La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Ready Player One


 

Autore: Ernest Cline
Formato: E-book
Lingua: Italiano
Prezzo: € 1,99
Pagine versione cartacea: 374
Data di pubblicazione: 2011

Sono molto, molto combattuto riguardo a questo libro.

Da un lato la storia è carina, il ritmo è spesso buono, e i riferimenti nerd e geek si sprecano rendendo il tutto una lettura piacevolissima.
L’ambientazione che ondeggia tra il futuristico, il dispotico e l’apocalittico è azzeccata, e Oasis richiama alla mente sogni di gioventù, telefilm, anime, libri.
Le citazioni si sprecano, molte vengono spiegate all’interno del libro stesso, altre tramite note, ma sono certo ce ne siano molte non indicate.

Troppe, forse.
Il che mi porta al motivo del mio sentirmi confuso riguardo il mio giudizio sul libro.
Perché se è vero quanto scritto prima sui lati positivi del libro, ce ne sono anche di negativi, che principalmente si riassumono non tanto in qualche buco o illogicità quanto piuttosto nell’eccesso citazionistico.

Mi spiego: Oasis è un sistema di realtà virtuale semidivino, tutto ciò che abbiamo sempre sognato, e il cui creatore ha reso disponibile gratuitamente. Al suo interno ci sono mondi social come il vecchio Second life, ma anche (e sopratutto) mondi gdr-istici. Tanto che gli avatar hanno classi e livelli, bonus e malus, oggetti speciali e artefatti, magia e tecnologia. Un mescolume di tutto ciò di nerdico che ci sia, insomma.
Il creatore stesso, in onore alla tradizione, era un nerd classico, sfigato, solitario, geniale.
Alla sua morte annuncia al mondo intero che tutta la sua eredità (tutta tutta, miliardi compresi, Oasis compreso) andrà a chi riuscirà a superare la prova che ha progettato.
Tre chiavi, per aprire tre porte, che condurranno al tesoro finale.
Una classica quest, con un indovinello per raggiungere la prima chiave.

Il mondo si popola di cacciatori di questo Easter Egg inserito in Oasis, i Gunter, ma per anni nessuno cava un ragno dal buco.
Finché il protagonista non ha un’illuminazione e trova la chiave.
Seguito a ruota da una sua avveraria, Art3mis, e quindi dal suo migliore amico, dopo di chè la rete unisce i puntini e capisce il trucco, riaccendendo la sfida mortale.
Già, mortale. Perché anche una multinazionale cattiva insegue il premio, con un esercito di cloni praticamente privi di cervello, intercambiabili, assistiti in tempo reale da squadre di nerd. Il suo obbiettivo è mettere le mani su Oasis e guadagnarci, visto che già sono i fornitori globali della connessione a banda larga.
E arrivano, scoperta l’identità di Wade, a minacciarlo di morte nel mondo reale, e a far saltare in aria la sua baraccopoli nel tentativo di ucciderlo.

Il gioco, comunque, è un viaggio psichedelico in film e telefilm degli anni ’80, canzoni e gruppi musicali, cultura americana e giapponese, giochi di ruolo e videogiochi da bar. Con spiegazioni sul materiale che viene copiato nel gioco per ricreare le ambientazioni, con spiegazioni sui giochi e sulla loro storia, con spiegazioni su tutto.
Fino ad arrivare al lecchinaggio totale quando viene buttato lì con noncuranza che i rappresentanti degli utenti sono Will Weathon e Cory Doctorow. Fanservice puro, come del resto buona parte delle descrizioni dettagliate dei giochi e della cultura anni ’80.

Ci sono buchi, come il fatto che Wade sia sopravvissuto senza soldi e senza cibo per giorni chiuso in una discarica, ritenuto morto dalla multinazionale, prima di poter scaricare i soldi degli sponsor e farsi una nuova identità fuggendo a Columbus.
C’è parecchia banalità nello sviluppo della trama, e i personaggi mi hanno fatto pensare enormemente al cast di Little Brother, del già citato Cory Doctorow. Wade in particolare sembra Marcus, mentre Art3mis ricorda molto anche Hermione di Harry Potter, sempre la prima della classe, avanti in tutto.

Una delle poche sorprese è data da Aech, comunque la storia in sé sarebbe piacevole non fosse che la mole di citazioni, scene, rferimenti e omaggi è francamente frastornante e toglie troppo spazio alla trama.
Ho letto di gente che ha definito il libro pornografia, e in effetti direi che è la descrizione più azzeccata.
Un libro pornografico (nella sua completa esposizione gratuita di ogni feticcio anni ’80 che possa piacere al pubblico e allo scrittore stesso) nei panni di avventura Young Adult cybernetica e dispotica.

Un libro godibile e piacevole, che con un po’ più di parsimonia nel citare, omaggiare, fanserviciare etc. etc. sarebbe potuto essere un libro molto più bello.

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23 agosto 2014 - Posted by | Cline Ernest | , , , , ,

2 commenti »

  1. Io l’ho trovato davvero bello invece, mi sono divertito, e forse perché non riuscivo a cogliere proprio tutte le citazioni inserite essendo nato negli anni 90, però chissà. A quanto ho sentito comunque dovrebbero farne un film…

    Commento di CervelloBacato | 23 agosto 2014

  2. Anche io molte citazioni non le ho colte, o le ho colte in maniera vaghissima. Essere nato negli anni ’80 non aiuta, dato che a viverseli sono stati quelli nati prima 😦

    Pure io mi sono divertito, però il citazionismo sfrenato mi appesantiva il tutto enormemente.

    Commento di tanabrus | 24 agosto 2014


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