La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Robot of Sherwood


robot of sherwood

Terzo episodio dell’ottava stagione di Doctor Who, terzo episodio col Dottor Capaldi.
Ingrana? No, per il momento purtroppo no.

Non sono una vedova di Smith, né di Tennant. Mi piace il Dottore e mi piace che cambi il suo carattere, mi piace riscoprire il Dottore con le nuove incarnazioni.
E capisco che serva un po’ di tempo per far partire come si deve il nuovo Dottore, tra confidenza da prendere e routine da fare partire.

Non è di Capaldi che mi lamento, è della storia.
Una storia che probabilmente sarebbe stata meglio cucita intorno a un Dottore come quello comico e mezzo pazzo di Matt Smith, piuttosto che con questo improntato alla serietà e al pragmatismo.

Perché se era carina l’idea di scoprire che Robin Hood è realmente esistito, malgrado ovviamente il Dottore fino all’ultimo abbia creduto a una finzione, il costante battibecchio tra i due eroi, peggio che bambini delle elementari, diventa una pagliacciata fastidiosa buona solo a far fare a Clara la figura della maestrina che gli viene assegnata in questa stagione e a tentare di far ridere.
Ma la risata viene fuori naturale le prime volte, poi alla lunga la ripetizione dei litigi stupidi stanca. E parecchio.

Tralasciamo l’idiozia dei temibili robot alieni? Ma no, sottolineiamo invece come pur dopo aver visto che i prigionieri hanno scoperto che gli scudi d’oro riflettono i raggi laser mortali, questi continuano imperterriti a usare quest’arma per fermarli, autodistruggendosi. Perché mai usare la pura forza fisica come fatto fino ad allora? Ora che sappiamo che sono robot, devono usare sempre e solo i raggi, cribbio!

E l’oro?
Lo sceriffo e i robot perdono, con la rivolta nei bassifondi, almeno una ventina di grandi scudi d’oro che ancora dovevano venire fusi. Con questa perdita, il motore è all’83%.
Premesso che quegli scudi probabilmente avevano più oro di quanto ce ne fosse nei forzieri tipici razziati dallo sceriffo, e quindi non si capisce perché fossero ancora in giro invece di avere già riempito il serbatoio dell’astronave… possibile che il restante 17% venga fornito dalla freccia d’oro che lo sceriffo stesso aveva perso mettendola in palio al torneo per arcieri? Una freccia che da sola è un sesto del carburante che gli è così necessario, e che lui mette in palio?
I conti non tornano, tra quantità di oro, tempo impiegato per il piano dello sceriffo e potenza del motore. Non tornano per nulla.

Infine, la trama.
Solo a me sembra ricalcata a grandi linee dal primo episodio della stagione?
Due settimane fa abbiamo avuto un’astronave caduta sulla Terra in avaria mentre si dirigeva verso la Terra Promessa. E che si era mimetizzata da ristorante mentre aspettava di poter ripartire.
Ora ne abbiamo un’altra in avaria, stessa destinazione, mimetizzata da castello in attesa di ripartire.
A me sembrano pericolosamente simili, se posso dirlo.

 

Gli unici lati positivi dell’episodio sono il discorso finale tra Robin Hood e il Dottore riguardo la storia, gli eroi e le leggende; il fatto che mi sia venuta voglia di rivedere la bellissima serie su Robin Hood del 2006 prodotta per la BBC, e il trailer del quarto episodio della stagione che promette atmosfere più cupe.
Ah, e un’altra cosa: ma questa stagione il Dottore non doveva cercare Gallifrey? O se ne sono dimenticati?

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8 settembre 2014 - Posted by | Doctor Who, Serie tv | , , , , , ,

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