La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Lui è tornato


 

Autore: Timur Vermes
Formato: e-book
Lingua: Italiano
Prezzo: € 1,99
Pagine: 448
Data di pubblicazione: 2012 (2013 Italia)

Per un certo periodo questo libro mi è balzato contro quasi quotidianamente.
Lo trovavo su internet e sui social network, da amici e da amici di amici. Finché non mi è arrivato anche sotto forma di offerta lampo Amazon, e a quel punto ne ho approfittato.

La trama è semplicissima: sappiamo tutti che Hitler è morto nel suo bunker, no?
No. In realtà, non si sa come né perchè, è stato sottratto al suo tempo e si risveglia semplicemente in un campo, ai giorni nostri.
Non sa come sia possibile ciò che è successo, non sa dove sia finito né il motivo.
Solo e senza alleati in un mondo che non riconosce più e che gli ha voltato le spalle, lui continuerà integerrimo la sua personale crociata per la supremazia della razza ariana. Analizzando e interpretando la Germania e il mondo moderni in base alle sue convinzioni e alla filosofia della sua epoca, mentre tutto ciò che lui dirà e farà sarà filtrato secondo la mentalità moderna, a partire dalla sua stessa natura che verrà vista come quella di un imitatore del fuhrer.

I livelli di lettura sono davvero parecchi.

Abbiamo la storia in sé, tutto sommato prevedibile e che non tenta nemmeno di dare una spiegazione alla presenza qui e oggi di Hitler (l’unico a tentare di trovare una spiegazione sarà lui -che è anche l’unico a sapere di essere realmente lui– e questa sarà che la Provvidenza non poteva permettersi di perderlo, visto che poi non sarebbe più arrivato un uomo con le sue qualità in grado di salvare la patria). Prevedibile, e molto, e francamente meno comica di quanto mi aspettassi dai commenti trovati in giro.

Poi abbiamo lui, Hitler.
Dal suo punto di vista si tratta di dover ripartire da zero, come agli albori della sua carriera politica.
Interpreta il mondo intorno a lui secondo gli schemi degli anni ’40 e secondo la sua arcinota filosofia politica.
Parla del fuhrer quasi in terza persona, ed è divertente quando ne parla come di una figura per la quale esistano prerequisiti, da cui la gente si attenda determinate cose e che ne debba fare altre. Come quando spesso dice che la gente potrebbe aspettarsi che un fuhrer abbia la risposta immediata a qualunque quesito, ma in realtà la deve avere solo quando servirà.
L’unico appunto è che Hitler viene mostrato un po’ troppo superuomo, pragmatico e con superlative capacità di adattamento. Roba che neanche Capitan America!

Abbiamo poi il mondo moderno.
Si parte dall’edicolante che lo aiuta credendolo un imitatore amatoriale cacciato di casa (niente documenti, uniforme da gerarca nazista, aspetto identico a quello di Adolf Hitler) e che gli procura un contatto con un’emittente televisiva.
Arrivando poi all’entourage televisivo che riesce a ritenere ogni cosa che dice “nel personaggio”, come se lui si sforzasse di comportarsi sempre e comunque come la persona che imita.
Ciechi di fronte alla verità, così come i critici e gli spettatori che pensano che il suo programma serva solo per denunciare l’orrore del passato, e che lo applaudono quando attacca la politica attuale.
Politici insipidi, Unione Europea, disarmo, mancanza di ambizioni, disoccupazione. Tutti temi che Hitler attacca con furore, acquistando sempre più consensi. Resistendo agli attacchi del Bild, piegandolo al suo volere e ottenendo anzi dal giornale dei documenti falsi per poter essere credibile in quel nuovo mondo.
Fino al prevedibilissimo epilogo.

 

Ecco, a voler cercare una pecca nel libro, questa risiede nella cocciutaggine a due sensi.
Di Hitler, che si ostina a interpretare tutto come se fosse nel suo tempo e fraintende moltissime cose; di chi gli sta intorno, che a sua volta fraintende quello che lui dice, generando una sorta di commedia degli equivoci senza fine.
Forse.

 

Un libro che ci mostra la facilità con cui carisma e populismo, se abbinati a una lucida intelligenza, possono portare in breve tempo nel nostro mondo moderno chiunque ad avere il potere.
Non che servisse il libro, dato che qui abbiamo almeno un paio di esempi lampanti…

 

Un ottimo libro, anche se ovviamente non dà risposte e si limita a mostrare.

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21 luglio 2014 - Posted by | Vermes Timur | , , , , ,

2 commenti »

  1. “Non che servisse il libro, dato che qui abbiamo almeno un paio di esempi lampanti…”

    Già

    Commento di M.T. | 21 luglio 2014

  2. Nella nostra epoca il populismo la fa già da padrone, ma Hitler credo che avrebbe pessime prospettive… era adatto per i suoi tempi.

    Commento di Bruno | 22 luglio 2014


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