La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Night of knives


Autore: Ian Esslemont
Formato: E-book
Lingua: Inglese
Prezzo: € 2,26
Pagine versione cartacea: 308
Data di pubblicazione: 2005
Saga: Malazan empire
Night of knives (2004)
Return of the Crimson Guard (2008)
Stonewielder (2010)
Orb, sceptre, throne (2012)
Blood and bone (2012)

Fin da quando ho cominciato a leggere i romanzi di Erikson ambientati nell’impero di Malazan ho sempre saputo che l’ambientazione era qualcosa di enorme e monumentale, con i singoli libri che poco a poco ci offrivano una visione d’insieme, frammento dopo frammento.

Non sapevo però che questa terra fosse nata nei dialoghi tra Erikson e Esslemont, e che quindi queste storie (Malazan empire) siano a tutti gli effetti storie legittime del co-creatore dell’ambientazione, che ci mostrano gli antefatti alla storia che Erikson narra nel suo Libro.

In questo primo libro veniamo trasportati a Malaz city. Il punto d’origine dell’Impero, una piccola isola ormai lasciata alle spalle dall’Imperatore prima e dalla reggente poi.
Perché l’Imperatore Kellanved e il suo braccio destro Dancer, come ben sappiamo dai primi due libri di Erikson, sono spariti dalla circolazione e Surly, capo dell’Artiglio, governa in sua assenza in qualità di reggente.

Sappiamo anche che Surly in seguito ucciderà i due prendendo il titolo di Imperatrice, così come sappiamo che i due in realtà ascenderanno al Trono d’Ombra.

Questo libro ci mostra questi eventi, ci porta nella giornata che decreterà l’ascesa al potere di Surly e l’ascensione di Kellanved e Dancer. Ma ci mostra tutto questo non attraverso gli occhi dei protagonisti, e nemmeno attraverso gli occhi del mago più potente dell’Impero.

Seguiamo queste vicende, scoprendole poco a poco, con gli occhi di Temper e di Kiska.

Kiska è una ragazzina dotata del Talento ma insubordinata, selvatica. Conosce la città a menadito, nessuno la può sorprendere e lei può rintracciare chiunque. Almeno, questo fino al giorno prima, quando alla guarnigione sono arrivate delle personalità di spicco, gente importante con al seguito degli Artigli. Che le hanno rapidamente mostrato quanto fossero insulse le sue qualità in confronto alle loro, rispedendo al mittente le sue richieste di avere una possibilità di farsi valere, per essere presa con loro e portata via dall’isola. La ferita all’orgoglio brucia, e Kiska è disposta a tutto pur di mostrare di cosa sia capace.
Anche a ignorare le vecchie superstizioni sulla Luna fantasma che proprio quella sera comparirà in cielo, restando quindi in strada a pedinare dei nuovi e misteriosi arrivati invece di rintanarsi in casa.
Finendo così ad assistere a un omicidio, a dialogare con il morto che le assegnerà una missione, a entrare più volte nell’Ombra, a sfuggire agli assalti dei Mastini d’Ombra e a fare la conoscenza di Thyschreen, l’Alto Mago.

Temper invece è un fuggiasco, che si nasconde sotto falso nome tra le guardie di Malaz City mascherando il proprio passato e fingendosi un veterano ormai a riposo, in attesa della pensione.
Poco a poco invece arriveremo a scoprire la verità sul suo passato, in cui era uno dei soldati più formidabili dell’Impero, parte della guardia scelta della Prima Spada, Dassem Ultor, ultimo superstite della Spada in seguito al tradimento dell’Artiglio e costretto a tenere un basso profilo per non attirare la sua attenzione.
Non cerca guai, si allontana dalla rocca quando arrivano i nuovi ospiti e prova a rinchiudersi nella sua stanza all’osteria. Ma qui viene fatto prigioniero da un manipolo di Bridgeburners disertori, il cui Mago -Corinne- lo ha tenuto d’occhio per molto tempo sviluppando un legame con lui. E quando le cose precipitano, con la Luna fantasma e la Convergenza che fanno comparire nebbie e mastini, e quando due compagni di bevute si rivelano essere i Guardiani della Casa dei morti, lui farà le sue scelte e tornerà ad essere il vecchio guerriero di un tempo, alla ricerca di Corinne per salvarla.

Perché oltre alla Convergenza (e ai guerrieri di ghiaccio che tentano di conquistare l’isola e l’Ombra, scontrandosi con i pochi Talenti rimasti in seguito alla purga di Surly) c’è anche una profezia in gioco questa notte.
La Profezia del ritorno di Kellanved, una profezia che ha attirato Surly e i suoi artigli alla guarnigione per eliminare l’Imperatore.
Che però mira ad altro, come ben sappiamo.

Alla fine questa è la storia delle ultime 24 ore di vita mortale di Kellanved, la storia di una Convergenza.
Abbiamo già assistito a una Convergenza, ma questa volta è diverso. La luna fantasma e i vicoli di Malaz City, oltre al regolamento di conti tra gli artigli e i fedeli di Kellanved, trasformano il tutto in una storia dell’orrore. Con Kiska e Temper che si ritrovano loro malgrado invischiati in tutto questo e che faranno del loro meglio per sopravvivere fino all’alba, tra pericoli mortali che possono sbucare in ogni momento da dentro un’ombra.

Un’atmosfera eccellente, un libro che non si dilunga troppo, un arco temporale ristretto e molti personaggi potenti che fanno la loro comparsa. Uno stile buonissimo, la differenza maggiore rispetto ai libri della Caduta direi che è il focalizzarsi su una sola trama (o meglio, almeno tre-quattro trame ma tutte nello stesso tempo e nello stesso luogo) invece di seguirne molteplici in diversi punti del mondo.

Un’ottima lettura per chi ha già iniziato a leggere le storie di Erikson.

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7 marzo 2014 - Posted by | Esslemont Ian | , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Parlando di stile, intreccio, caratterizzazione di personaggi, ambientazione, come ti è sembrato rispetto a Erikson?

    Commento di M.T. | 7 marzo 2014

  2. Abbastanza simile, le atmosfere che si respirano sono molto vicine. Le differenze le ho notate a livello di intrecci (enormemente più numerosi in Erikson) e in linearità (più “semplice” questo libro).

    Non so però se possa essere dovuto alla natura atipica di questa storia (tempo e luoghi molto circoscritti), o se invece sia l’autore ad avere forzato queste limitazioni. Lo scoprirò leggendo altro, immagino.

    Oltre a questo, in Erikson c’è comunque una vena epica che qui è assente.

    Commento di tanabrus | 7 marzo 2014

  3. Ho capito.
    Non conosco Esslemont, anche se mi piacerebbe avere un altro punto di vista sul mondo Malazan. Certo è che Erikson oltre all’epica è capace di tirar fuori delle perle davvero notevoli.

    Commento di M.T. | 8 marzo 2014


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