La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Cuori sull’abisso


 

Decimo numero di Orfani, e proseguiamo su alti livelli.
A partire dalla cover, che ha generato un mese di discussioni e ipotesi sull’esito dello scontro tra il signor Ringo e la Mocciosa.
Avevo ragione. Awesome.

 

Prima di fiondarci nel presente, troviamo nel passato il gruppo intento a infiltrarsi in una città ribelle per scoprire cosa sia successo alle altre due squadre che avevano terminato l’addestramento, e che erano scomparse durante una missione proprio in quella città, per individuare ed eliminare i capi della ribellione.

Ora gli alti piani hanno prudentemente deciso di aggiustare il tiro: la squadra di Jonas proverà a salvare i compagni, e poi l’esercito atomizzerà la città. Ribelli e civili che li appoggiano, indiscriminatamente.
Malgrado le flebili obiezioni degli Orfani.

La missione riesce, i compari sono morti quindi il tutto si trasforma in una fuga verso il jet che li porterà via da lì. E dalla Mocciosa che, ignorando gli ordini, comincia a uccidere.
Ci sono due cose interessanti in questa parte ambientata nel passato.
La prima, all’inizio, quando ci viene mostrato come ormai il gruppo sia composto da due coppie più l’outsider, l’Eremita, isolato e di troppo.

La seconda, i problemi psicologici del gruppo.
Iniziamo dallo scambio di battute tra il Pistolero e la Mocciosa, dopo che lei ha iniziato a uccidere:

“Stai insinuando qualcosa, Pistolero?”
“Che ti piace troppo ammazzare la gente…”
“E a te troppo poco! Questi bastardi se lo meritano!”
“Anche noi ce lo meritiamo, se è per questo!”
“La differenza è che noi siamo forti e loro deboli… loro muoiono… noi viviamo!”

per arrivare poi alla resa dei conti post-operazione, quando inizia la bacchettata di Jonas alla Mocciosa e questa reagisce tirando in ballo la recita del buon soldato. All’asserzione del Boyscout che questa non sia una recita ma il senso stesso delle loro vite, arriva il monologo di Juno:

“Ho capito benissimo cosa intendevi, Jonas. Ti conosco da tanto e ti amo per quello che sei… un soldato… il miglior soldato possibile! Tu ti stai preparando a combattere una guerra e a vincerla… ma noi… noi lottiamo ogni giorno contro i nostri demoni! I nostri rimpianti… la nostra solitudine… la nostra rabbia… il nostro desiderio di morte… e la maggior parte delle volte, Jonas, noi perdiamo!”
“Mi… mi spiace… io… non riesco a capirlo.”
“Lo so, Boyscout… è questo il problema!”

Dopodichè anche Ringo si allontana dalla Mocciosa, dicendosi stufo di portare su di sé il fardello di due persone. E lei schiaffeggia Raul che ha provato ad avvicinarla, come rifarà in futuro.

Davvero belle scene.

 

Nel presente torniamo ad avere il confronto tra le due coppie.

Juno toglie di torno i soldati che le sbarrano la strada, e quando si trova di fronte il marito malgrado tutta la loro bravado nessuno dei due riesce ad attaccare l’altro. E Juno semplicemente va per la sua strada, mentre Jonas chiede di far partire un misterioso piano B. Non può fermarla direttamente, ma può dare ordini…

L’incontro clou invece è ovviamente quello tra Ringo e la Mocciosa.
Dopo il primo scambio di battute, con lei che gli dice che anche se dirà la verità a tutti nessuno la vuole sentire, e verrà odiato da tutti, volano i colpi.
Ringo spara, e lei schiva le pallottole. E lo colpisce. Tanto e duramente.
Alla fine però Ringo riesce a stenderla, e la lascia a terra proseguendo verso il centro di controllo, per aiutare con della logistica Juno.

Secondo round, nuovo scontro tra Ringo e la sua ragazza, l’assassina del gruppo.
E alla fine Ringo le racconta la storiella della rana e dello scorpione.
Lei si avvicina, credendosi scorpione e ipotizzando che anche loro due, per Ringo, moriranno insieme.
Bacio.

E poi Ringo le rivela che anche lui è uno scorpione. E la uccide.

Una morte malgrado tutto sorprendente, non arrivata con una lotta ma quasi a tradimento.
Una morte che (non sorprendentemente) ribalta l’impressione che veniva data dalla copertina, e che avevo ipotizzato.
Una morte che ammanta l’intero numero di tristezza, perché questa storia d’amore era l’emblema stesso di chi erano, di cosa erano gli Orfani. Dei loro problemi e di come cercavano di aggirarli, di andare avanti.

Una morte che lascia la serie orfana di una sua grande protagonista, e Ringo immobile a fissare il cadavere, incapace di muoversi, quasi incredulo per ciò che ha appena fatto con le sue mani.

Un numero bello e triste.

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17 luglio 2014 - Posted by | Orfani | , , , , , , ,

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