La torre di Tanabrus

Did you miss me?

L’ultimo volo dell’angelo


Autore: Osvaldo Rossoni, Nadia Vittori
Formato: Paperback
Editore: Curcio
Lingua: Italiano
Prezzo: € 18,90
Pagine: 431
Data di pubblicazione: 2008

Questo libro era uno degli oggetti più misteriosi della mia coda di lettura.
Arrivato per vie misteriose (copia omaggio a uno stand editoriale anni fa, durante i Comics), non lo avevo ancora letto ed era rimasto a prendere polvere nella libreria.

Si tratta di un romanzo storico, ambientato a Siena a metà del 1300.
La storia si svolge nello Spedale di Santa Maria della Scala, dove i frati guidati dal camerlengo Gualtiero (a causa di un infortunio occorso al rettore, in visita a una fattoria fuori città con il suo secondo) devono fronteggiare una serie di eventi misteriosi e orrendi: apparizioni che predicono l’inferno, acqua che si trasforma in sangue, bracieri che esplodono e per finire l’omicidio di una bambina durante la Sacra Rappresentazione della Natività.

Questa trama si intreccia con un prologo ambientato nel passato, e con la storia di un fabbro di San Gimignano alla ricerca disperata di vendetta contro l’assassino di sua figlia, e mostra sullo sfondo la campagna senese del 1300, i giochi di potere tra Siena e Firenze, le politiche dei frati, i romei in pellegrinaggio verso Roma e i ricchi mercanti in giro per la Toscana.

L’ambientazione è affascinante, e non mi è certo dispiaciuto ritrovare tra i personaggi un mercante di Altopascio, Lucca.
Però il senso del titolo acquista significato solo a metà libro, il prologo negli ultimi capitoli, e sopratutto la storia intrecciata con la vicenda principale, per quanto abbia senso alla fine, lascia molto interdetti: non ci sono modi di intuire o capire in anticipo qualcosa, non vengono forniti tasselli per poter partecipare attivamente al romanzo.
Dobbiamo limitarci a leggere, anche se la lettura della prima metà del libro è puramente descrittiva dell’ambientazione e solo gli intermezzi del fabbro danno un po’ di colore alla storia, portandoci lentamente verso il finale e l’unione delle due trame.

La trama del prologo invece è a sé stante, ha la sola utilità di distogliere l’attenzione intrecciando due vicende, una la principale e più importante, l’altra di contorno per dare senso a più di metà romanzo e per allungare la seconda parte.

Non è scritto male, ma buona parte del libro è ininfluente ai fini della storia… no, non mi è piaciuto.

Annunci

24 gennaio 2014 - Posted by | Rossoni Osvaldo, Vittori Nadia | , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: