La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Una piccola stella


 

Autore: John Ajvide Lindqvist
Formato: Paperback
Lingua: Italiano
Prezzo: € 19,00
Pagine: 494
Data di pubblicazione: 2010

I libri di Lindqvist solitamente sono horror atipici, horror che giocando sugli schemi classici ci regalano romanzi che riflettono sul concetto di amore.
Era così per la commovente storia di Eli, era così per la riunione dei morti con i loro cari in una torrida estate, era così per l’amore paterno contrapposto al mare.

E’ così anche adesso, in questo libro?
Onestamente non penso.

Questo libro è, per quanto visto finora di Lindqvist, atipico.

Non abbiamo degli schemi ribaltati, non abbiamo figure mitiche e fantastiche sulle quali costruire l’orrore.
L’orrore viene prelevato a badilate dalla realtà, dalla vita quotidiana.

Le protagoniste, Theres e Teresa, sono due ragazze come tante. Sole, perdute, con problemi mentali di cui nessuno si accorge finché non è troppo tardi, o di cui nessuno può o vuole occuparsi.

Theres viene abbandonata in fasce in un bosco, mezza sepolta sotto terra. La trova un vecchio musicista ormai in pensione, che la sente emettere una nota perfetta e la porta a casa.
Dove la terrà segregata in uno scantinato, isolata dal mondo per conservarne la purezza musicale.
Una bambina già strana di suo, che non parla e non si muove, pensierosa, alla ricerca di qualcosa, amante solo della musica, incapace di dimostrare affetto. Che viene cresciuta con la convinzione che i grandi siano cattivi e la vogliano mangiare, che vive mangiando omogeneizzati, che non conosce altre persone a parte i genitori adottivi e il fratellastro che ogni tanto passa da casa.

Una casa disastrata, violenta, piena di orrori derivati da scelte sbagliate e sfortuna.
La vita dei genitori rovinata da scelte musicali e da tradimenti. La vita del fratello rovinata dall’odio della gente e dalla sfortuna.

Finché, per puro caso, Theres non uccide i genitori. Inconsapevole di ciò che ha fatto, spinta solo dalla curiosità. E il fratello sceglie di occuparsene, continuando a tenerla nascosta al mondo intero, decidendo di proteggerla.

 

E poi Teresa. Bambina strana, cresciuta in una famiglia normale ma atipica. Non gioca come gli altri, non si diverte come gli altri. Metodica e silenziosa, logica.
Grassoccia, isolata dal gruppo, detestata e oggetto delle risate altrui.
Si sfoga online come troll, e legge dei lupi.
Finché non conosce Theres, prima su un sito di poesie, poi in televisione quando lei partecipa al locale programma di talent scout musicale.

E dalla loro unione nasce tutto.

 

Nasce il progetto del branco di lupi umani, con altre ragazz disadattate e problematiche come loro che si radunano vicino a Theres per cercare la pace mentale.
Nasce il duo Tesla, che porterà Theres a cantare al principale evento live nazionale.
Nasce il rituale dell’omicidio e la sensazione di sentirsi vuote, libere da ogni problema.
Nasce la sconfitta della paura che sempre le ha accompagnate, e la loro sfida al mondo di adulti che le vogliono mangiare.

 

Un libro difficile, in cui non si capisce mai se Theres abbia qualcosa di speciale o sia solo molto problematica e dotata di una voce divina.
Un libro che mostra la facilità della violenza e la sua potenziale innocenza, naturalezza. Un libro che ci mostra anche, però, un breve risvolto positivo nell’evoluzione della vita di Jerry, cui il destino dopo tanti rovesci ha offerto una sorta di lieto fine.
Un libro che fa paura e che tiene avvinti, malgrado la trama in sé con l’andare delle pagine cominci a tenere sempre meno avvinti. Ma l’ansia e l’angoscia delle ragazze, la loro paura, ci mantengono con il libro in mano e gli occhi incollati alle pagine, desiderosi di sapere di più e di capire se alla fine ci sia salvezza o meno per loro, per il branco.

Un libro che è anche critica feroce non solo della condizione di queste ragazze, ma anche dell’intero business della musica e dei talent show, a modo suo. Un mondo che viene mostrato come marcio fin dalle radici, popolato da gente che farebbe qualunque cosa per il successo.

Un bel libro, che resta dentro, anche se completamente diverso da Lasciami entrare e da Il porto degli spiriti.

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18 luglio 2014 - Posted by | Lindqvist John Ajvide | , , , , , , , ,

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