La torre di Tanabrus

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The hero of ages


Autore: Brandon Sanderson
Formato: Kindle
Lingua: Inglese
Prezzo: € 4,48
Pagine versione cartacea: 576
Data di pubblicazione: 2008
Saga: Mistborn
L’ultimo impero (2006)
Il pozzo dell’ascensione (2007)
Il campione delle ere (2008)
The alloy of law (2011)

La trilogia di Mistborn è un piccolo gioiello del fantasy moderno.
E lo so, in realtà ho inserito quattro libri nella saga, ma il quarto è arrivato dopo tre anni e si limita a prendere in prestito il mondo descritto e creato nella trilogia, ne è escluso.

In questa trilogia Brandon Sanderson ci ha mostrato un mondo affascinante dove la magia è l’Allomanzia, una magia che riguarda i metalli: ci sono persone in grado di utilizzarli, e li utilizzano ingerendoli per poi bruciarli nel proprio corpo.
Ogni metallo (tra i pochi che hanno effetti noti) dona un potere differente, e tipicamente una persona ne può usare solamente uno, mentre tutti gli altri non avranno mai effetto per lui.
L’eccezione sono i Mistborn, che possono usarli tutti e sono quindi potentissimi.
Questa magia segue comunque il principio fondamentale della causa ed effetto, ogni metallo ne ha uno opposto che lo annulla. A ogni azione consegue una reazione uguale e contraria.
Questa nozione diventerà sempre più importante nella saga, fino ad acquisire una dimensione enorme in questo ultimo libro.

Questo mondo, dove al tramonto calano delle misteriose nebbie, dove il cielo è offuscato da una coltre di cenere, dove non esistono fiori e le piante hanno colori smorti, governa con pugno di ferro il divino Lord Reggente. Immortale e onnipotente, è lui il motivo per cui la Terra è in questa condizione, essendo stato a suo tempo l’eroe predetto dalle profezie, che avrebbe sconfitto il grande Male acquisendo poteri divini. Cosa che ha fatto, solo che poi ha usato questo potere per trasformare la terra, modificarne la forma e la geografia, creare nuove città e nuove razze, generando la struttura a classi sociali che persiste da un millennio e formando la sua propria e potentissima Inquisizione.

Nel primo libro abbiamo visto Vin, una giovanissima e potentissima Mistborn reclutata dal ribelle Kelsier, riuscire a portare a termine il piano del rivoltoso uccidendo il Lord Reggente, mentre gli altri membri della banda terminavano la distruzione del suo impero.
Nel secondo abbiamo visto Vin e il nobile Elend tentare di ricostruire il mondo, un mondo sconvolto dal crollo dell’unico punto fermo dell’ultimo millennio. E per tentare di salvare il mondo, Vin ha liberato inavvertitamente il male che per mille anni il Lord Reggente aveva tenuto confinato.

Nel terzo, scopriamo la verità. Su tutto.
Sul Lord Reggente, che non era il tiranno che abbiamo inizialmente visto ma un uomo che aveva fatto tutto il possibile per salvare il suo mondo, alle prese con poteri troppo più grandi di lui, costretto a imparare poco a poco a essere un Dio, fino a rimanere solo il supremo imperatore di un mondo ormai in rovina, perseguitato da un male inarrestabile che cercava di condurlo alla pazzia.

Sugli Inquisitori, sui Koloss,  sui Kandra. Creazioni del Lord Reggente, creazioni pericolosissime perché non giunte tramite Allomanzia o Feruchemia ma tramite una nuova arte, distruttiva, sotto il dominio di Rovina.
Come vengono creati, cosa erano, cosa sono. Chi forma la prima generazione Kandra, e quali sono i veri termini del loro Contratto con il Padre.

Sulle nebbie, sul loro rapporto con le divinità e gli uomini, sui poteri che davano, sulle morti che portano. Sul perché a volte abbiamo concesso enormi poteri a Vin, e altre volte invece sembrassero rifuggirla.

Su Vin, sul suo ruolo. Il suo potere straordinario, la sua abilità, il suo rapporto con le nebbie e con il pozzo.

Sul fantasma di nebbia, silenziosa figura che aveva provato a dare false indicazioni a Vin, aveva poi ucciso Elend e infine lo aveva fatto rinascere come Mistborn.

Sull’Atium, metallo raro e prezioso che il Lord Reggente doveva avere in grandi quantità ma che sembra scomparso dalla faccia della terra.

Sulla religione dei Terrisiani, la lunghissima e apparentemente inutile ricerca di Sazed. Un Sazed sempre più depresso e sconsolato, privo di scopo nella vita, incapace di continuare a raccontare delle vecchie religioni alla gente perché incapace di credere che abbiano un qualche senso. Il custode della fede che ha perso la fede, e che la dovrà ritrovare per poter assumere il suo ruolo nel finale del libro.

Sul Campione delle Ere, e sul suo ruolo nella storia.

Su Preservazione e Rovina, le entità fondamentali che hanno creato il mondo, che hanno creato l’uomo e che sono in lotta da sempre tra loro, l’una per salvare e l’altra per distruggere il mondo stesso.

Un libro che torna ai livelli del primo, che ci mostra un mondo sull’orlo della distruzione totale.
Le pagine trasudano disperazione e impotenza, con i protagonisti che pur sapendo che la vera sfida si decide altrove (ciò che distruggerà il mondo è la cenere, sono le eruzioni vulcaniche e i terremoti sempre più frequenti) non possono fare altro che agire per tamponare gli effetti più umani: guerre, ribellioni, assalti dei Koloss e degli Inquisitori. Guerre inutili tra gente divisa solo da diverse religioni, diverse credenze, che si affronta invece di fare fronte comune contro le forze di Rovina.
Rovina che sembra sempre un passo avanti, Rovina che è ovunque allo stesso momento, sa tutto e può raggiungere tutti.

A contrastarla resta solo il testamento del Lord Reggente, iscritto nel metallo in alcuni rifugi enormi e segreti, costruiti sottoterra e tenuti sempre pronti per questa emergenza. Un testamento per chi dovrà prendere il suo posto, in caso di una sua eventuale morte, per aiutare anche da morto il suo popolo a resistere, a sopravvivere.
Questo, e la coppia formata da Elend e Vin.
Elend che è sempre più imperatore e guerriero, pronto a sacrificarsi e a sacrificare i suoi uomini per il bene della sua gente. Elend che è speranza e lealtà.
E Vin, l’erede di Kelsier e del Lord Reggente, il Campione delle Ere, colei che per le profezie sconfiggerà Rovina salvando il mondo. Ma come? E siamo sicuri sia davvero lei il Campione?

A un certo punto si riesce a intuire il suo ruolo nel grande schema delle cose, ma il finale è per lo più sorprendente.
Non fosse stato per la consapevolezza del quarto volume ambientato nel futuro, avrei potuto prendere in considerazione anche la distruzione totale del mondo, da tanto che la saga è scritta bene.

Un’ottima lettura, e un ottimo finale per una saga sorprendente. Non ci sono tanti finali di saghe all’altezza della bellezza del corpo intero della storia, in questo caso però Sanderson ci è pienamente riuscito.

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2 aprile 2014 - Posted by | Sanderson Brandon | , , , , , , , , , ,

5 commenti »

  1. Lieto che ti sia piaciuto 🙂

    Solo un paio di cose sulla recensione in sé: perché lo chiami Eland e non Elend? E perché li chiami Colossi e non Koloss (che sono sì colossali, e il nome quello evoca… però è pur sempre un nome)?

    E per concludere, una nota più “filosofica”: definire Preservazione come l’entità che vuole salvare il mondo e Rovina come quella che lo vuole distruggere non è del tutto sbagliato ma è un po’ riduttivo. Personalmente li ho sempre visti più simili ai Vorlon e alle Ombre di Babylon5: conservazione, ma anche ristagno da una parte; cambiamento, ma anche distruzione dall’altra.

    Commento di darak76 | 2 aprile 2014

  2. Per Elend, errore mio 🙂

    Per i Colossi, avendo letto un po’ di tempo fa i primi due in italiano e questo terzo volume in inglese, non ricordavo se fosse stato tradotto il termine, e avendo deciso di usare i termini italiani ho abbozzato un Colossi. Evidentemente toppando. Domani sistemo.

    Per la filosofia… Non ho visto Babylon5, ma è Preservazione a introdurre il cambiamento, convincendo Rovina a collaborare per creare l’uomo, consapevole che lei da sola può solo mantenere, inalterato, ciò che già è; mentre Rovina è distruzione, annientamento di tutto ciò che è. La sua volontà quindi ha prodotto il cambiamento, aggirando i limiti dei loro rispettivi poteri.

    Commento di tanabrus | 2 aprile 2014

  3. Ti avevo avvertito che il terzo libro era davvero sorprendente:) Personalmente considero questa saga fra le migliori High Fantasy mai scritte, per l’originalità, l’intensità e la bravura con cui Sanderson è riuscito a convogliare tutte le sue idee in una storia davvero appassionante (le ultime pagine mi hanno fatto cadere la mascella al suolo, davvero).
    Dalle parole dello stesso Sanderson, la sua idea iniziale era di scrivere tre trilogie (remoto passato, presente e remoto futuro), tutte ambientate nello stesso mondo; poi ha scritto La legge delle Lande che (a detta sua) è una cazzatina messa lì perchè voleva provare una cosa nuova e ne venuto fuori un libro che, pur non arrivando alla sontuosità della prima saga, si lascia ben leggere ed ha dei personaggi molto interessanti. Te lo consiglio.

    Così come ti consiglio di recuperare La via dei Re che dovrebbe essere la SUMMA di tutto quello che Sanderson ha sempre voluto scrivere, una decalogia di mattoni da mille pagine l’uno, di cui, per ora, è uscito solo il secondo volume in inglese (ma conoscendo la velocità con cui Sanderson scrive, non c’è molto da spaventarsi, non è un Martin, diciamo)

    Commento di Munky | 3 aprile 2014

  4. Si, il primo l’ho già preso e lo leggerò nei prossimi mesi… non vedo l’ora!!!

    Commento di tanabrus | 3 aprile 2014

  5. Sì, Il campione delle ere torna ai livelli del primo ed è un ottimo libro: se si considera poi che La via dei re è superiore… 🙂

    Commento di M.T. | 4 aprile 2014


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