La torre di Tanabrus

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Ship of destiny


 

Autore: Robin Hobb
Formato: Kindle
Lingua: Inglese
Prezzo: € 4,13
Pagine versione cartacea: 816
Data di pubblicazione: 2000
Saga: The liveship traders
Ship of magic  (1998)
The mad ship (1999)
Ship of destiny
(2000)

Terzo e ultimo libro nella saga The liveship traders, tradotto da noi nel più brutto (a mio avviso) I mercanti di Borgomago.

Un ottimo finale di trilogia, dove le pur numerose sottotrame vengono gestite alla perfezione e convergono al finale sia a livello di narrazione che a livello geografico, fluidamente, senza forzature e senza sbavature.
Un finale che ancora di più mostra come la trilogia in realtà ruoti esclusivamente intorno alla famiglia Vestrit.

A Bingtown, Ronica lotta per tenere unita la città malgrado i tentativi di Serilla di conquistare il potere per liberarsi dall’ombra del Satrapo e dai tremendi ricordi del loro viaggio, e malgrado le divisioni tra vecchi e nuovi mercanti, tra vecchie e nuove generazioni, con in più i pescatori e gli schiavi liberati, e gli schiavi ancora oppressi.
E in questa parte della trama, a sorpresa, poco a poco riesce a emergere anche il personaggio più odioso della serie, l’inutile Keffria che non contenta di avere sposato un avido schiavista arrivista che non ha esitato a distruggere con i suoi folli piani per fare soldi rapidamente la sua intera famiglia, continua a piangerne la scomparsa e a desiderare il suo ritorno a casa. E piagnucola, prova un rigetto nei confronti delle rasformazioni attuate dal Fiume… solo alla fine, in maniera parecchio inaspettata (non in senso positivo, ma nel senso che sembra quasi una forzatura vista la piattezza del personaggio), assume il controllo della propria vita, si fa carico del ruolo di Rappresentante della Famiglia e trova una qualche utilità per sé nel mondo.

Un po’ più in su, a Trehaug, la fuga dal terremoto di Malta, del Satrapo e della sua Compagna ha un esito inimmaginabile e disastroso: i tre non vengono trovati dalle navi lanciate dai mercanti alla loro ricerca (dopo che Reyn, salvato dal drago Tintaglia, l’ha convinta a perlustrare con lui il  fiume per cercare la sua promessa sposa, avvistandola ma incapaci di scendere per salvarla dalla barchetta dove i tre erano nascosti), ma sono tratti in salvo da una nave di Chalced.
Qui Malta, rimasta l’unica compagna del Satrapo, arriverà a sviluppare il suo istinto di mercante cercando in ogni modo di portare in salvo sé stessa e il Satrapo malgrado siano in mano ai mercenari prima, e ai pirati poi.

Tintaglia si rivelerà provvidenziale per Bingtown, in quanto durante la guerra contro i mercenari questi commetteranno il gravissimo affronto di attaccarla, venendo distrutti e messi in fuga. A quel punto Selden, mutato enormemente dal contatto con il drago e traboccante di memorie di un lontano passato, si comporterà da suo menestrello adulandola e bendispondendola, intercedendo in suo favore presso gli umani e in favore dei suoi simili presso il drago.
I pragmatici mercanti, dopo un primo momento di smarrimento, ritroveranno la loro natura facendo ciò che sanno fare meglio: mercanteggiando con Tintaglia, promettendo il loro aiuto nel ristabilire i luoghi di maturazione dei bozzoli di drago (sistemare il fiume per far risalire i serpenti, liberare i luoghi ormai inaccessibili, ristabilire le antiche città vicino a tali luoghi) in cambio dell’assistenza del drago nella lotta contro Chalced. E del suo soccorso a Malta.

Althea, in viaggio su Paragon per raggiungere il pirata Kennit e riprendersi la Vivacia, affronta un mezzo ammutinamento e successivamente la sconfitta, quando finalmente provano a raggiungere la nave del re dei pirati. E viene quasi definitivamente spezzata quando si ritrova in balia di Kennit, mosso da oscure necessità e da un destino tremendo, un vortice di violenza e dolore che lo accompagna fin dalla sua infanzia. Lo stupro che subisce è tremendo, acuito dal fatto che nessuno sembra crederle a parte Etta, ferita enormemente ma decisa a restare fedele al suo amore, e Wintrow, che le crede solo perché Etta le crede.
Ma più che di Althea qui abbiamo come protagonista Paragon, di cui scopriamo l’intera storia.
Paragon creato con due ceppi diversi di legno, Paragon con dentro due diversi draghi in lotta tra loro per il controllo. Paragon il cui padrone era divenuto pirata, Paragon che ha visto il piccolo Kennit crescere e fondersi con lui. Paragon che ha assistito a come il Re dei Pirati aveva distrutto la famiglia di Kennit per impadronirsi di lui, tenendo il bambino prigioniero per ricattare la nave, alternando momenti di gentilezza a momenti di violenza. Kennit cresciuto tra percosse, minacce e violenze. E Paragon che lo proteggeva, Paragon che assorbiva le sue paure e il suo dolore per schermarlo. Fino a diventare quasi pazzo, lasciando Kennit libero dalle paure e dai ricordi, libero di seguire la sua strada, di diventare il nuovo Re dei Pirati.
Paragon che ama Kennit, Kennit che lo vuole morto perché nessuno conosca il suo passato, perché i ricordi muoiano con lui e mai tornino al suo legittimo proprietario.

Abbiamo Wintrow, che cresce e diventa un leader, un comandante rispettato e benvoluto dai suoi pirati. Wintrow che ormai sa cosa vuole, ed è combattuto tra i suoi desideri (la Vivacia, Etta, una famiglia) e le sue responsabilità, la sua lealtà verso Kennit, il suo rispetto e la sua fede in quell’uomo.
Abbiamo la Vivacia che ora è diventata Bolt, con il drago che si è risvegliato in lei. E che ha strappato un accordo a Kennit, guidando i serpenti (riunitisi finalmente a Colei-che-ricorda) a caccia delle navi indicate dal pirata, in cambio della sua promessa di scortare poi i serpenti a Bingtown per consentirgli di mutare. Una nuova personalità, più feroce e decisa rispetto alla gentile Vivacia cresciuta dai Vestrit.

 

E tutte queste trame convergeranno, quando i pirati che hanno catturato Malta la conduranno col Satrapo da Kennit per negoziare i termini della loro liberazione; quando Breshen tornerà al salvataggio di Althea e Paragon alla ricerca di Kennit; quando Tintaglia condurrà via i serpenti liberandoli dal comando di Bolt e facendo riunire Reyn con Malta; quando il Satrapo affronterà i nobili rivoltosi e Kennit le navi del Satrapato.
Troveremo il tempo per assistere al ricongiungimento tra Kennit, sua madre e Paragon, e all’incontro tra Althea e un ancora più folle Kyle.
E il fato di Reyn e Malta, nuovi sovrani Elderling, amici di draghi, con la rivelazione sulle mutazioni causate dal fiume, e su ciò che significano ora che i Draghi sono tornati. Mezzi draghi, verrebbero chiamati in D&D.

E poi la sorpresa, con il fato di Kennit, inatteso e inaspettato.

E sopra a tutto, Tintaglia. Il drago, maestoso e potente, eppure bisognoso di aiuto.
Affamata di lusinghe e di lodi, vanitosa e prepotente.
Un grandissimo personaggio.

 

Direi che ci sono solo due pecche in questo libro.
La prima è che nel finale assistiamo solo di sfuggita, sotto forma di resoconto, alla parte relativa ai serpenti e ai draghi. Avrei preferito avere qualche aggiornamento in più su tutto questo.
La seconda è che, alla morte di Kennit, tutti diventano amici. Il Satrapo onora il suo ricordo confermando i trattati, Althea e Brashen vengono accettati dai comandanti di Kennit come loro pari con cui discutere strategie e trattare, Wintrow è il nuovo comandante in capo, nessuno prova più risentimenti per le persone che poco prima stavano per uccidere allegramente. Diciamo che è un po’ troppo forzato, questo punto.
Comunque un ottimo finale, che lascia il desiderio di scoprire cosa succederà ora ai draghi, a Malta e Reyn, a Bingtown.

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6 luglio 2014 - Posted by | Hobb Robin | , , , , , , , , , , , , ,

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