La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The desert spear


Autore: Peter V. Brett
Formato: Kindle
Lingua: Inglese
Prezzo: € 4,83
Pagine versione cartacea: 674
Data di pubblicazione: 2010
Saga: Demon cycle
The warded man (2008)
The desert spear (2010)
The daylight war (2014)

 

Ho atteso molto tempo prima di proseguire nella lettura di questa saga, pur essendomi piaciuto il primo libro.
L’ho fatto principalmente perché il finale di The warded man mi aveva lasciato un po’ di amaro in bocca, stupendomi con la direzione presa dalla narrazione. Mi aspettavo diverse cose, di certo non che il tutto prendesse questa piega.

Ora ho ripreso in mano la saga, e devo dire di essere estremamente soddisfatto dal secondo libro.

Anche qui Brett si diverte a darci dei mal di testa, a fingere di darci ciò che ci aspettiamo per poi condurci in direzioni completamente differenti.

Cominciamo con un terzo del libro dedicato a Jardir, il leader dei Krasiani, il traditore che ha sottratto la lancia di Kaji ad Arlen.
Seguiamo la sua storia da quando era un bambino, scoprendo poco a poco gli usi e i costumi di questo duro popolo del deserto. La sua crescita, le sue prove, il suo essere un prodigio in tutti i campi. La sua relazione con la letale Dama che ne diventerà prima moglie e che lo guiderà al potere, l’amicizia con il par’chin e la necessità successivamente di distruggerlo. Tentando in ogni modo di consentirgli di morire con onore, senza sapere di creare invece in questo modo il painted man.

Arriviamo alla fine di questo terzo di libri con le idee confuse, senza sapere se definire Jardir un buono incompreso, un buono sviato dalla moglie, o un cattivo in buona fede. Di certo si riesce a odiarlo meno di prima, molto meno.

E poi corriamo a Deliverer’s Hollow per riprendere i contatti con i nostri tre figli della profezia.
Leesha che ormai governa il villaggio, Rojer che tenta di creare un gruppo di bardi incantatori di demoni… e Arlen che cerca di evitare l’etichetta di Deliverer anche se tutti lo ritengono tale.

Ovviamente, da quando i Krasiani cominciano la loro daylight war salendo verso le terre verdi del nord per conquistarle e unificarle in vista della Grande Guerra contro i demoni, non aspettiamo che una cosa. L’incontro tra i due possibili Deliverer, tra Jardir e Arlen.
Incontro che in questo libro non ci sarà, visto che quando gli invasori arrivano al limitare del nord, Arlen parte con gli amici verso le città libere per avvertire il Duca, far mandare aiuti per i profughi e preparare la guerra di difesa. E per distribuire i sigilli che ha riportato in vita, grazie anche al genio assoluto di Leesha.

E quando poi Leesha e Rojer tornano a casa forti della promessa di aiuto del Duca, Arlen continua il suo viaggio come messaggero del Duca per piegare alla causa le altre città.
Si perde così l’incontro tra Jardir e Deliverer’s Hollow, e il suo restare sfolgorato da Leesha, bellissima, audace e potente.

Al punto da volerla come moglie, arrivando a istituire una nuova tribù (quella di Deliverer’s Hollow) e di decidere di porla come Prima Moglie del Nord.
E lei non rifiuta. Non accetta, ma nemmeno rifiuta, colpita da questo nemico che credeva selvaggio e trova invece affascinante e gentile, oltre che bello. Lo fa per sé stessa, ma anche per scoprire qualcosa di più sui nemici, e lo segue nel suo accampamento come ospite.
Inevitabili gli scontri con la Dama, mentre i Krasiani imparano a rispettare le donne del nord (che mi fanno pensare tantissimo a Robert Jordan) e gli inviati del nord capiscono qualcosa della cultura del deserto.

In tutto questo, Arlen termina il suo compito e torna al villaggio natio in tempo per salvare dalla pena capitale la vecchia amata, Recca, portandola via con sé. E scoprendola molto, troppo affine. Una creatura feroce e letale, che si sublima nella caccia ai demoni come lo stesso Arlen aveva fatto all’inizio.
Prima di esagerare, prima di essere l’uomo dipinto, prima di cominciare a diventare lui stesso un po’ demone, in grado di dissolversi in fumo, in grado di avvertire il richiamo del Nucleo e l’ostilità del sole.
Uno sviluppo interessantissimo.

Così come i due principi demoni, con poteri mentali, che assieme ai loro lacché mimi hanno attaccato quasi contemporanemente i due aspiranti Deliverer, uno che è il temuto Unificatore e l’altro che al momento non fa quello che dovrebbe (Arlen) ma che avrebbe la potenzialità di essere anche lui un Unificatore.
Perché appare chiaro, i demoni temono l’ipotesi di unità tra gli uomini.
E chiamano determinati luoghi terreni “breeding field“.

Qual’è la verità sul rapporto tra uomini e demoni, tra terra e Nucleo?
Cosa sono i demoni?
Esiste un Deliverer, e se sì chi è?

Tecnicamente parlando, la storia è avanzata di un mezzo passo e basta: Jardir ha invaso una regione del nord, le altre sono state armate e allertate da Arlen.
Ma malgrdo questo, Brett ci ha fornito una conoscienza e una consapevolezza molto superiori a quelle dateci con il primo libro, al punto da farci fare spesso il tifo per Jardir (che prima era il male assoluto), e seminando dubbi sulla verità dietro questo eterno conflitto tra uomini e demoni. E lo fa con un ottimo stile, senza appesantire la lettura e anzi garantendole la giusta dose di azione, di scontri, di intrighi.

Leggerò sicuramente il seguito.

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18 aprile 2014 - Posted by | Brett Peter V. | , , , , , , , ,

1 commento »

  1. sarei veramente interessato al testo the desert spear tradotto

    Commento di benedetto | 8 marzo 2017


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