista, Memorino, capo della squadra dei Celestini, orfani cresciuti all’orfanatrofio di Santa Celestina, maltrattati dai frati che si occupano di loro.
La squadra è una squadra di Pallastrada, lo sport più bello del mondo e più difficile da vedere, visto che non è ufficiale, si gioca esclusivamente in campi da gioco che non sono tali, e ha regole segretissime stilate da una persona mitologica che da sempre governa i vicoli e la vita di strada, il Grande Bastardo.

La squadra dei Celestini è stata scelta per partecipare al Mondiale di Pallastrada, che si svolgerà proprio a Gladonia. Ma per parteciparvi Memorino, assieme ai compagni Lucifero e Alì, dovrà trovare altri due membri che prendano il posto dei due ragazzini adottati (e quindi usciti dal gruppo) e sopratutto dovrà fuggire dal monastero (e all’inseguimento di Don Biffero e del segugio di orfani, il brusco Don Bracco, oltre che al fiuto del giornalista Fimicoli e del suo fotografo d’assalto Rosalino) per raggiungere il luogo degli incontri e iscriversi al torneo.

La storia è inframezzata di brevi capitoli che mostrano le altre rappresentative raggiungere in qualche modo Gladonia, e di aneddoti del passato con la storia della famiglia di Santa Celestina e della famiglia Pelicorti composta da pittori e scultori geniali e totalmente folli.
A tal punto che per buona parte del libro, questo sembra più un’accozzaglia di aneddoti che non un libro.
Solo da ben oltre la metà del libro la storia comincia a prevalere sulle situazioni estemporanee che vengono narrate.
Diciamo che, rispetto a Elianto (libro di Benni letto qualche mese fa e che ho adorato) questo libro è meno libro, meno unitario.

La penna però è sempre quella, la satira è pungente e le risate genuine, sembra quasi in certi momenti di leggere le vignette di Jacovitti.
E come ho già detto, pensavo fosse stato scritto sul finire degli anni novanta, per la situazione del paese, non certo agli inizi.
Non all’altezza di Elianto, ma una lettura pur sempre consigliatissima.

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11 ottobre 2014 - Posted by | Benni Stefano | , ,

4 commenti »

  1. Della Compagnia dei Celestini conosco solo la serie… di cui poi è stato fatto un sequel chiamato Street Football… Credo però che la serie sia abbastanza diversa, l’ istituto dove vivono i protagonisti infatti non è un vero e proprio orfanotrofio… sono più o meno bimbi abbandonati, ma non tutti in senso letterale… e l’istituto non è un brutto posto, anche se Lucifero soffre l’autorità…

    Commento di Francesca | 13 ottobre 2014

  2. Di che serie parli?

    Commento di tanabrus | 13 ottobre 2014

  3. La serie animata! La trasmettevano su Rai2… poi su Rai Yo Yo…

    Commento di Francesca | 14 ottobre 2014


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