La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Incipit – The desert spear


E’ passato parecchio tempo da quando ho letto il primo libro di questa saga.
All’epoca il libro era appena uscito, tutti ne parlavano benissimo, e lo avevo preso addirittura in hardcover.
Prima del kindle, penso fosse.

La storia mi era piaciuta, anche se i protagonisti erano un po’ troppo “supereroi”, e l’ingiustizia del finale mi aveva lasciato l’amaro in bocca.
A distanza di molto tempo ho deciso di tornare in questa terra dove al calare del sole i demoni escono da sottoterra devastando il mondo a caccia di prede umane, che hanno come unica difesa i sigilli che impediscono l’accesso a determinati luoghi ai demoni.

Ma alla fine del primo libro, con un tradimento, era sorto dal deserto un uomo tatuato, alla testa di un esercito, pronto a occupare il proprio posto nelle profezie, a sconfiggere i demoni e a governare il mondo.
Lasciando dietro di sé il vero prodigio, uno dei protagonisti.

 

Prologo

Demoni mentali

333 AR Inverno

Era la notte prima della luna nuova, durante le ore più oscure uando anche quella fioca luce argentea era sparita. In un piccolo spazio di tenebra sotto il folto groviglio degli alberi, un’essenza malvagia scivolò fuori dal Nucleo.
La nebbia oscura si solidificò lentamente in un paio di demoni giganti, la loro pelle marrone nodosa e coriacea come un tronco d’albero. Alti nove piedi alla spalla, i loro artigli uncinati scavarono solchi nel freddo suolo della foresta mentre annusavano l’aria. Un basso brontolio risuonò nelle loro gole, gli occhi neri scruavano i dintorni.
Soddisfatti, si allontanarono l’uno dall’altro e si accovacciarono, pronti a scattare. Dietro di loro, lo spazio di tenebra divenne più profondo, la sua corruzione annerì il sottobosco mentre un altro paio di figure eteree si materializzò.
queste erano più basse, solo cinque piedi, con una soffice pelliccia molto diversa dall’armatura rigida dei loro simili più grandi. Alle estremità di dita delicate, i loro artigli sembravano fragili – sottili e dritti come unghie curate di una donna. I loro denti aguzzi erano corti, e ve ne era solo una fila.
Le loro teste erano gonfie, con grandi occhi privi di palpebre e cranii alti e conici. La pelle sui loro volti era bitorzoluta, e pulsava attorno a delle piccole corna.
Per lunghi momenti, i due nuovi arrivati si fissarono, le fronti pulsanti mentre una vibrazione passava tra di loro.
Uno dei demoni più grandi vide del movimento tra i cespugli e sfrecciò con spaventosa velocità a strappare un topo dal suo rifugio. Il demone portò il roditore vicino a sé, studiandolo con curiosità. Nel mentre, l’aspetto del demone divenne simile a quello di un ratto, con il naso e i baffi che fremevano mentre gli crescevano un paio di lunghi incisivi. La lingua del demone emerse dalla bocca per testarne il taglio.
Uno dei demoni più piccoli si girò a guardare, la fronte che pulsava. Con un movimento del suo artiglio, il demone mimo sventrò il topo e lo gettò via. A un comando dei principi demoni, i due mimi cambiarono aspetto diventando enormi demoni del vento.
I demoni mentali sibilarono mentre uscirono dall’oscurità venendo colpiti dalla luce delle stelle. Il loro respiro si condensò in nubi di vapore per il freddo, ma non mostrarono segni di fastidio, lasciando dietro di loro impronte di artigli sulla neve. I mimi si chinarono, e i principi demoni salirono sulle loro ali prendendo posto sulle loro schiene prima di farli salire in cielo.
Passarono sopra molti droni, volando verso nord. Grandi e piccoli, tutti si nascosero al passaggio dei principi, solo per seguire la chiamata lasciata a vibrare sulla loro scia.
I mimi atterrarono su una collina, e i demoni mentali scivolarono a terra, osservando il paesaggio sottostante. Un grande esercito era disposto nella pianura, tende bianche ricoprivano la terra dove la sneve era stata calpestata in fanghiglia ghiacciata. Grandi bestie da carico erano tenute in cerchi di potere, coperte da teli contro il freddo. I sigilli intorno al campo erano forti, e le sentinelle, le loro facce avvolte da stoffe nere, pattugliavano il perimetro. Anche da questa distanza, i demoni mentali potevano avvertire il potere delle loro armi ricoperte di sigilli.

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28 marzo 2014 - Posted by | Brett Peter V., Huxley Aldous, Incipit | , , , ,

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