La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Memories of ice


Autore: Steven Erikson
Formato: E-book
Lingua: Inglese
Prezzo: € 6,15
Pagine versione cartacea: 920
Data di pubblicazione: 2001
Saga: Malazan book of the fallen
Gardens of the moon (1999)
Deadhouse gates (2000)
Memories of ice (2001)
House of chains (2002)
Midnight tides (2004)
The bonehunters (2006)
Reaper’s gale (2007)
Toll the Hounds (2008)
Dust of dreams (2009)
The crippled God (2011)

 

Terzo volume del Malazan book of the fallen, dove devo ancora capire se il fallen del titolo si riferisce ai tanti personaggi che muoiono, caduti sul campo di battaglia (molti davvero inaspettati, penso che Erikson possa rivaleggiare con Martin per quanto riguarda questo lato dei suoi scritti) o piuttosto al Caduto, il Dio evocato nelle epoche antiche per sfruttarne i poteri contro il Tiranno, poi menomato per limitarne i poteri. Ora noto come Crippled God, e che scopriamo in questo terzo libro essere il vero nemico della saga… un Dio incatenato e mutilato, legato a Burn (che qui scopriamo essere un po’ come Gea, la divinità della Terra… il suo corpo è la Terra stessa, e a causa del veleno del prigioniero ora la Dea dorme, un sonno di difesa contro questo attacco che però la sta infettando e uccidendo). Un Dio tuttavia potentissimo, in grado di influenzare le persone, le divinità e gli imperi.
Sua è la mano dietro la nascita dell’Impero del Pannion Seer, un Impero malato a causa del suo tocco folle e malvagio, un Impero che si nutre di sé stesso e del male puro. Un Impero senza idee di sopravvivenza, solo di morte, distruzione, conquista, cannibalismo.

Demoni risalenti a epoche remote, prima dell’uomo e prima dei T’lan Imass e dei loro acerrimi nemici, i Jaghut.

In questo libro abbiamo la storia relativa al libro stesso, abbiamo notizie importanti sulla storia del mondo, ci riallacciamo ai due libri precedenti, e vediamo nascere (o proseguire) trame che si compiranno realmente solo in futuro.

La storia in sé vede l’esercito di Dujel Onearm e di Whiskeyjack ormai bandito dall’Impero Malazan e ora alleato del vecchio nemico Brood per combattere una nuova minaccia proveniente dal nord: l’Impero di Pannion.
Un Impero di stampo religioso, folle ed estremista, che vive di massacri, magia nera e cannibalismo. Una minaccia che lascia presagire qualcosa di peggiore alle sue spalle, tanto da forzare un’alleanza incredibile tra i vecchi nemici.

La prima città che i due eserciti si contenderanno, Capuan, ci consente di conoscere gli altri protagonisti.
Le Spade Grigie, mercenari religiosi devoti a Fener; la guardia di carovane Gruntle; un antico Dio primordiale, due necromanti.
Tutti loro dovranno fare i conti con il tremendo assedio portato alla città dagli invasori, consapevoli che gli aiuti sono ancora distanti qualche settimana e che se riusciranno a resistere fino ad allora saranno salvi.

La morte di un Dio, il ritorno di un altro Dio, l’ascesa di un nuovo Dio.

La caduta di un Ordine Religioso, la nascita di un altro.
Da una Spada Mortale a un’altra.
Dall’adorazione di un Dio della guerra a un altro.
E in contemporanea abbiamo il ritorno in scena di Toc il Giovane, che si ritrova insieme al T’lan Imass Tool, alla divina Lady Envy, a tre Seguleh e a due maestose bestie. Toc che adesso ha dentro di sé lo spirito di un antico Dio bestiale, alla perenne ricerca della sua compagna.
Toc che in questa compagnia di guerrieri senza pari è fuori dalla sua dimensione, e che finisce catturato dal Pannion Seer in persona.

 

Abbiamo altre trame oltre a queste.
Abbiamo Silverfox, nata dall’unione di tre anime per volere di un Dio, di un T’lan Imass, di un mortale. Il primo Bonecaster vivente dai tempi del primo Raduno, destinata a comandare i T’lan Imass e a porre fine alla loro maledizione. Di cui scopriamo tutto: le cause, il meccanismo con cui è stata ottenuta l’immortalità, il prezzo pagato. I dissensi tra le loro stesse fila.
Abbiamo Paran, che dopo la morte di Tattersail si è ritrovato scelto come Maestro del Mazzo, con potere di decisione sui giocatori e sulle regole, in grado di viaggiare tra le Case, col potere ancora misterioso delle Benedizioni e con chissà quali altri misteriosi poteri ancora. Paran che viene adulato e strattonato dalle divinità, che lo vorrebbero usare contro il Crippled God. Ma che le ignora, sapendo bene che seguono esclusivamente il proprio interesse, scegliendo di decidere per conto proprio. Una scelta che ancora non è avvenuta.

Abbiamo i complotti dell’Impero Malazan, con la missione assegnata a Dujek dall’imperatrice.
Abbiamo Thyschreen, abbiamo la caduta nel mondo mortale di Fener, avvertita dai suoi seguaci. Abbiamo l’invio dei rifornimenti da parte di Quick Ben a Fiddler. Nel finale abbiamo la storia di Coltaine.

 

In mezzo morte, tanta morte.
Morte ed eroismi, ma eroismi semplici, soldati che affrontano un nemico superiore senza proclamare chissà quali ideali, solo perché è la cosa che devono fare, per i propri compagni e per sé.

Un volume meno epico del precedente, molto più improntato alla campagna militare e agli intrighi, che ci disvela un altro po’ l’imponente ambientazione Malazaniana.
Un migliaio di pagine che si leggono quasi sempre con piacere, a parte un paio di pecche.

La prima pecca è la Mhybe. Capisco che la rivelazione finale, rileggendola bene, possa essere importante in ottica futura (e anche per quanto riguarda Burn). Capisco che si ricolleghi alla redenzione di Silverfox (e alla sua stessa esistenza, conferendole molta tragicità) e a quella dei T’lan Imass e dei lupi. Ma è tirata troppo per le lunghe, e per quanto mi riguarda gli viene data troppa importanza. Era l’unica parte che ero tentato di saltare a piè pari, arrivato a un certo punto.
Un poco meglio i deliri di Toc mentre è prigioniero, anche se qui in realtà finivo più che altro a pensare alla prigionia di Theon Greyjoy.

L’altra pecca che ho avvertito è la battaglia finale.
Priva di pathos, come se tutta la carica e la tensione fossero esplose con il tradimento avvenuto prima della battaglia, la morte eccellente che ha fermato il tempo sia nella lettura che nella storia.
In parte la battaglia ci viene quasi raccontata dai Bridgeburners in fuga, in parte intravediamo qualcosa rimbalzando da loro a Paran e Quick Ben, a Tool, a Lady Envvy, a Rake a Dujek, a Gruntle.
Non mi è piaciuto molto questo scontro finale, e mi sarebbe poi sembrato più plausibile che qualcuno avesse seccato sul posto Iktovian visto il risultato della sua azione scellerata… aspettare la fine della battaglia faceva schifo? A quanto pare si, meglio causare migliaia di morti, per stare in pace con la coscienza…

 

A parte queste due pecche il libro mi è piaciuto, più del primo ma assolutamente meno del secondo.
Da notare comunque come i primi capitoli siano sempre difficili con questa saga, tra il riallacciarsi a vecchi episodi e il venire scagliati in luoghi nuovi, tra nuovi personaggi, tempi diversi, accenni a eventi mai letti prima, divinità e popoli stranissimi.
Poi come sempre si entra nel libro e la storia ingrana.

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11 luglio 2014 - Posted by | Erikson Steven | , , , , , , , , , , , , , ,

4 commenti »

  1. Penso che il titolo abbia un doppio significato, rendendo valide entrambi le opzioni.
    Rispetto a La Dimora Fantasma, Memorie di Ghiaccio ripresenta i personaggi che più ho apprezzato; ma come hai già detto è meno epico, ha meno pathos.
    Il successivo, La casa delle catene, dovrebbe piacerti di più con la storia di Karsa; così pure quello dopo, Maree di Mezzanotte, che è di una lucidità straordinaria.

    Commento di M.T. | 13 luglio 2014

  2. Buono a sapersi! 🙂
    Comunque malgrado la minore epicità, oltre agli ottimi personaggi questo volume ha anche il pregio di mostrare finalmente la storia alla base della saga, facendoci capire che c’è un filo conduttore a parte l’impero Malazan.

    Commento di tanabrus | 14 luglio 2014

  3. I fili conduttori sono diversi. Il primo volume si collega al terzo, il secondo al quarto, il quinto è a sé stante, ed è con il sesto che cominciano a incanalarsi verso un unico punto.

    Commento di M.T. | 14 luglio 2014

  4. […] Saga: The Malazan book of the fallen Gardens of the moon (1999) Deadhouse gates (2000) Memories of ice (2001) House of chains (2002) Midnight tides (2004) The bonehunters(2006) Reaper’s gale (2007) […]

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