La torre di Tanabrus

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Noah


noah
Film liberamente tratto dalla Bibbia (e da antichi testi ebraici) riguardante il mito del diluvio universale, con un cast di tutto rispetto che funge principalmente da specchietto per le allodole per attirare pubblico in sala.
Film pessimo.

Siamo in un mondo simpatico, dove a seguito dell’omicidio di Abele da parte di Caino, l’umanità è nata da due ceppi distinti.
Uno è quello dei discendenti di Seth, buono e fedele al Signore. L’altro è quello dei discendenti di Caino, che nel suo fuggire dalla famiglia incappa in una schiera di angeli caduti (poveretti, erano scesi sulla terra mossi a pietà da Adamo che era stato scacciato, e arrivati sul pianeta i loro corpi di fuoco e luce sono diventati rocciosi, lenti e impacciati… dei giganti di pietra dalle movenze simili a babbuini) che cerca di aiutare l’uomo insegnandogli tutto ciò che questo deve sapere.

Comprese tecnologie abbastanza evolute da creare armi da fuoco.
E ben preso l’uomo diventa malvagio e corrotto, sfrutta la terra etc etc.

Gli angeli si infuriano e combattono l’uomo, accorgendosi troppo tardi di avergli fornito i mezzi per sconfiggerli.
Deve intervenire Matusalemme, ultimo discendente di Seth e benedetto da Dio, per salvarli. E lo fa distruggendo, inaridendo parte del mondo, scacciandovi gli uomini.

Noè è suo nipote, che assiste alla morte di suo padre per mano di un gruppo di predoni alla Ken Shiro (si, qui ogni tanto, di punto in bianco, sbucano fuori gruppi più o meno folti di cattivi a caccia o alla ricerca di risorse, che non esiteranno ad attaccare Noè e tutti i suoi cari così, a prima vista).
Non si sa come, sopravvive da solo rimanendo fedele ai preziosi precetti vegetariani che lo indicano come benedetto da Dio (il regista è un estremista vegetariano e lo deve gridare in ogni modo, come facendo inorridire i figli di Noè davanti alla barbarica voracità dei Cainiti, che uccidono le bestie per mangiarle!), trova una moglie che lo segue nella sua vita povera e nomadica in giro per le terre desolate, e ha tre figli.
Hanno anche tutti ottima costituzione, ogni attrezzo e vestito che gli possa servire e nessun contatto con il resto del mondo.

Almeno finché non arriva in sogno la chiamata di Dio.

Noé parte, ovviamente per raggiungere il nonno (che dovrà spiegargli il criptico sogno fatto) dovrà passare dalle terre umane… qui trova la classica strage, salva una bambina ferita (e che diventerà sua figlia adottiva e moglie del suo primogenito) (si, lo so) e sfugge ai classici millemila nemici che dal nulla spuntano per linciarlo.

Affronta gli angeli, che non gi credono e lo vorrebbero morto, ma uno di loro è convinto delle sue parole e lo conduce dal vecchio.
Spiegone, teino allucinogeno e via, si comincia a costruire l’arca con il legno che miracolosamente Dio recapita grazie a un seme dell’Eden.
E sia chiaro, accetto gli angeli caduti con piacere anche se sembrano scimmioni ritardati, ma vederli come carpentieri di Noè è un po’ troppo anche per la sospensione dell’incredulità.

E Noè, mentre va avanti col lavoro e scaccia gli umani accattoni che, guidati dal loro re (che aveva ucciso suo padre all’epoca), vorrebbero un posto sull’Arca, decide che l’uomo è malvagio per natura e dovrà estinguersi. Quindi lui praticherà astinenza, la moglie di Sam è sterile da sempre a causa della ferita subita, e agli altri due non procurerà moglie. Anzi, lascia morire di morte orrenda quella che Cam si era trovato tra gli umani… ferita e intrappolata in una tagliola, Noé sembra Colosso in Generation Next e non prova neanche a salvarla, correndo verso l’arca mentre lei viene travolta dall’esercito umano che lo insegue. Pesantissimo, scena toccante questa (e visto che sono pochissime queste scene, merita di essere segnalata).

Gli Angeli si dimostrano delle pippe clamorose, e dopo millenni passati come vermi sulla terra scoprono il trucco semplicissimo per tornare al loro posto. Olè.
Noè invece dimostra, da bravo pacifista, di essere un combattente esperto in grado di difendere l’arca da solo mentre salgono le acque. Tipo Bud Spancer quando fa il missionario, insomma, e sconfigge i briganti a cazzotti.

E sempre da bravo pacifista decide che Dio vuole che lui uccida i suoi nipotini (nati grazie al miracolo di Matusalemme che ha tolto la sterilità alla figlia adottiva, più una particolarità delle donne del passato che evidentemente in un paio di mesi portavano a termine gravidanze gemellari.
Scontrandosi con tutta la famiglia per questo, perdendo il loro rispetto e la loro fiducia.
Salvo poi sciogliersi davanti alla vista delle piccole, mandare a quel paese Dio e scoprirsi nonno tenerone.

Lasciamo perdere i vestiti di jeans o il taglio giovanile di Noé sull’arca, e lasciamo perdere la teologia.
Il film resta assurdo, nei momenti migliori ricorda i vecchi post-apocalittici di serie B degli anni 80 (mancavano giusto le moto… però c’erano gli angeli oranghi, via), nei momenti peggiori fa solo pena.

Da non vedere.

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21 aprile 2014 - Posted by | Noah | , , , , , ,

1 commento »

  1. Mi hai convinto: ero interessato a vederlo, ma lascerò perdere.

    Commento di devero | 26 aprile 2014


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