La torre di Tanabrus

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Hercules il guerriero


hercules

Film tratto da una graphic novel che non conoscevo dedicata al figlio semidivino di Zeus, che tenta di reinterpretare il mito muovendosi tra l’ironia e il realismo.
Il risultato? Un mescolume abbastanza ridicolo.

Hercules adesso è The Rock, e quantomeno per il fisico ci siamo.
E già nell’antica Grecia abbondano le leggende sulle sue eroiche gesta e sulle Fatiche… leggende che mette in giro ad arte suo nipote Iolao, cui lo zio impedisce di combattere ma che teoricamente dovrebbe essere un bravo narratore, con il compito di accrescere la figura dell’eroe così da spaventare i nemici prima ancora dello scontro.
Peccato che all’atto pratico suoni per quello che è realmente: un fanfarone che non riesce a essere credibile nemmeno quando parla a dei contadini improvvisatisi guerrieri, impauriti e scoraggiati.

I due viaggiano con un gruppetto di amici (un guerriero con problemi mentali che non parla e agisce in maniera bestiale, ma gli è fedelissimo; un guerriero con il quale Hercules è cresciuto; un’Amazzone -Atlanta-; un veggente cui gli Dèi hanno rivelato il giorno e il modo della propria morte, e che quindi affronta a viso aperto ogni scontro sapendo che non gli sarà fatale) e sono dei mercenari.

Poco a poco, grazie a dei flashback, scopriremo che un tempo Hercules lavorava per il re di Atene, era sposato, aveva figli, ed era il campione del re.
Poi è successo qualcosa, qualcosa che ha causato la morte della sua famiglia, e loro sono stati banditi da Atene.
Qualcosa che, scopriremo poi (ma senza grande sorpresa), era semplicemente paura di lui da parte del re, che ne ha quindi infangato il nome accusandolo dello sterminio della sua stessa famiglia prima di cacciarlo.

 

Comunque, la storia comincia quando Hercules viene assunto dalla principessa della Tracia, che ne chiede l’aiuto (dietro congruo pagamento) per fermare l’invasione di re Rhesus, che sta conquistando i territori limitrofi sterminando i villaggi sul suo cammino, e tra poco invaderà il suo regno!
Hercules arriva, non si informa con nessuno per capire se la storia è vera, addestra i soldati appena coscritti e, dopo aver subito un primo arresto in un villaggio che stavano andando ad aiutare (e dove inspiegabilmente i cittadini si fingevano morti salvo poi attaccarli in massa, con il re che scrollava le spalle dando la colpa ai lavaggi del cervello di Rhesus), sconfigge il nemico.

Salvo scoprire poi, a giochi compiuti, che è il re che appoggia a essere il tiranno, Rhesus era il ribelle che guidava la gente alla rivolta contro l’oppressore.
Hercules non ci sta, vuole spodestarlo e salvare la principessa e suo figlio (tenuti ostaggio dal re). Carica quindi a testa bassa senza un briciolo di strategia e viene imprigionato con tutti gli amici.

Alla fine crede lui stesso alla sua origine semidivina (quando si è sempre detto che fosse una cavolata, lui per primo ne era consapevole… bella la verità dietro le Fatiche, con l’Hydra che in realtà era una banda di soldati con cappucci da serpente che venivano scambiati per mostri dalla gente comune, per esempio), si libera dalle catene e sfrutta la sua immensa forza (alla Sansone) per sconfiggere l’esercito che lui stesso aveva addestrato, e che alla fine, morto il tiranno, si inginocchia a Hercules e al principino che avevano fino ad allora tentato di uccidere.
Nel mentre Hercules riesce anche a uccidere il re di Atene, giunto lì come invitato speciale del re di Tracia per forgiare un’alleanza e vedere morire l’eroe.

 

Punti deboli della trama: l’idiozia di Hercules nell’ideare strategie, l’incomprensibilità della situazione della principessa Tracia prigioniera di suo padre che minaccia il nipote per averne la lealtà; la stessa principessa che in pochissimo tempo, causa penuria di medici, diventa un medico capace di curare Hercules e somministrare pozioni potenti; la risibilità dello scontro con Rhesus, dove una cavalleria enormemente più numerosa dei Traci appiedati viene sconfitta da questo esercito di contadini appena addestrati da Hercules e soci, quando prima li avevano sempre massacrati; Hercules che sembra un vecchio sciamano delle montagne, tra pelle di leone in testa e clava borchiata in mano. E Atlanta che con l’arco sembra Legolas.

 

Punti buoni: l’idea di fondo di un Under the hood relativo a Hercules. Ma questa viene dalla graphic novel.

 

Insomma, un film abbastanza ridicolo, come era ampiamente prevedibile. Da vedere se c’è da passare un’oretta e mezzo e non si ha altro a disposizione, visto che comunque non fa fuggire inorriditi e, se guardato con una mentalità alla “Hercules e Xena”, può intrattenere un poco.

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27 settembre 2014 - Posted by | Hercules il guerriero | ,

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