La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Il conte di Montecristo


Autore: Alexandre Dumas
Formato: E-book
Lingua: Italiano
Prezzo: € 1.99
Pagine versione cartacea: 1140
Data di pubblicazione: 1844

Non penso ci sia modo di dire qualcosa riguardo a quest’opera senza cadere nel banale, o senza scrivere per ore e ore.

La storia è scritta in maniera magistrale, al punto che le parti più didattiche, con spiegazioni sul tempo e il luogo, non appesantiscono minimamente la lettura e anzi ci aiutanoa immergerci totalmente nella storia del povero Edmond Dantes, la sua caduta nella più profonda delle miserie proprio durante la sua festa di fidanzamento con la bella Mercedes, il suo soggiorno in prigione in isolamento, il suo incontro con Faria e la sua rinascita come Conte di Montecristo, ma anche e sopratutto come strumento divino di vendetta.

Perché alla fine è questo che si ritiene, un mezzo nelle mani di Dio per vendicare in terra il male che è stato fatto e che l’uomo non ha vendicato. A tal punto da provare più volte pietà per i suoi nemici, da sperare in segni divini che indichino il perdono senza però mai trovarli.

E la vendetta arriva, dolce e sublime, organizzata con cura per lunghi anni.
Quando il Conte arriva a Parigi, completo estraneo eccentrico e pieno di soldi, dalla personalità magnetica e dall’intuito infallibile, ha già tutto pronto, ogni mossa preparata nella sua testa.
Dal locandiere Caderousse verso il quale prova una qualche compassione concedendogli più volte la possibilità di ravvedersi, al banchiere Danglars prima causa di ogni suo male; dal catalano Fernand che a suon di tradimenti è diventato un nobile, e che ha sposato Mercedes ormai sicura della morte di Edmond, a Villefort che lo ha sacrificato senza rimorsi in nome della carriera e del suo buon nome… tutti loro sono già spacciati prima ancora che lo spettacolo a Parigi incominci.

Perché per loro Edmond Dantes è un fantasma del passato, un’ombra nei loro ricordi, un ragazzo ormai morto, niente a cui pensare malgrado sia la pietra sulla quale hanno fondato le loro esistenze.
Per loro non esiste nessun nemico in agguato nell’ombra, nessuna oscura potenza pronta a distruggere il loro mondo, a rovinarli lentamente, a portare alla luce le loro malefatte, a togliergli tutto ciò che hanno.

Ma ciò che rende questo libro un capolavoro assoluto non è la macchinazione della vendetta di Edmond. E’ il modo in cui tutto ciò è descritto, sono i sentimenti che trasudano da ogni pagina.
E’ il modo in cui sono resi i personaggi, ciò che sentono, ciò che provano.
Sono tutti quanti vivi nel libro, e dentro di noi mentre leggiamo queste pagine.
Sono vivi e li vediamo, li sentiamo, anticipiamo cosa possono fare o pensare. Possono cambiare, anche.
Come il Conte, che prima vacilla nei suoi propositi di vendetta per via delle parole di Mercedes, poi perché si è affezionato al figlio del suo nemico, per aiutare il figlio del suo vecchio benefattore, e infine si chiede se non sia andato troppo oltre osservando la distruzione dei Villefort da lui stesso provocata.

Con il lettore che tifa perché invece non vacilli, perché sia un superuomo invece di un uomo quale in effetti è.
L’unico difetto che trovo nel libro, a volerne cercare, è l’incredibile eccezionalità della persona di Edmond Dantes: intelligente, bello, virtuoso, nobile, affascinante, di una superiorità talmente schiacciante su chiunque altro che il prossimo l’avverte fisicamente questa differenza di livello, asservendosi quasi istintivamente nei suoi confronti.

Un capolavoro assoluto, un libro che tutti dovrebbero leggere.
Emozionante, avvincente, ti cattura e non ti lascia nemmeno una volta terminata la lettura.

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2 gennaio 2014 - Posted by | Dumas Alexandre | , , , , , , , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Ho letto quest’anno I tre moschettieri, che pur con molte ingenuità, mi è piaciuto. Mi riprometto per quest’anno Il conte.
    p.s. attento, hai scritto male il nome. 😉

    Commento di Chagall | 2 gennaio 2014

  2. Chiaramente intendevo l’anno scorso, per i tre moschettieri.

    Commento di Chagall | 2 gennaio 2014

  3. Azz, mi era rimasta nella tastiera una “A”… te lo consiglio vivamente, è un Capolavoro!
    Anche I tre moschettieri l’avevo letto da “piccolo”, magari in futuro lo rileggerò per vedere se in quasi venti anni ho perso così tanto “sense of wonder” da apprezzare meno il libro o se invece mi esalterò ancora per le avventure del giovane guascone 🙂

    Commento di tanabrus | 2 gennaio 2014


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