La torre di Tanabrus

Did you miss me?

His last vow


 

lastvow

 

Terzo e ultimo episodio della terza stagione di Sherlock, cominciata maluccio e terminata in maniera sorprendente.
Come sempre, del resto.Sapendo che una nuova stagione, forse due sono già state confermate, mi sono avvicinato a questo episodio pensando che sarebbe stato girato attorno al nuovo villain della serie, quello che dovrà farci dimenticare Moriarty e che abbiamo intravisto nel primo episodio, intento a osservare il tentativo di abbrustolimento di Watson.
Mi aspettavo però un altro episodio lento e più votato al lato comico o sentimentale piuttosto che ai casi e al lavoro. Insomma, qualcosa di quasi noioso come gli ultimi due episodi (che sarebbero anche stati carini, non fosse che la stagione dura tre episodi e che se ci fermiamo troppo tempo a studiare i sentimenti dei protagonisti, il tempo finisce e nemmeno ce ne siamo accorti).

Invece no.

Cioè, in parte ci avevo azzeccato e compare in tutta la sua potenza, il suo sadismo e la sua arroganza Magnussen, miliardario proprietario di numerosi mezzi di informazione, a conoscenza dei segreti di praticamente chiunque, e che non esita a utilizzare questi segreti per ottenere qualunque cosa.
In più assistiamo fin da subito alla sua peculiarità di scorrere i dati relativi a una persona sulle lenti dei suoi occhiali, tanto che ho gridato ai Google Glass.

Sherlock viene ingaggiato da una sua vittima per distruggerlo, in quanto l’investigatore viene ritenuto l’unica persona in grado di contrastarlo, aggiungiamo alla ricetta Watson reclutato a forza e Janine, quella del matrimonio, ora fidanzata di Sherlock.
Spolveriamo con Mycroft che diffida Sherlock dall’indagare su Magnussen in quanto è un pesce troppo grosso, non dà fastidio e anzi a volte fa comodo.

E otteniamo… niente, otteniamo qualcosa di molto, molto diverso da ciò che ci aspetteremmo.

Perché anche se i primi due episodi della stagione ci hanno ammorbidito al punto di poter credere davvero al fidanzamento di Sherlock, Janine è solo una sua pedina in quanto segretaria di Magnussen.
Sulla scena poi compare con forza Mary Watson con tutto il suo bagaglio di segreti (che scopriamo essere realmente enorme), Sherlock quasi muore e sopravvive solo grazie al suo palazzo mentale dove decide la strategia di caduta per rallentare l’emorragia, dove medita diverso tempo, dove per fuggire al dolore si rintana nel posto più remoto della sua coscienza, dove tiene segregato Moriarty che è anche la causa involontaria del suo ritorno alla vita.
Scopriamo anche chi sia il Barbarossa cui aveva fatto menzione nel secondo episodio Mycroft, ammonendo Sherlock riguardo al coinvolgimento: un cane che, evidentemente, era stato fatto abbattere, e a cui il piccolo Sherlock (qui visto in diverse occasioni) era molto affezionato.

E poi il gioco continua, con Sherlock che smaschera Mary e muove all’attacco di Magnussen.
Venendo clamorosamente sconfitto.

E qui, mentre Sherlock appare impotente di fronte alla vittoria schiacciante del nemico, mentre Watson sotto ricatto rimane immobile a subire i colpetti in volto del miliardario, mentre arrivano gli elicotteri delle forze speciali a prelevare i due per alto tradimento… qui Sherlock tiene fede al giuramento fatto al matrimonio di John. Il suo primo e ultimo giuramento.

Una decisione che causerà la sua partenza per un esiilo simile a quello di due anni fa.

 

Che viene subito revocato, in una sorta di finale dopo il finale, perché sulla scena (anzi, sugli schermi di tutta l’Inghilterra) compare il faccione sorridente di Moriarty che domanda incessamente al pubblico se gli sia mancato.
Si, ci è mancato, in questa stagione se ne è avvertita l’assenza dato che per due terzi la scena è stata data solamente al lato sentimentale, ma è morto e tale deve restare. Non ci sono possibilità di errore, la scena della sua morte, al contrario di quella della morte di Sherlock, era inequivocabile.
Moriarty è morto, quindi deve essere un suo testamento o qualcuno che ne sta prendendo il posto.

Comunque sia, Sherlock è tornato per combatterlo, richiamato da Mycroft e dal Governo Britannico.
E ora Sherlock incarna il vento dell’est, visto che stava volando in est europa… vento dell’est che, come raccontava Mycroft al giovane fratello, era una forza inarrestabile e spaventosa che distrugge tutto ciò che trova sul suo cammino, cerca gli indegni e li strappa dalla terra.

Sherlock nella quarta stagione dovrà essere il vento dell’est, a caccia degli indegni che cercano di riportare in vita il nome e l’ombra di Moriarty.

 

Una terza stagione lenta (e quindi per me deludente) di cui si salva questo ultimo episodio, che chiude alla perfezione tutte le trame aperte negli altri episodi: Magnussen (dal rogo del cinque novembre allo scontro con Holmes), Mary (dalla sua comparsa con lode di Sherlock al suo intervento durante la scomparsa di John fino alla vicenda Magnussen), l’evoluzione di Sherlock (che c’è stata, ora il suo punto di pressione (che fa tanto Hokuto) è John, non più sé stesso e il proprio orgoglio… ma non è rincretinito del tutto, è ancora Sherlock Holmes, come scopre a sue spese Janine).

Questo episodio ci regala anche un paio di cose per il futuro: Billy Wiggins, il senza tetto colpito da Watson e che poi diventa il protetto di Sherlock, e che ha dato prova di ottime capacità deduttive e di buone conoscenze chimiche (una versione giovane di Sherlock, parrebbe quasi, anche se meno irritante e prima donna); e poi l’accenno di Mycroft a un terzo fratello Holmes, che usa come esempio per chiarire che il fatto che Sherlock sia suo fratello non implica che lui per questo voglia salvarlo. Un fratello morto, senza che lui facesse niente al riguardo?

Avrei quasi pensato a Billy come fratello perso e ritrovato, ma nessuno degli Holmes lo riconosce? Non sembra realistico, piuttosto sarebbe possibile che fosse un nuovo e futuro nemico (legato alle immagini di Moriarty, magari).

Comunque un ottimo finale di stagione, che fa ben sperare per il futuro.
Sperando a questo punto che il futuro sia il 2015.

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21 febbraio 2014 - Posted by | Serie tv, Sherlock | , , , , , , , , ,

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