La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Tokyo magnitude 8.0


Tokio 8

Avevo sentito parlare molto bene di questo anime del 2009 già da tempo ma non avevo mai avuto modo di vederlo.
Ora invece, grazie alla Yamato e al suo canale You Tube ho avuto modo di recuperare: ogni martedì viene postato un episodio della sere, peraltro già tradotto in italiano!
Questa storia è basata su approfonditi studi su quello che succederebbe in Giappone se si verificasse un terremoto di magnitudo 8.0, e per certi versi fa rabbrividire nel suo completo realismo.

La storia è incentrata su Mirai, una ragazzina al primo anno delle medie.
Odia la sua vita, o per meglio dire odia la vita e il mondo. I genitori che litigano, la madre che pensa solo al lavoro facendole guardare sempre il fratello, il padre che è anche più assente. Perfino il fratellino Yuki, che frequenta la terza elementare, le dà fastidio: troppo attaccato a lei, troppo infantile nel voler sempre giocare, nel voler cercare di stare vicino alla mamma, nel voler fare cose che poi la mamma costringerà anche lei a fare.

Come quella maledetta visita al museo dei robot, proposta da Yuki e a cui è stata costretta lei a protare il fratello, lontano da casa.

E proprio mentre stavano per uscire, proprio mentre il fratello era andato in bagno e lei, all’esterno, guardava il lontano ponte e mandava un sms augurandosi che il mondo cadesse a pezzi… proprio allora è arrivato.
Un enorme terremoto, un sisma di 8.0 gradi, 25 km sotto la baia di Tokyo.

La paura per il fratello, i sensi di colpa per quanto scritto.
I feriti, le scosse di assestamento, i crolli.
Gente coraggiosa e gente indifferente.
Mari, una donna incontrata poco prima del sisma, che prende sotto la sua protezione questi due bambini sperduti, lontani da casa, impossibilitati a chiamare i genitori visto che i cellulari non vanno. Bambini che le ricordano la sua bambina, in un certo senso, e che decide di riportare fino a casa al prezzo di non poter correre verso casa sua, verso la sua bimba e sua madre, quando sa che in quella zona sono scoppiati grandi incendi, spinta da un profondo senso del dovere verso i due.
Assistiamo a gesti coraggiosi e a gesti un poco egoisti (più che altro indifferenti agli altri), viene da domandarsi se davvero in Giappone sia così assente la delinquenza e lo sciacallaggio in una situazione del genere.
Gesti tristi, come l’anziana coppia di volontari che ha appena perso i nipoti, venuti a trovarli poco prima del terremoto.

E mentre i primi episodi mostrano i naturali attriti tra Mari, che è in prima media, e il fratellino adorante ancora alla elementari, con la prima che cerca di distanziarsi da lui e di atteggiarsi a adulta, e gli orrori di quanto è accaduto restano comunque abbastanza distanti dai tre protagonisti pur venendo mostrati abbondantemente, andando avanti l’atmosfera si incupirà sempre di più.
Fino ad arrivare agli ultimi tre episodi, un vero pugno nello stomaco. Toccanti, tristi, commoventi.
Quando ho finito di vederlo, mi sentivo come quando avevo finito Madoka, o quando stavo leggendo Bokurano.

Una piccola gemma, anche se non ne consiglierei assolutamente la visione a chi avesse dovuto affrontare nella realtà un terremoto.

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30 gennaio 2014 - Posted by | Tokyo magnitude 8.0 | , , , ,

3 commenti »

  1. L’ho visto quando è passato su Rai4: un lavoro ben fatto.

    Commento di M.T. | 31 gennaio 2014

  2. ecco, da un lato la voglia di vederlo dopo aver letto il tuo post, dall’altro l’ansia che è salita alle stelle… ce la farò prima o poi?

    Commento di fed | 1 febbraio 2014

  3. Merita la visione. Scorre bene e il colpo di scena lascia a bocca aperta, davvero ben realizzato, fino al finale dove davvero niente è più come prima.

    Commento di M.T. | 1 febbraio 2014


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