La torre di Tanabrus

Did you miss me?

La coda di lettura: Lui è tornato


Avevo già parlato di questo libro, fortemente consigliato da Licia Troisi e da Leonardo Patrignani.
Era in wishlist da un paio di mesi.

E poi, come al solito, accade Amazon.
Domenica mattina il libro è finito in offerta a 1.99 € e come potevo farmelo scappare?
Mi chiedo se di questo passo riuscirò mai a finire la coda di lettura… ma sono soddisfattissimo dell’acquisto!

Ricordate Le memorie di Schmeed di Woody Allen?: “Nella primavera del 1940, una grossa Mercedes venne a fermarsi davanti al mio negozio di barbiere al 127 di Königsstrasse ed entrò Hitler. ‘Voglio una spuntatina leggera’ disse ‘e non tagliatemi molto sopra.’” Schmeed, il barbiere del Reich, depositario dei segreti del Führer. Ecco: il romanzo di Timur Vermes sembra rimandare alla comicità di Allen. È l’estate del 2011. Adolf Hitler si sveglia in uno di quei campi incolti e quasi abbandonati che ancora si possono incontrare nel centro di Berlino. Egli non può fare a meno di notare che la guerra sembra cessata; che intorno a lui non ci sono i suoi fedelissimi commilitoni; che non c’è traccia di Eva. Non può non sentire un forte odore di benzina esalare dalla sua divisa sudicia e logora; e non riesce a spiegarsi l’intorpidimento delle sue articolazioni e la difficoltà che prova nel muovere i primi passi in una città piuttosto diversa da come la ricordava. Regna infatti la pace; ci sono molti stranieri; e una donna (sì, proprio una donna, per giunta goffa), tale Angela Merkel, è alla guida del Reich. 66 anni dopo la sua fine nel Bunker, contro ogni previsione, Adolf inizia una nuova carriera, stavolta a partire dalla televisione. Questo nuovo Hitler non è, tuttavia, né un imitatore, né una controfigura. È proprio lui, e non fa né dice nulla per nasconderlo, anzi, è tremendamente reale. Eppure nessuno gli crede: tutti lo prendono per uno straordinario comico, tutti lo cercano, tutti lo vogliono, tutti lo imitano. Il mondo che Hitler incontra 66 anni dopo, infatti, è cinico, spudorato, bramoso di successo e incapace di opporre qualsiasi resistenza al “nuovo” demagogo. Al massimo riesce ad apporre il compulsivo “mi piace” “non mi piace” dei social network. Farsa, satira, pura comicità, analisi spietata e corrosiva del nostro tempo, il romanzo d’esordio di Timur Vermes è un gioiello di intelligente umorismo, ed è divenuto in breve tempo, grazie al passaparola, un fenomeno editoriale con pochi precedenti.

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5 dicembre 2013 - Posted by | Vermes Timur | , , , ,

4 commenti »

  1. Ho questo libro in casa perché l’ha preso (e letto) mio padre, che l’ha apprezzato moltissimo. E’ piaciuto anche a mio fratello, che gliel’ha sgraffignato praticamente subito. Insomma, in famiglia mi spingono a leggerlo, in rete trovo opinioni più che positive, ora mi dici che l’hai preso anche tu… L’universo lancia segnali? 😀

    Commento di Camilla P. | 5 dicembre 2013

  2. è bellissimo, non può mancare e ogni tanto vado a rileggermi dei pezzi! 🙂

    Commento di mortozombie | 5 dicembre 2013

  3. @Camilla: Si, direi che l’universo spinge alla lettura di questo libro. Son segni… 🙂

    Commento di tanabrus | 5 dicembre 2013

  4. @mortozombie: Altri pareri positivi… non vedo l’ora di leggerlo, sembra proprio una perla!

    Commento di tanabrus | 5 dicembre 2013


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