La torre di Tanabrus

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The laws of God and men


tyrion
Sesto episodio della quarta stagione di Game of Thrones.
Episodio Tyrion-centrico che ci mostra l’atteso processo per l’omicidio di Jeoffrey Baratheon.

Un processo farsa, come era facilmente prevedibile, che comunque mantiene per quasi tutta la sua durata una facciata quasi credibile.
Per gran parte del processo infatti non abbiamo accuse inventate ma testimonianze vere del rapporto tra Tyrion e suo nipote, e di ciò che il folletto ha fatto e detto nelle tre stagioni precedenti.

Certo, il tutto completamente decontestualizzato e volto a indicare solo l’odio di Tyrion per il figlio di Cersei e per la sorella stessa, e la sua malvagità.

Ma le cose sembrano potersi mettere bene.
Perché Tyrion non è Ned Stark (e quindi ha Jamie dalla sua), e perché Tommen non è Jeoffrey (cioè non è un sadico bastardo assetato di sangue, ma un pupazzino nelle sapienti mani del nonno), e perché Tywin Lannister non è Cersei (e cioè non si fa mettere i piedi in testa ma pensa sempre avanti).
E così quando Jamie arriva dal padre a chiedergli di risparmiare il fratello accusato abbastanza ingiustamente, il Primo Cavaliere è rapidissimo nel dettare le condizioni (rinuncia al manto, matrimonio deciso dal patriarca e via a occuparsi degli affari di famiglia a Castel Granito garantendogli un futuro e una discendenza). Praticamente aveva tutto già pronto e imparato a memoria, aspettando solo un’apertura da parte del figlio maggiore.
E in cambio, Tyrion chiederà clemenza e sarà inviato alla Barriera.

Ma non è destino che i condannati ad Approdo del Re raggiungano Jon Snow (che adesso dovrebbe essere spalleggiato da Ned Stark e da Tyrion Lannister… Bruti e Estranei sarebbero sconfitti prima ancora di avvicinarsi alla Barriera!).
Così Tywin chiama l’ultimo testimone. Shae.
Che racconta tutta la sua storia con Tyrion, tralasciando l’amore e sottolineando solo come lui l’avesse rubata selvaggiamente a un altro cavaliere nell’accampamento Lannister tenendola poi sempre con sé, mettendola a fare la cameriera di Sansa per averla vicina. E inventandosi che, per ottenere l’accesso al letto di Sansa, le avesse promesso la testa del re.

E a questo punto Tyrion dà di matto.
Confessa. Confessa la colpa di essere un nano, cosa che da sempre l’ha posto sotto accusa da parte di tutti, sopratutto del padre.
Confessa di non aver ucciso Jeoffrey ma, a questo punto, di desiderare di averlo fatto, visto che si è goduto quel momento e tutti vorrebbero l’avesse ucciso lui.
Confessa di desiderare di avere abbastanza veleno per far fuori tutti i presenti.
E di dispiacersi di aver salvato la città contro Stannis Baratheon.

E infine, prima di poter essere ridotto al silenzio, aggiunge che il processo è una truffa. E visto che non potrà ottenere giustizia in questa buffonata, chiede (come già accaduta al Nido) un processo davanti agli Dèi, in un duello.

 

Magistrale l’interpretazione di Peter Dinklage in questo episodio, così come quelle degli altri astanti.
Tywin che passa dal sicuro all’incertezza finale, Oberyn che per lo più è annoiato dalla farsa salvo porrer qualche domanda (per lo più relativa al suo campo d’interesse, il sesso) salvo dimostrarsi sorpreso e incuriosito dall’ultimo sviluppo degli eventi.
Cersei con la sua spavalda arroganza, Margaery preda dei rimorsi per la sorte di Tyrion.
Varys che cerca di far capire a Tyrion che non dimentica niente, quindi pur essendo fedele a sé stesso e al Trono non dimenticherà l’aiuto fornito alla città dal folletto.

Un episodio denso e carico di pathos, con pochi intermezzi.

Uno dedicato a Stannis, che va alla Banca di Ferro per cercare di portare i banchieri dalla sua parte. Riuscendoci grazie a ser Davos, capace di giocare sul loro punto debole: la necessità di rientrare del grossissimo credito che hanno con la corona.

Uno dedicato a Daenerys, che gioca a fare la regina e si ritrova centinaia di postulanti. Che le rinfacciano, volenti o nolenti, ciò che fa e non fa. Come il pastore cui un drago della regina ha mangiato le pecore (e quasi ucciso il figlio, direi… troppo buoni gli sceneggiatori). O come il nobile che chiede di poter seppellire degnamente i nobili crocifissi per ripicca dai conquistatori, tra i quali suo padre. Che si era sempre opposto a come venivano trattati gli schiavi e al crocifiggerli, ma era in minoranza e quindi non poteva fare niente.

E uno dedicato a Theon. Che viene quasi salvato da un manipolo di Uomini di Ferro guidato da Yara, salvo avere paura di loro, temere uno scherzo del Bastardo e quindi combatterli, dando tempo al suo padrone di raggiungerli.
Segue la fuga di Yara, e la sua dichiarazione che il fratello è ormai morto.
Mentre il bastardo, gongolando per come ha ricreato Reek, medita di usarlo come infiltrato per conquistare un castello…

 

Ottimo episodio, con un Dinklage da premio.

E ora aspettiamo gli eventi futuri, non vedo l’ora!

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13 maggio 2014 - Posted by | Game of thrones, Serie tv | , , , , , , ,

2 commenti »

  1. Ci sono delle cose che mi lasciano un attimo perplessa nel processo:
    – Sappiamo già che Margaery è stata informata da Olenna che Tyrion è innocente, e durante il processo mostra un chiaro disagio nel vedere le prove costruite contro Tyrion. Ma secondo te, si è confidata con il fratello? Perché anche Loras, sebbene molto più imperturbabile e indifferente di lei, sembra in qualche occasione condividere i suoi sentimenti. Quando loro padre ringrazia Cersei per il suo coraggio nel testimoniare, e quando Tyrion chiede il processo per il combattimento…
    – L’espressione di Jaimie quando Shae entra in aula… in teoria non dovrebbe sapere manco chi è, perché quella faccia?
    – L’espressione di Shae quando Tyrion chiede il duello, sembra di colpo spaventata/preoccupata. Ha paura che possa cavarsela e fargliela pagare, oppure Tywin le aveva detto che Tyrion sarebbe stato mandato al muro per scacciare suoi eventuali scrupoli a testimoniare?

    Commento di Francesca | 14 maggio 2014

  2. Non penso Margaery abbia spifferato alcunché al fratello, è più furba di così. Ma Loras può avere intuito come il tutto sia una farsa, inoltre è punto sul vivo ogni volta che si chiama in causa Cersei.

    Per l’espressione di Shae, penso tema per la vita di Tyrion. E si senta in colpa perché la sua testimonianza lo ha spinto a tanto.

    Jamie… possibile ripensi all’altro amore di Tyrion? E abbia intuito (o saputo, dalla sorella) chi fosse Shae?

    Commento di tanabrus | 15 maggio 2014


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