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Giorni di un futuro passato


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Quinto film dedicato agli X-Men, secondo della nuova serie che si interseca con la vecchia trilogia e sgombra il campo dalle macerie del passato creando spazio per… beh, per tutto ciò che verrà in mente in futuro agli sceneggiatori.

Ho aspettato un po’ a parlare di questo film, anche perché come spesso accade avevo pensato a un’interruzione o sospensione del blog.
Poi ho deciso di tirare invece avanti, ed eccomi qua.

Allora, Giorni di un futuro passato.
Il nome è altisonante e importante, visto che è quello di una delle storie più famose degli X-Men (e quindi di Sua Eminenza Chris Claremont, come praticamente tutto quello che di buono si può estrarre di solito da queste storie per metterlo in una sceneggiatura).
Nei fumetti, da un futuro di morte e campi di concentramento arrivava Kitty Pride, la cui coscienza entrava nel corpo della sua sé stessa più giovane, per guidare gli X-Men contro Mystica che progettava l’omicidio del senatore Kelly (evento che avrebbe poi nella linea temporale di Kitty adulta dato il via agli eventi che avrebbero portato alla morte dei mutanti).
Kitty era la piccola del gruppo, il punto di vista giovane e leggero che il maestro forniva ai lettori.

Quello era un gruppo con un Logan malgrado tutto abbastanza ombroso, una Tempesta non ancora nella fase mohicana (grazie Aries per la precisazione), selvaggia e fiera; Colosso e Nightcrawler (pur sempre adulti, stranieri e diversi).
E Kitty, piccolissima (avrà avuto quattordici, quindici anni… preda delle mire del Club Infernale, salvata dagli X-Men e dal suo principe azzurro con l’armatura splendente, il russo Colosso), si ritrova invasa dalla mente della sua versione futura a guidarli in questa battaglia.
Il film mantiene le somiglianze con il fumetto?
Si, abbastanza. Il tutto ovviamente viene contestualizzato nell’universo cinematografico.
Dove una saga partita bene si era arenata in un abisso di mediocrità con un film che per anni mi sono rifiutato di ammettere fosse realmente esistito (e a conti fatti ho sempre fatto bene, visto?) per poi cercare un nuovo inizio con X-Men: l’inizio, che decideva di tornare indietro nel tempo, a prima degli X-Men, parlandoci del giovane Xavier, del giovane Magneto, e forzando un po’ la mano mescolando in questo calderone altri mutanti che sarebbero diventati loro coetanei, più o meno. Tra cui una Mystica con un ruolo molto più importante, contesa tra i due ragazzi (comprensibilmente).

In questo contesto, il gruppo di mutanti che verrà raggiunto dal futuro non potranno essere gli X-Men di Claremont (ovviamente) ma ciò che in futuro diventeranno gli X-Men. E cioè Xavier e l’unica persona al momento al suo fianco, Bestia.
Uno Xavier in crisi dopo la fine del primo nuovo film, uno Xavier che ha perso l’uso delle gambe e che per tornare a camminare (e cogliere due piccioni con una fava) sta assumendo un forte medicinale, quasi una droga, che gli permette di camminare al prezzo però dei suoi poteri telepatici. Deluso dal mondo, sconfitto, abbandonato da tutti, vive da recluso nella sua villa aiutato solo da Hank (che controlla a piacimento la sua trasformazione, un’ovvia scelta visiva e filmica visto che il primo Bestia non avrebbe avuto successo sullo schermo, e anche i successivi sarebbero stati troppo per gli anni ’70.

E questo Xavier si troverà a fare i conti con… beh, Kitty non può tornare indietro nel suo corpo, visto che non esiste lì. E allora come si fa?
Semplice: dal futuro mandano indietro nel tempo Wolverine, con la scusa che il suo cervello si rigenera ed è l’unico a poter sopportare questo viaggio temporale (che invece solitamente gli X-Men del futuro fanno per pochi minuti, con Alfiere, per riuscire a sopravvivere agli attacchi delle Sentinelle).

Già, gli X-Men del futuro.
Abbiamo gli X-Men della prima trilogia (che più o meno fanno un breve cameo, gli onori delle armi per la loro ultima apparizione), ma sopratutto abbiamo nuovi X-Men in un gruppo che ricorda molto la versioen dark di X-Force.
Abbiamo un gruppo guidato da Alfiere (che qui spara energia da un fucilone, ovviamente), spalleggiato da una potentissima Blink in grado di aprire finestre spaziali davanti ai suoi compagni di squadra per cecchinaggio e azioni rapidissime e spettacolari. Oltre che per far sopravvivere fino all’ultimo (quando le Sentinelle li sterminano) Alfiere, portandolo da Kitty Pride che lo rimanda (con questo nuovo potere donatole) indietro di qualche ora così che li avverta e loro possano andare altrove.
E poi ci sono Warpath (che ho sempre apprezzato come personaggio, ma onestamente contro le Sentinelle non ha molte possibilità… immagino sia ancora vivo a questo punto solo perché sta in questo gruppo), Bobby Drake e Sunspot.

Un bel gruppo, e belle scene di combattimenti nel futuro.
Quando poi i vecchi X-Men li raggiungono (Xavier, Magneto, Tempesta, Wolverine, Colosso), la storia si sposta nel passato, lasciando alcuni momenti ogni tanto per tenere d’occhio la situazione futura.

 

Nel passato, Logan dovrà farsi credere da Xavier (che sarà senza poteri, quindi non potrà controllare la sua mente) e convincerlo anche a riprendersi la telepatia; dovrà convicerlo a collaborare con Magneto, liberarlo (al momento è in una prigione di massima sicurezza creata apposta per lui, un po’ come nella prima trilogia), convincere anche lui a collaborare, e tutti insieme andare a far cambiare idea a Mystica.
Che progetta di far fuori non Kelly ma Trask, lo scienziato che sta progettando le Sentinelle (e che nel futuro verrà ucciso da Mystica. Solo che i progetti sono già belli e pronti, Mystica viene catturata e dal suo dna mutevole verrà scoperta la chiave per rendere le Sentinelle adattabili, così che possano sconfiggere qualunque mutante) e che è interpretato da Dinklage. Tyrion Lannister.

Ad aiutare i mutanti ci saranno Bestia (of course) e un giovane, arrogantissimo e… psichedelico? Quicksilver. Folle, spavaldo, irritante e irriverente. Un ragazzino per cui il tempo è una gabbia, un ragazzino che vive in un mondo dove tutti sono lenti e noiosi. Un ragazzino lieto di poter fare qualcosa di divertente, per una volta.
Un Pietro che ricorda moltissimo il Quicksilver costruito da Peter David in X-Factor, probabilmente il migliore di sempre.
Whedon, ti ammiro e ti apprezzo, lo sai, ma se conti di inserire Quicksilver nei prossimi film dei Vendicatori dovrai sudare sette camicie per superare questo qua, fidati.

Ovviamente la Santa Alleanza non potrà reggere a lungo, e si creeranno tre fronti distinti.
Xavier vorrà salvare Trask, salvare Mystica, salvare Magneto e riportare Raven a casa con sé;
Magneto analizza a fondo il problema e decide prima che la cosa più facile da fare è uccidere Mystica, così da essere sicuri che il suo dna non possa finire in mano a Trask; poi quando questo piano fallisce torna alla sua direttiva primaria, eliminare a questo punto Trask e lo staff del presidente. Così, tanto per ribadire chi lui sia. (Ecco, invece verso il finale, per un momento, ho pensato che gli autori lo avessero voluto rendere davvero stupefacente, facendogli salvare il presidente e addossando a Trask la colpa dell’attacco… sarebbe stato un capolavoro, ma questo giovane Magneto non è avvezzo a tali raffinatezze che in futuro magari avrebbe potuto gestire. Peccato)
Mystica vuole rimanere in vita. Vuole uccidere Trask. Vuole starsene alla larga da Magneto e Xavier. E vuole continuare a salvare mutanti (come fa in Vietnam, quando libera Havok, Toad e Ink dalle grinfie di un giovane Stryker, che li vuole consegnare come cavie a Trask).

 

Questo è quanto succede.
Il finale, ovviamente, cambia il futuro. E cambiare il futuro, indovina indovinello, cosa implica? Implica che niente di quanto successo nella prima trilogia è realmente successo.
Il passato è cambiato, e le modifiche sono state tali che, nel 2023, non ci sono campi di concentramento e i mutanti non sono morti a carriolate. Nè gli umani che li difendevano. Nè gli umani nei cui geni le Sentinelle avevano intravisto la possibilità di dare alla luce dei mutanti.
Quindi è plausibile immaginare che tutti o almeno parte degli eventi narrati nei primi tre film non siano mai accaduti. Cioè, non accadranno. O accadranno in modo diverso.

Un po’ complicata la cosa, lo so, ma ciò che veramente conta è che a questo punto (e con la scena finale finale che mostra, nel futuro, Ciclope e Fenice ancora in vita allo Xavier Institute) X-Men 3 non è mai esistito.
Non solo per me e per altri duri e puri, ma per l’intero universo mutante cinematografico.
Fosse anche solo per questo, il film meriterebbe un’ovazione.

Poi.
Poi il film è un bel film di azione, e malgrado le premesse siano abbastanza complicate il tutto viene gestito bene e tutto sommato in maniera lineare, semplice.
Certo, bisogna aver visto il primo film del nuovo corso per poterlo comprendere, e magari avere visto anche i primi due della vecchia trilogia per capire chi è chi nelle scene del futuro non guasta. Magari magari, aver letto gli X-Men di Claremont (ma questo più perché è una lettura che dovrebbe essere messa obbligatoria nelle scuole, per me. Un capolavoro del fumetto seriale, punto).
Ma è un buonissimo film, che chiude i ponti con la vecchia trilogia e lancia ufficialmente i nuovi X-Men, con i nuovi attori e enormi potenzialità (sopratutto ora che cominciano ad andare di moda le serie tv basate sui fumetti e sul mondo Marvel… sarebbe inconcepibile che i film trattino di grandi eventi, e nel contempo si crei una serie tv sullo Xavier Institute?).

E la scena finale… deserto, le grandi Piramidi.
Che si creano da sole, blocchi che volteggiano in cielo posandosi gli uni sugli altri.
Folla adorante che inneggia all’uomo che con i suoi poteri sta facendo tutto ciò: En Sabah Nur! En Sabah Nur! En Sabah Nur!
Avete inneggiato anche voi al Primo Mutante, assieme al popolino egiziano, in sala? Io l’ho fatto.
E che dire dei quattro loschi figuri che controllano il tutto a cavallo, da sopra una duna?

Questo, più la conferma di Singer che il prossimo film sarà su Apocalisse, più il fatto che il corpo di Logan viene recuperato da Stryker, si… ma si tratta di Mystica nei suoi panni, più il fatto che nel futuro Logan non estrae gli artigli quindi non sappiamo se siano di osso (come erano ovviamente in questo film, visto che era prima di Arma X) o di adamantio, ci porta già in piena frenesia da “cosa accadrà nel prossimo film? Chi saranno i Cavalieri? Quale sarà la trama? Come sarà Apocalisse? Chi saranno gli X-Men? In che anni si svolgerà la storia? Che artigli avrà Logan? E se li ha di metallo, chi gli infonderà l’adamantio nel corpo? Arma X guidata da Mystica? Apocalisse? Magneto? Stryker?”

Grazie Singer, davvero.

 

 

Ah, un’ultima cosa.
Una pecca questo film ce l’ha: alla fine manca un vero villain, che non sia la minaccia futura delle Sentinelle.
Perché Magneto non è il cattivo, è un protagonista che segue un percorso diverso da Xavier.
Così come Mystica, anche se lei è meno protagonista.E Trask non è un vero nemico. Non combatte attivamente contro i nostri eroi, non è nemmeno un bastardo come nel fumetto. Li ammira, li riconosce come evoluzione dell’umanità, e vuole semplicemente proteggere l’umanità dall’estinzione. Non sfocia mai nel malvagio, e nemmeno nel nemico vero e proprio visto che spesso resta sullo sfondo e ha senso solo in quanto non deve essere ucciso da Mystica.
Francamente? Un ruolo un po’ troppo debole per l’ottimo Dinklage, speravo avrebbe avuto più risalto e spazio.

A parte questo, un film da vedere per ogni X-Fan che si rispetti. Riposiziona la scimmia sulla spalla, anche quando la scimmia pensava di essere ormai caduta.

30 maggio 2014 - Posted by | X-Men: Giorni di un futuro passato | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

12 commenti »

  1. Oh, sì, a me è molto molto piaciuto.
    E posso dire che alla fine, nel vedere Jean viva mi sono pure emozionato?
    E vabbè, la curiosità è alle stelle per il futuro.

    Commento di Andrea Storti | 30 maggio 2014

  2. io già ero emozionato per Apocalisse prima di vedere questo film, ora non sto nella pelle 😀

    Commento di tanabrus | 30 maggio 2014

  3. Ma, Tanabrus, tu che sei esperto, se uno volesse recuperare i comics, come potrebbe fare? E quali dovrebbe recuperare?
    Perché io adoro gli xmen, ma son fermo a info sul web, film e il cartone che vedevo nella mia gioventù. Vivendo in capo al mondo i comics mica sapevo cosa fossero. XD

    Commento di Andrea Storti | 30 maggio 2014

  4. Premesso che da un paio di anni ho chiuso del tutto con i comics, abbandonando anche le testate mutanti che ormai compravo solo per abitudine e per affetto verso ciò che erano state… così su due piedi ti direi di recuperare il ciclo di Claremont (in pratica i vecchi speciali Star e i primi 50 numeri di Gli Incredibili X-Men), più eventualmente qualche Marvel Miniserie e qualche X-Men Deluxe ma andrebbe controllato cosa c’era nei vari numeri, giusto per essere sicuri di prendere i numeri con la X-Factor di Peter David.

    Ma non penso sia cosa semplice, io ci ho messo anni all’epoca e avendo a disposizione una fumetteria abbastanza fornita di arretrati (in pratica molti numeri vecchissimi e speciali li ho presi lì, partendo dal secondo Vitamorte che sarà stato intorno alla quindicina come numero di X-Men) e ogni anno i Comics per saccheggiare gli stand a caccia dei numeri mancanti. E un amico che, per i numeri più recenti, liberava casa e me li ha svenduti.

    Provo a dare un’occhiata in giro se ci sono state raccolte Panini in tempi recenti…

    Commento di tanabrus | 30 maggio 2014

  5. Grazie mille, gentilissimo. 😉

    Commento di Andrea Storti | 30 maggio 2014

  6. Allora, ci sarebbe questo qui http://www.paninicomics.it/web/guest/productDetail?viewItem=688209 con le storie del periodo australiano (in pratica gli X-Men erano morti in diretta tv salvando il mondo e diventando eroi e martiri, ma si erano salvati e vivevano nascosti in una base australiana, all’insaputa anche dei loro compagni rimasti in America (X-Factor, Magneto che guidava la scuola in assenza di Xavier…) con l’aiuto dell’aborigeno teleporta Gateway).
    Splendide storie, ma siamo oltre in trentesimo numero italiano, quindi c’è ancora un bel buco da colmare.

    Potresti tentare andando a bocconi: questo per quel periodo, poi il cartonato “La saga di Fenice Nera” per eventi svoltisi prima del primo numero italiano, con una saga fondamentale per l’universo mutante.
    Non penso però siano state raccolte in volume le storie del Massacro Mutante, di Inferno, della Caduta dei Mutanti, di Genosha… se te la cavi con l’inglese ci sono dei bellisimi Omnibus:
    http://www.amazon.com/Uncanny-X-Men-Omnibus-New-Printing/dp/0785185690/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1401437844&sr=1-2&keywords=uncanny+x-men+omnibus con le storie dal giant size che riportò in vita la collana grazie a Claremont (e arrivano Colosso, Nightcrawler, Wolverine… fino ad allora erano i classici, Ciclope, Jean, Bestia, Angelo, Uomo Ghiaccio, Havok e Polaris)

    http://www.amazon.com/Uncanny-X-Men-Omnibus-2/dp/0785185720/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1401437844&sr=1-1&keywords=uncanny+x-men+omnibus prosegue subito dopo la fine del primo, ci sono la saga di Fenice Nera e Giorni di un Futuro Passato, l’arrivo di Emma Frost e Kitty Pride, il Club Infernale… questo è uscito ad aprile, immagino prossimamente faranno un terzo omnibus per arrivare a collegarsi con quello già stampato in Italiano (quindi col Massacro Mutante e la Caduta).

    Ah, poi in italiano c’è la graphic novel Dio ama, l’uomo uccide. Splendida.

    Commento di tanabrus | 30 maggio 2014

  7. Grazie davvero, infatti in italiano sto trovando poco, provo con l’inglese e coi tuoi suggerimenti, 🙂

    Commento di Andrea Storti | 30 maggio 2014

  8. X-men 3 è stato davvero una boiata: bene che questo film la cancelli.

    Ho seguito saltuariamente le serie Marvel, ma se non mi sbaglio ci sono gli Omnibus sugli X-men di Claremont; e da pochi giorni è uscito quello che racchiude l’operato di Morrison.

    Commento di M.T. | 30 maggio 2014

  9. Singer ha fatto un vero e proprio miracolo non c’è che dire. La mia sensazione è stata quella di uno che ha affittato casa sua e dopo un annetto ci torna e la trova in disordine, sbuffa di rassegnazione e si mette a pulire. Questo film è così; non è perfetto ma decisamente fra i migliori tratti dai supereroi.
    Francamente avevo una paura matta e invece sono rimasto molto soddisfatto. Con Singer al timone, Apocalypse mi sembra un personaggio addirittura usabile in un film! (visto che lìho sempre considerato uno di quei classici personaggi che sia per bkg che per mero aspetto erano molto fumettistici e molto poco filmici. Tipo Galactus, per intenderci)

    Una serie tv sugli xmen? Eh, se i diritti li avessero i Marvel Studios probabilmente sarebbe già alla seconda stagione, invece di quel mezzo bluff che s’è rivelato Agents (non volermene ma non si può partire in ritardo di 12 puntate, dai). La fox non ce la vedo proprio a investire soldi in una cosa del genere, il che è un verovero peccato.

    Commento di Munky | 30 maggio 2014

  10. Per quanto riguarda i suggerimenti: io francamente ti consiglio di non iniziare:P
    Anche io come Tan ho smesso di comprare comics (e so esattamente anche il mese esatto: fu alla fine di Secondo Avvento, una boiata cosmica), ma -davvero- c’è troppa roba da recuperare. Il mio consiglio spassionatissimo è di considerare solo i cicli autoconclusivi; tutti osannano (a ragione) Claremont, ma il suo ciclo è IMMENSO e non sempre bellissimo. È anche normale avere dei cali in 17 anni. Oltretutto tutti tendono a sottovalutare Lobdell, che anche lui è stato importantissimo nelle storie più “moderne” post-Claremont. Il ciclo di Whedon, per esempio, qualcosa di Claremont (massacro mutante o la saga di fenice), non tutto perchè se no non ne esci più. Poi mi sento anche di consigliare Millar, qualcosa del Wolverine di Hama (anche qui NON TUTTO: il ciclo di Madripoor per esempio ma anche altre cose). EVITARE COME LA PESTE IL CLAREMONT DEL 2000 (imho, neanche lontanamente all’altezza del passato o di quello che girava all’epoca) e anche quello di Jeph Loeb (qualcosa si salvava ma personalmente non l’ho mai apprezzato. Non a caso tutti i suoi personaggi sono finiti nel dimenticatoio). Qualcosa dell’x-force di Liefield e soprattutto di Nicieza. E basta direi.
    Purtroppo si tratta di un argomento talmente ENORME che se vuoi centellinare, bisogna andare a visionare albo per albo e vedere le singole saghe o ministorie, perchè non tutto è bello e non tutto è importante.

    Commento di Munky | 30 maggio 2014

  11. Dimenticavo la X-Factor di Peter David sia nella sua prima, bellissima, incarnazione, sia nella sua seconda

    Commento di Munky | 30 maggio 2014

  12. Grazie anche a te Munky per i suggerimenti, effettivamente sto vedendo che il materiale è tanto, tanto, tanto, tanto! XD

    Commento di Andrea Storti | 30 maggio 2014


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