La torre di Tanabrus

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Il fascino del male


Ottavo numero di Dragonero.
Si lascia leggere, ma si torna indietro rispetto al timido passo avanti fatto con gli ultimi due numeri.

Ennesimo numero a se stante, questa volta Ian e Gmor indagano su presunti assalti di ghoul a delle carovane scoprendo invece un villaggio non segnato sulle mappe, una driade intrappolata nel bosco da anni e servita da stuoli di mannari creati da lei stessa, e un intero villaggio che si guarda bene dal chiedere aiuto all’esterno preferendo vivere dietro una palizzata e lasciando assalire i viandanti.
E sopratutto, alla fine, nemmeno vengono puniti. Tutto dimenticato, una pacca sulla spalla e via.

Incomprensibile anche come Ian resista così bene al potere della driade: la prima volta era riuscito a resistere alle sue malie ma svenendo, dovendo venire portato via da Gmor e quindi curato.
La seconda volta la driade non gli fa un baffo, al punto di doversi cimentare con lo scout sul piano fisico. Perché?

L’unico lato positivo dell’albo (oltre alla leggibilità) è che la storia si ricollega bene o male a quella dell’elfo scuro degli scorsi episodi, facendo intuire un intero sottobosco di nemici demoniaci che potrebbero prima o poi dare piede a una vera trama in questa serie (cosa che al momento manca, vivendo della natura episodica dei singoli numeri).

Abbastanza insoddisfatto.

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1 febbraio 2014 - Posted by | Dragonero | , , ,

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