La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Oscar e la dama in rosa


Autore: Eric-Emmanuel Schmitt
Formato: Paperback
Editore: BUR
Lingua: Italiano
Prezzo: è un regalo
Pagine: 90
Data di pubblicazione: 2004

Un libro bellissimo e tristissimo, profondo e doloroso come soltanto i libri che colpiscono duramente sulle parti molli sanno fare.
Un libro che lascia un magone, un senso di perdita.

Il libro è formato da quattordici lettere scritte a Dio.
Le prime tredici sono di Oscar, un bambino di dieci anni ammalato di leucemia. Vive nell’ospedale, con gli altri bambini gravemente malati, con le infermiere e con i dottori. Vive lì ma si sente ormai di troppo: dopo l’ultima operazione l’atmosfera intorno a lui è cambiata, come se tutti mutamente lo accusassero di qualcosa. Di non guarire, di far fallire la medicina.
Per primi i suoi genitori, che sono sempre più distanti e impacciati, incapaci di relazionarsi al loro stesso figlio ora che è in pericolo di vita, ora che ogni giorno rende più debole la speranza di vederlo sopravvivere.
Oscar riesce a parlare solamente con una delle signore vestite di rosa, Nonna Rosa. Una volontaria che assiste i bambini, e che passando il tempo con lui inventa storie assurde sul proprio passato.
E spinge Oscar a sfogarsi, a raccontare ciò che gli succede a Dio. A fidarsi di questa entità a lui sconosciuta, a crederci.

E quando Oscar, origliando una discussione tra il dottore e i propri genitori, scopre di avere solo dodici giorni di vita, è solo Nonna Rosa la persona che accetta vicino a sé. E la donna lo convince a un gioco particolare. Vivere ogni giorno come se fossero dieci anni, raccontandoli poi a Dio nella sua lettera.
Comincia così l’avventura di Oscar, che valuta ogni giornata secondo il metro degli anni che dovrebbe avere avendo vissuto dieci anni al giorno. la pubertà, l’adolescenza, le prime storie con le ragazze, il matrimonio addirittura.

Oscar è un bambino straordinario, dotato di un cuore enorme e di una sensibilità mostruosa. Un bambino che cresce molto in questi dodici giorni, e che aiuta chi gli sta intorno a crescere. Noi compresi.
La sua ingenuità, la sua fiducia, quasi cozzano con la maturità filosofica che ha da sempre dimostrato nei confronti della vita, della malattia e della morte. Impartisce lezioni a Nonna Rosa, al dottore, ai suoi genitori.

Ma i sorrisi che si formano sui nostri volti durante la lettura sono sempre più radi, andando avanti nel tempo.

E l’ultima lettera, quella conclusiva, è di Nonna Rosa e riassume perfettamente lo stato d’animo del lettore al termine del libro.

Scritto con delicatezza, il libro è un inno all’amore, alla vita, alla fede. Un libro che commuove, che tocca nel profondo e che resta dentro. Un piccolo capolavoro.

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16 gennaio 2014 - Posted by | Schmitt Eric-Emmanuel | , , , ,

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