La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Alta fedeltà


Autore: Nick Hornby
Formato: e-book
Lingua: Italiano
Prezzo: € 1,99
Pagine dell’edizione cartacea: 253
Data di pubblicazione: 1995

E’ il primo libro che leggo di questo scrittore, che ho avvicinato per via dei consigli di alcuni amici che lo adorano.
Non so se lo adorerò, un libro è poco per giudicare, di sicuro mi piace come scrive e mi è piaciuto questo libro.

Un libro su una generazione di trentenni negli anni novanta, trentenni alle prese con la vita, con scelte sbagliate e scelte stupide, e con le loro conseguenze.
Trentenni che non si sentono tali, trentenni che però avvertono il passare del tempo e lo temono, trentenni che cercano un modo per stabilizzarsi, per tranquillizzarsi.

Trentenni alle prese con l’amore, in maniera diversa dai quindicenni, dai diciottenni, dai ventenni.
Trentenni alle prese con sé stessi, i propri dubbi, le proprie paure.

E la musica, sempre la musica, onnipresente musica.

 

Conosciamo Rob, il protagonista, mentre sta affrontando un grosso dramma: la sua ragazza, Laura, con la quale conviveva, lo ha appena lasciato.
Questa cosa trascina Rob in un vortice di ricordi sui suoi passati amori, trasformati in classifiche come da sua abitudine (su ogni cosa possiamo stilare classifiche di cinque elementi), di solitudine, di rimpianti, di autocommiserazione.
Perché Rob è essenzialmente un idiota, incapace di scegliere e di muoversi in una direzione, incapace di avere rapporti stabili, incapace di non essere idiota.
Un fallito, fuggito dall’università neanche lui sa come, durante una crisi amorosa, e che si è ritrovato ad avere un negozio di vinili in una zona periferica di Londra, in costante lotta con il fallimento dell’attività.
Un idiota che tradisce e viene tradito, e che non può astenersi dal farlo.

Ma un idiota non cattivo, un idiota che Hornby ci fa apprezzare e nel quale a momenti si possono ritrovare tratti della propria personalità.
Un idiota che cerca di cambiare, di migliorare, in qualche modo, forse.

E quando si decide a tirare le somme, scopre che la realtà non è solo quella che ha sempre conosciuto e nella quale si è sempre crogiolato nell’autocommiserazione.
Persone per lui importantissime nemmeno lo ricordano più; persone verso le quali ha sempre provato astio, in realtà provavano astio nei suoi confronti per avergli rovinato la vita.
Quando esce dal suo guscio, scopre il mondo intorno a sé, diverso dal mondo Rob-centrico. E ha la possibilità di gettare le basi per qualcosa che, forse, sarà diverso e migliore. Più maturo e adulto.

 

Una generazione già obsoleta, ma problemi sempre attuali, personalità sempre presenti, situazioni quasi quotidiane anche del nostro tempo.
Un libro leggero e piacevole, che fa ridere ma anche riflettere.
Anche se alla lunga i riferimenti musicali stancano…

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3 settembre 2014 - Posted by | Hornby Nick | , , ,

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