La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The Mountain and the Viper


vipera

Ottavo episodio della quarta stagione di Game of Thrones.
Dove la piccola Sand dice alla Vipera: “Non lasciarmi sola in questo mondo”.
E la Vipera risponde spavalda: “Mai”.

Bazinga.

Questo è uno di quegli episodi (la decapitazione di Ned Stark, il Matrimonio Rosso) che i lettori attendevano con trepidazione e che malgrado tutto riesce a stupirci e a commuoverci,a farci arrabbiare e a farci insultare un altro po’ il povero Martin.
Immagino le reazioni dei non lettori a queste scene.

Un combattimento esemplare, un’ottima conduzione di gara da parte di Oberyn. Che riesce anche a fare meno la figura del coglione galattico, evitando di montare sopra la Montagna a terra e limitandosi sullo schermo ad avvicinarvisi.
Una scena cruentissima, forse la più cruenta della serie, che regge il confronto con la scena descritta nei libri.
Una morsa allo stomaco, resa più acuta dal fatto che il personaggio era molto, molto ben fatto e l’attore lo intepretava alla grandissima.
Certo, sai cosa succederà dopo e un po’ il magone si allenta, ma resta l’amaro in bocca per la fine del guerriero delle sabbie, che anche se occupa solo la parte finale dell’episodio lo domina totalmente.
Per il resto, a parte questa morte ingloriosa, abbiamo poco altro realmente degno di nota.

Qualcuno (presumibilmente Varys, visto chi porta il messaggio) fa sapere a Daenerys che Jorah era la spia che aveva causato il suo tentativo di avvelenamento. E Daenerys giustamente lo caccia, non uccidendolo sul posto solo in ricordo dell’amicizia che c’era stata tra i due.
Quantomeno Jorah non ha dovuto vendere la faccia gongolante del giostraio sostitutivo (il nuovo Daario) a questa notizia, visto che il mercenario è via a domare macellai ribelli.

Alla Barriera aspettano con terrore l’arrivo dell’esercito bruto (che malgrado tutto sarà il cuore del nono episodio, stando al trailer) e viene passata a fil di spada la cittadella dove Gilly si nascondeva. Per fortuna Ygritte ha pietà di lei e del piccolo Sam lasciandoli vivere, nascosti in una stanza tra i vestiti.

Theon Greyjoy convince gli Uomini di Ferro al Moat Catlin a lasciare la rocca, garantendogli il perdono di Bolton e un passaggio per il mare.
Ovviamente poi verranno tutti scuoiati dal Bastardo, in onore delle tradizioni che vanno rispettate.
E il paparino lo ricompenserà riconoscendolo come suo legittimo erede, dandogli il cognome Bolton al posto dello Snow che aveva sempre portato. Ramsey è emozionato e riconoscente, ma sarà sicuro per il vecchio Roose garantire la successione a un folle sadico come il figliastro? Fossi in lui dormirei in armatura, d’ora innanzi…

Al Nido si svogle il processo, con gli altri Lord riuniti per chiarire l’accaduto.
E non sembrano pronti ad accettare bovinamente la tesi del suicidio: conoscevano Lysa e sapevano che era matta e malata, ma sapevano anche che adorava il figlioletto e non lo avrebbe mai lasciato. D’altro canto, conoscono di fama anche Baelish: nato di umili origini, parentele estere, usuraio e puttaniere, con le mani sempre sporche, immischiato in affari illeciti. Arriva al Nido, sposa Lysa e subito dopo lei si uccide? Il legittimo sospetto è, appunto, legittimo.
Ma a sorpresa Petyr viene salvato da una incredibilmente maturata (molto più che non nel libro, dove questa scena non mi pare sia presente) Sansa Stark. Che fa due rapidi conti, e decide di appoggiare l’assassino della zia (e, a posteriori, di tutta la sua famiglia) visto che lui la vuole proteggere e se la vuole tenere come futura amante, piuttosto che spiattellare tutto ai Lord della Valle sperando la salvino e la proteggano da tutto il mondo, sopratutto il Re e i Lannister (che la cercano per tradimento e regicidio).
Così gli racconta la verità, ma con qualche piccola modifica. Non dice che Baelish ha orchestrato la sua fuga sapendo dell’omicidio del re, non dice che Petyr la stava slinguazzando, non dice che Lysa la stava per gettare di sotto e che Ditocorto l’ha fermata buttando poi lei invece giù dalla porta. Dice solo che Lysa ha frainteso un gentile bacio sulla guancia da parte di Baelish, l’ha minacciata, lo zio l’ha fatta ragionare ma poi lei ha cambiato di nuovo umore, ha pensato che lui l’avrebbe lasciata e si è buttata.

Molto nel personaggio di Lysa, e a questa versione tutti credono.
E ora sono felici di appoggiare Baelish che, con maestria, se li rigira come gli pare facendogli accettare che il piccolo lord scenda dal Nido per visitare i feudi, vada a cavallo e prepari una bella guerra ai Lannister per difendere l’onore di Tully, Arryn e Stark. E magari per mettere Baelish sul trono?
Mi chiedo quanto camperà Robin, sotto le amorevoli attenzioni del patrigno.
Da segnalare che pressappoco nello stesso momento, all’ingresso dell’est arrivavano il Mastino e Arya Stark, che provano a raggiungere la zia scoprendo che è morta (e ovviamente senza essere molto creduti dal Lord Guardiano della prima porta, riguardo l’identità di Arya). E Arya si fa prendere da una crisi isterica scoppiando a ridere sguaiatamente, così come ridevo in effetti io sul divano di fronte all’ennesimo scherzo del destino su Arya e sopratutto sul povero Mastino che ormai non sa che fare con lei per guadagnarci due monete.

 

E chiudo (senza dire che scene spero siano nel prossimo episodio, ma ora temo siano nel decimo… collana! latrina! Ops, le ho dette…) con una citazione di Branduardi che ben si addice allo scontro tra la Montagna e la Vipera, e la dedico a ser Gregor Clegane:

e la serpe verde che hai schiacciato non ti perdonerà

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4 giugno 2014 - Posted by | Game of thrones, Serie tv | , , , , , , , ,

2 commenti »

  1. riguardo ciò. che dicevamo sulla risata di arya, ha causato un tale dibattito sul web che l’attrice ha pensato di spiegarla:
    http://www.bestmovie.it/news/il-trono-di-spade-maisie-williams-spiega-il-significato-della-risata-isterica-di-arya-dellultimo-episodio-e-stata-la-scena-piu-difficile-da-recitare/298299/
    Confermato che stava ridendo alla faccia del Mastino.

    Commento di Kiri | 5 giugno 2014

  2. Grande Maise 🙂

    Commento di tanabrus | 5 giugno 2014


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