La torre di Tanabrus

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Il grande Gatsby


Autore: F. Scott Fitzgerald
Formato: Kindle
Lingua: Italiana
Prezzo: € 1,49
Pagine versione cartacea: 180
Data di pubblicazione: 1925

 

Non avevo mai letto niente di Fitzgerald, e in genere la letteratura classica americana non mi è molto nota.
Non mi è piaciuto Il giovane Holden, e l’unico libro di Roth che ho letto non mi è sembrato niente di eccezionale.
Perché provare Il grande Gatsby, allora? Perché all’uscita del film Amazon lo aveva offerto a un prezzo irrisorio, e ho sfruttato l’occasione.

Temevo un malloppone pesantissimo, lento e noioso.
Ho scoperto invece un libro breve, rapido, interessante.

Il protagonista, Nick, ci racconta la storia di Gatsby da quando fa la sua conoscenza fino alla fine del loro rapporto.
Una conoscenza casuale, visto che malgrado questo stranissimo e misterioso milionario fosse in un certo senso il suo vicino di casa (in un certo senso perché la casa di Nick era piccola e normale, adatta a una persona di buona famiglia ma con un lavoro non eccelso, mentre la dimora del riccone era una reggia sontuosa con una storia di grandi ambizioni alle spalle) i due non si erano mai parlati, fino a quando non è entrata in scena Daisy, la cugina di Nick.
Ricca e… fatua, sposata con un ricco ex-giocatore di polo ed ex-compagno di università di Nick, la ragazza reintreccia i rapporti con questo cugino con un invito a cena. Una cena durante la quale il ragazzo conoscerà Jordan, giocatrice di golf e amica della cugina, e verrà travolto dal marito di Daisy, Tom, con la sua aria perennemente superiore e annoiata.

I sentimenti che trasudano da queste prime pagine sono di noia, vacuità, futilità.
Cene interminabili dove con aria assente si parla di tutto e di nulla, ripetendo frasi fatte e discorsi già sentiti. Inviti irrifiutabili. Vite vuote che si trascinano da un viaggio all’altro, da una cena all’altra, da un viaggio in città a un trasloco.

Ci sono elementi di crisi, raffigurati dal tradimento di Tom con un’amante che addirittura sembra chiamarlo a casa.
E lo stesso Tom, assolutamente timido al riguardo, trascina un riluttante Nick a conoscerla di persona, recuperandola dalla casa dove vive col marito e portandoli nell’appartamento che le ha preso in città.

Una vuotezza e un’assuefazione alla noia che sono il modo con cui Fitzgerald ci mostra la vita della classe alta negli anni ’20 a New York, gli anni del jazz.

E poi entra in scena Gatsby.
Le sue feste, tutte le sere, con decine, centinaia di invitati che arrivano, mangiano, vanno alla spiaggia privata, vanno in piscina, vanno nelle camere e in biblioteca, bevono. E spesso nemmeno sanno chi sia Gatsby, mai sono stati invitati, mai lo cercano per salutarlo.
Una vuota manifestazione di sfarzo, ricchezza, potenza. Un faro acceso nella notte, per attirare chiunque giri per la città in cerca di una festa o di un luogo di aggregazione.
Un comportamento strano, che sembra quasi un grido di aiuto.

Grido che trova una risposta quando Gatsby, parlando una sera con Jordan (che Nick, ricevendo un invito formale dal cameriere del suo vicino, incontra quella stessa sera), scopre la sua amicizia con Daisy. E che Nick è il suo cugino.
Arrivando a chiedere il loro aiuto per incontrare la donna.

Perché tutto ciò che Gatsby è, lo è per uno scopo ben preciso: Daisy.

Poco a poco scopriremo infatti che Gatsby era nato povero, e nell’esercito era diventato ufficiale. In quanto ufficiale era arrivato a frequentare diverse persone più altolocate, fino a incontrare Daisy. E senza accorgersene, un corteggiamento iniziato quasi solo per dimostrarsi che poteva avere quella ragazza ricca si era trasformato in qualcosa di inimmaginabile. Era diventato amore, quasi ossessione.
Lei ovviamente non sapeva delle sue origini o della sua povertà.

Poi la guerra, e dopo la guerra Gatsby che viene erroneamente mandato a Oxford, dove resterà per pochi mesi… ma nel frattempo Daisy avrà ricominciato a frequentare infiniti altri ragazzi, incontrando infine e sposando Tom, un perfetto match per lei.
E Gatsby la cerca a lungo, senza trovarla.
Lavora, si impegna, entra in giri loschi e grazie alla sua smodata ambizione e all’obbiettivo chiaro nella sua mente (guadagnare soldi, diventare ricco per abbattere quello che vede come l’unico ostacolo tra lui e lei, e quindi portarla via e sposarla, visto che sicuramente lei non amerà questo Tom ma amerà sempre e comunque solo lui, Gatsby) diventa in breve tempo ricchissimo.
Compra quella casa, dalla quale può vedere oltre lo stretto la casa di Tom e Daisy.
E aspetta l’occasione per incontrarla, dando feste sfarzose alle quali però i due non andranno mai.
Fino a quando non organizza un incontro a casa di Nick, per un tè a sorpresa.

E da lì la situazione precipita rapidamente, tra vecchi amori che rinascono, tradimenti che si consumano, altarini che si scoprono, furibondi litigi che si consumano con toni misurati e solo vagamente irati davanti alla forzata presenza di riluttanti testimoni.Fino all’ineluttabile finale, con la fine dell’uomo che aveva cercato con tutte le forze di tornare indietro nel tempo, di sistemare la vita cambiando qualcosa che era andato storto nel passato, di riportare la storia sui binari che riteneva corretti aggiustando ciò che in precedenza aveva fatto fallire i suoi progetti. Un uomo che viveva con lo spettro del passato sempre vivo davanti agli occhi, una passione sfrenata per un amore vissuto brevemente anni addietro e che ormai era idealizzato nella sua mente, al punto da far sfigurare la realtà quando quasi riesce a realizzare i suoi desideri.

Un bel libro, che per la descrizione della società contemporanea e il carattere del protagonista mi ha ricordato un altro libro letto di recente, Il rosso e il nero di Stendhal.

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20 giugno 2014 - Posted by | Fitzgerald F. Scott | , , , ,

1 commento »

  1. A me è piaciuta la resa del periodo storico, ma per il resto l’ho trovato di una noia mortale. 😄

    Commento di Chagall | 20 giugno 2014


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