La torre di Tanabrus

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Maleficient


malefica

Rivisitazione Disney de La bella addormentata, dal punto di vista però di Malefica, la fata cattiva.
Film banale, storia monotona, personaggi telegrafati, voragini logiche. Flop clamoroso.

Insomma, si capisce che il film non mi è piaciuto.
Ha dei lati buoni? Certo, ovvio.
Alcune scene con gli effetti speciali erano ben fatte, e le prime versioni di Aurora erano carine e simpatiche (Aurora neonata che ridacchia ai tentativi di Malefica di terrorizzarla, o Aurora bambina che vagando nel bosco incappa in Malefica e la costringe a prenderla in braccio).

Per il resto, si va dal piattume al ridicolo.

La storia gira intorno a Malefica che in realtà, a dispetto del nome (e no, qui non si può giocare neanche sul fatto che il nome in sé non è cattivo, come con Lucifero… malefica è male, punto) è una fatina buona, gentile e pura. Ha enormi ali e corna, possiede una grande magia ed è grande come gli umani, a differenza delle altre fate. E queste qualità la rendono la regina de facto della magica terra della brughiera, anche senza incoronazione formale. Del resto, lì tutti vivono in armonia e senza capi né servi, aiutandosi l’un l’altro quando necessario.
Però, seguendo il canovaccio più scontato dell’universo, la giovane fatina incontra un intrepido e ambizioso contadino, Stefano, che diventa suo amico. I due bambini crescono, arriva il primo bacio (del vero amore, gli dirà lui) e poi Stefano sparisce nel castello del Re, spinto dalla sua ambizione.

Salto in avanti nel tempo.
Malefica è diventata Angelina Jolie, grande, alata, con gli zigomi e le orecchie a punta, sempre buona e cara.
Difende la brughiera dagli attacchi del re, che non sopporta che esista a due passi dal castello un folto boschetto che immagina pieno di tesori, inaccessibile a causa delle creature fatate che vi abitano.
Così il re, che ricorda il dimenticabilissimo Tubal-cain dell’altrettanto dimenticabilissimo Noah, raduna un esercito immenso lanciandolo contro la brughiera. Che su richiesta di Malefica si difende con delle creature enormi di legno, che ricordano quasi i Vigilanti del già citato e purtroppo non ancora dimenticato Noah.
Il re alla fine viene sconfitto proprio dalla fata, che lo attacca direttamente, e si ritira con la coda tra le gambe. Dalla delusione sta morendo, e promette il regno e la figlia a chi gli porterà la testa della fata.

Chi andrà a combattere?
Ovviamente Stefano, che al momento è un inserviente del re. Torna dall’amica, si fa perdonare per gli anni di assenza, la addormenta con del sonnifero e tira fuori un coltello. Ma mostra la sua unica esitazione del film, non riesce a ucciderla. Così si limita a tagliargli le ali.
Lei non muore dissanguata, e quando si risveglia si limita ad accorgersi che le ali non ci sono, fare due urletti di disperazione e barcollare via con un bastone.

Da questo momento Stefano diventerà re, sposerà la principessa, darà alla luce Aurora e fingerà di non pensare mai alla Brughiera.
Malefica invece sprofonderà nel lato oscuro della forz… ehm, della magia. Circonderà la brughiera con una fitta barriera di piante enormi ricoperte di aculei, si imporrà come regina, farà di un corvo il suo servitore mandandolo a spiare l’ex amico.

Quando scopre di Aurora fa il suo ingresso alla grande cerimonia, come tutti sappiamo.
Ma dopo avere interrotto la fata che stava per pronunciare il suo dono, è lei stessa a lanciare non solo la maledizione ma anche la condizione per salvare la piccola. Intendendola come una ulteriore beffa, visto che cita lo stesso vero amore che sia lei che Stefano sanno non esistere.

Da qui, se possibile, il film peggiora.

Le tre fatine incapaci e idiote portano nel bosco Aurora per crescerla, ma è Malefica a tenerla in vita sfamandola e proteggendola, di nascosto alle tre cerebrolese. E se inizialmente, tipo per i primi cinque secondi, si può pensare che lo faccia per godersi la maledizione, diventa evidente che si sta affezionando alla bestiolina. Al punto, quando questa sarà ormai cresciuta, di parlarci, di farci amicizia, di portarla nel suo regno. Di fingersi la sua fata madrina.
E l’amerà (oh Disney….) a tal punto da toglierle la maledizione.

O forse no. Perché l’aveva fatta così bene che non si può togliere. Lei si dispera, ma non c’è niente da fare: arrivata al sedicesimo anno di vita, Aurora viene attirata magneticamente da un fuso, e si punge.
Malefica intanto cattura il principe Filippo, che passava di là e che aveva già conosciuto Aurora rimanendone incantato. Lei non crede nel vero amore, ma solo questo potrà salvare la ragazza quindi stende il ragazzo e lo trasporta al castello, dove si intrufolerà per fargli baciare la sua protetta.

Non funziona, e solo quando lei le dà l’addio baciandola sulla fronte Aurora si sveglia. Sorpresa, il vero amore è quello di Malefica per Aurora! Quantomeno non è quello di Fosco, lo avevo temuto realmente.

A questo punto resta solo da sistemare la questione tra Malefica e Stefano, che si è ben preparato per questo incontro (a proposito, nessuno muove obiezioni sul fatto che la fata che lui avrebbe ucciso anni fa per ottenere il titolo di re sia viva, invalidando di fatto il suo regno).
Ferro ovunque, catene e armature.
I suoi soldati non si scompongono neanche quando Fosco diventa un drago, mostrando una bravura nel combattere draghi che se l’avessero in Westeros Daenerys fuggirebbe dalla parte opposta del mondo senza pensarci due volte.
Senza contare quando arrivano le truppe di elite, che sono in pratica dei celerini con enormi scudi di metallo con feritoia per gli occhi, che fanno cerchio intorno a Malefica immobilizzandola e costringendola in questa arena improvvisata a combattere -disarmata- con Stefano -in armatura completa, spada e catene-.
La fata viene salvata da Aurora, che trova le sue ali magiche in una teca, le libera e queste si riuniscono alla sua padrona.

Ci si aspetterebbe uno spiegone e la riappacificazione tra i due ex amanti. E invece no, al re viene negata anche questa minima dose di introspezione psicologica. Prima era solo un ambizioso arrivista, ora è solo Tubal-cain che pensa esclusivamente a eliminare Malefica. Non gli importa niente di sua figlia, solo della fata (a dirla tutta nemmeno gli interessava della moglie moribonda, mentre si preparava ad accogliere Malefica). Un uomo pazzo e consumato dall’odio, dalla paura e dalla follia. Ma monodimensionale come poche cose al mondo.

Alla fine lui muore, Aurora torna nella brughiera e diventa regina dei due mondi, unendoli. Con Filippo che sorride beota a due passi di distanza.

Insomma, buchi clamorosi, somiglianze in negativo con Noah, personaggi privi di carattere, la protagonsita che doveva essere cattiva e che invece non lo è neanche quando sprofonda nel vortice dell’odio e della vendetta, fatine comiche che sono solo insulse, Aurora che finché è bambina piace, poi diventa una macchietta inutile che serve solo a tirare fuori l’istinto materno della Jolie.
Film deludentissimo.

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5 giugno 2014 - Posted by | Maleficient | , , , , , , , ,

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