La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Freya the huntress


Autore: Joseph Robert Lewis
Formato: E-book
Lingua: Inglese
Prezzo: gratuito
Pagine versione cartacea: 243
Data di pubblicazione: 22 gennaio 2012
Saga: Europa #2
Omar the immortal (2010)
Freya the huntress (2011)
Wren the fox witch (2011)

Il primo episodio di questa saga, Omar l’immortale, era in realtà un racconto e ci mostrava questa creatura immortale, armata della sua spada capace di catturare le anime (un po’ come l’arma di Elric di Melniboné) e di metterle al servizio del suo portatore. Fino alla sua partenza dal nord Africa di questo mondo (dove lì abbiamo l’apice della civiltà) verso la mitologica terra d’Islanda, nel freddo nord, oltre i ghiacci perenni dell’Europa.

Ed è qui che lo ritroviamo, anni più tardi. E quasi mezzo libro più tardi.
Omar è diventato un semplice co-protagonista, più un deus-ex-machina che non un vero personaggio.
La protagonista è Freya, una cacciatrice di un piccolo villaggio, che col marito muto una sera soccorre la sorella ridotta in fin di vita a causa dell’attacco di una creatura stranissima.
La sorella era la vala del villaggio, la curatrice, e spiega alla sorella come tentare di salvarla: portandola dalla vala del villaggio più vicino.

E così comincia l’odissea di Freya, un lungo e difficile viaggio che la porterà a scoprire il ritorno di una piaga mitologica che ha scatenato sull’Islanda la maledizione degli uomini bestie di Fenrir, il cui morso può trasformare in altre bestie di quel tipo.
Un viaggio contro il tempo alla ricerca di una cura per salvare da questo fato la sorella, e per salvare l’intera Islanda ormai in ginocchio contro gli uomini-volpe potenti, violenti, veloci e feroci.

La storia sarebbe anche interessante, tra l’ambientazione intrigante e la mitologia norrena, ma il suo difetto maggiore è che non si avverte la minima empatia con Freya o con qualunque altro personaggio. Troppo distanti, troppo descritti da lontano, non siamo dentro di loro, non riusciamo a fare nostri i loro problemi, i loro sentimenti.
Senza contare poi Omar, moralmente al di sopra di tutto e tutti, intoccabile e inattaccabile, saggio e altruista e indifferente a quanto lo circonda.
Un personaggio abbastanza impossibile, insomma.

Un peccato, perché come detto l’ambientazione avrebbe enormi potenzialità.
Ma se manca l’empatia con i personaggi, la storia si limita a trascinarsi verso la conclusione…

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15 dicembre 2013 - Posted by | Lewis Joseph Robert | , ,

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