La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Spazio profondo



Premessa: non sono mai stato in precedenza un lettore di Dylan Dog, salvo magari un numero o due occasionali, da spiaggia.
Ho deciso di provare ad avvicinarmici in occasione dell’inizio della seconda fase della gestione Recchioni, quando cioè cominciano ad arrivare le storie volute dal nuovo boss dell’indagatore dell’incubo.
Storie che cominciano con questo numero tutto a colori, proprio di Recchioni.

Recchioni che, alla Bonelli, ormai sembra abbonato ai colori. E noi non ce ne lamentiamo.
Detto quindi che sono un completo estraneo al personaggio (conosco giusto il protagonista e Groucho, dell’ispettore in aria di pensionamento ho letto le news online) passiamo all’albo, il primo di questa nuova gestione che dovrebbe fare da starting point ideale per nuovi lettori. Come me.

I disegni non mi sono piaciuti, quasi ogni volta che c’era da inquadrare un volto erano lacrime amare come si vede già dall’inizio quando nella quarta pagina il volto dell’ufficiale sembra slargato con il mouse facendo quasi pensare a un errore. Ma la reiterazione fa capire che è lo stile del disegnatore… niente da eccepire, i gusti son gusti e perfino Ramos a qualcuno piace, ma a me questi disegni non sono paciuti.

E la storia, invece?
La storia è carina, una storia tra fantascienza e horror spaziale che comincia con una missione di salvataggio di un relitto spaziale andata male, con l’unico superstite che tenta di avvisare la base dei problemi incontrati e di non mandare più nessuno in questa missione, prima di venire ucciso. E di farci scoprire che si tratta di Dylan Dog!
Scopriremo poi che siamo nel futuro, in un’epoca in cui l’Inghilterra veleggia nello spazio verso nuovi confini, e le navi che compiono questi lunghi viaggi nelle desolazioni cosmiche raccontano di spettri. Questa in particolare sembra sia stata distrutta dagli spettri: niente più equipaggio, e annientamento di ogni squadra mandata a recuperarla. Ma la nave è ancora in buono stato, quindi va recuperata per forza. Tanto la forza lavoro non costa niente, o quasi: sono squadre composte da cloni di Dylan Dog.

E’ stato scelto lui perché dagli archivi si è visto che un tempo di queste cose si occupava lui. Ma hanno deciso di operare qualche miglioria, e così a fianco di un vero Dylan (che conserva il suo intuito, il suo quinto senso e mezzo), abbiamo un Dylan Dog femmina alla quale è stato amplificato il lato sensibile ed empatico, un Dylan Dog scimmione cui è stato massimizzato il fisico e la propensione alla violenza, un Dylan Dog con acuite capacità logiche e un Dylan Dog estremamente modificato, praticamente alieno, capace di sopravvivere nello spazio. Da alcuni flashback vediamo che in precedenza ci sono stati anche Dylan Dog esoterici,o squadre di sola forza bruta, ma non hanno risolto niente in questo caso.

Una storia carina, dicevo, che per buona parte dell’albo mi ha quasi fatto pensare a una storia del Dottore, non mi sarei stupito di vederlo comparire di fianco a Dylan dicendogli “Corri!”.
Poi si va dall’altra parte e il Dottore passa di mente.

Bello il finale, azzeccati i personaggi.
Solo che mi aspettavo qualcosa in continuity, qualcosa che introducesse me nuovo lettore alla serie, e questo non c’è stato. Immagino ci sarà a ottobre, quindi per cominciare a capire questa serie e questo nuovo corso dovrò aspettare ancora.

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29 settembre 2014 - Posted by | Dylan Dog | , , ,

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