La torre di Tanabrus

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I morti inquieti


I morti inquieti

 

Terzo episodio della prima stagione del Doctor Who, sul versante della seconda visione della serie.
Mi ha fatto effetto vedere questo episodio la sera dopo essermi visto The day of the Doctor.

Dopo il presente e il futuro, il Dottore ci porta nel passato.
Napoli, 1860.

In realtà no, è il 1869, vigilia di Natale. A Cardiff.
Il Dottore ci mostra così quanta poca perizia abbia con i meccanismi del TARDIS, regalandoci il primo dei suoi errori spazio-temporali che varranno alla futura companion Amy Pound il suo soprannome.

E andando nel passato otteniamo un episodio abbastanza cupo, sia per l’atmosfera buia dell’antica Cardiff a fine dicembre, sia perché l’episodio tratta di zombies.
Morti che, dal becchino, tornano in vita aggrappandosi ai loro ultimi ricordi.
E proprio gli ultimi ricordi dell’ultimo zombie portano il Dottore e Rose a fare irruzione nel teatro dove si sta esibendo Charles Dickens.

Dickens è rappresentato come un brav’uomo, simpatico, amante delle belle donne e molto, molto pragmatico.
Comprensibile quindi che il suo mondo vada in frantumi quando i morti tornano in vita, e lasciamo perdere quando il Dottore gli spiega che non si tratta di veri zombies ma di alieni (i Gelth) intrappolati dalla parte opposta dell’universo in seguito alla War Time (capito perché mi ha fatto effetto?), in cerca di corpi da fare abitare ai pochi superstiti della loro specie per non morire. Corpi di defunti, non più utilizzati. Al Dottore la richiesta pare perfettamente plausibile, merito probabilmente del riferimento alla Guerra.
Rose non è invece molto d’accordo, e cita correttamente il fatto che nei libri di storia non si parli di zombies a Cardiff.

Da notare come in questa circostanza il Dottore abbia imposto a Rose di vestirsi secondo gli usi locali, mentre lui è uscito allegramente in giacca di pelle (e sopratutto mi pare di ricordare che solitamente questa regola sarà bellamente ignorata).

Alla fine, come nello scorso episodio, sarà una ragazza a salvare tutti. La cameriera sensitiva Gwyneth, che dopo essere stata convinta dal Dottore ad agire da ponte per fare arrivare i Gelth sulla Terra (e dopo che questi si sono rivelati invasori in numeri enormi invece che profughi disperati), pur essendo già morta accende un cerino nella cantina invasa dal gas uccidendo tutti gli alieni assieme a sé stessa.

Quindi al momento il bilancio del Dottore nella prima stagione è di tre villain uccisi (la Coscienza Nestene, Cassandra anche se poi in realtà ricomparirà, i Gelth arrivati sulla Terra) al costo di due ragazze sacrificatesi per lui (Jabe e Gwyneth).
Visto che nel primo caso voleva evitare di ucciderla e convincerla ad andarsene e nel terzo voleva salvare i Gelth dall’estinzione, non c’è che dire, un ottimo score

Da notare che questa volta sono riuscito a cogliere la citazione su Bad Wolf nell’episodio, quando Gwyneth vede il mondo di Rose, ne fa accenni di vario genere, fino a nominare il grande lupo cattivo dopo di che si spaventa e smette di guardare dentro Rose.

 

Comunque lo ricordavo meno cupo a posteriori, sono contento di aver deciso di riguardarmi la serie dal principio!

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17 dicembre 2013 - Posted by | Doctor Who | , , , , , , , , ,

4 commenti »

  1. Pensavo parlassi della prima stagione vera. 🙂

    Commento di Ironica | 17 dicembre 2013

  2. Mai visti i vecchi episodi… prima o poi magari recupererò qualcosa.

    Commento di tanabrus | 18 dicembre 2013

  3. Senza passato non c’e’ presente e nemmeno futuro… 😉

    Commento di Ironica | 18 dicembre 2013

  4. Sul passato ho letto qualcosa online. E la nuova serie c’è apposta perché con uno spettacolo così longevo sarebbe stato impossibile far arrivare nuovi spettatori in buona quantità, troppe stagioni e troppi episodi da guardare. E parlando di spettacoli così vecchi, il 90% dei volenterosi avrebbe abbandonato la visione degli episodi più vecchi.

    Il passato è citato abbondantemente e spiegato nella nuova serie.

    Commento di tanabrus | 18 dicembre 2013


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