La torre di Tanabrus

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La coda di lettura: Dodici e Una piccola stella


Sabato ho fatto ciò che mai andrebbe fatto, se si è in regime di austerity libraria allo scopo di sfoltire la coda di lettura (sopratutto poi a una settimana dai Comics): sono andato in libreria.

E cosa mi sarà mai rimasto appiccicato?

Ovviamente l’ultimo libro di Zerocalcare, Dodici.

Zerocalcare (il personaggio) è in coma, gli zombie stanno per decimare quel che resta della popolazione di Rebibbia e tocca a Secco, Katja e all’amico Cinghiale trovare un mezzo per scappare da una situazione ormai compromessa. Prendendosi una pausa dal suo abituale sguardo sul mondo (e da se stesso come protagonista) Zerocalcare (l’autore) lascia andare a briglia sciolta le sue innumerevoli paranoie apocalittiche e racconta una storia avventurosa di rivalsa, rancore e speranza per il futuro, che fa il giro largo per spiegare l’incrollabile amore per un quartiere che tutto il mondo crede essere solamente un carcere.

Zombies a Rebibbia, e i nostri ad affrontarli.
Mica potevo aspettare i Comics per procurarmelo…

E poi c’è l’altro acquisto, un libro che avevo in wishlist e di cui teoricamente avrei parlato tra una settimana.
Una piccola stella, di Lindqvist.
Autore stupendo del fantastico virante all’horror, che utilizza questo mezzo per parlare dell’amore.
Ho adorato Lasciami entrare, ho amato Il porto degli spiriti e L’estate dei morti viventi. Sono certo mi stupirà di nuovo con questa storia.

Mentre è a caccia di funghi in un giorno d’autunno, Lennart Cederström, ex cantante pop che un tempo sognava il successo, scopre una neonata avvolta in un sacchetto di plastica. Quando soffia nella sua minuscola bocca, un grido sconcertante squarcia il silenzio intorno a lui: dal corpo della bambina abbandonata esce una nota perfetta, un chiaro e limpido mi che risuona nella foresta. Lennart decide di tenerla con sé, il suo nome sarà Theres. Chiusa in un seminterrato lontana dagli sguardi del mondo e dalle sue dissonanze, Theres cresce incapace di manifestare la più piccola emozione, terrorizzata dai grandi e ossessionata dalla musica. La sua voce, magica e sovrannaturale, lanciata dal palco di un concorso per talenti in erba, conquisterà il pubblico, e lei diventerà una stella. Ma dove può condurre l’idolatria, se sfugge al controllo di chi l’ha generata? Se l’idolo ha un disegno spaventoso e la forza della disperazione dalla sua parte? L’amicizia via internet con Teresa, sola come lei, creerà un legame fortissimo, cementato dai versi e dalle note: ormai adolescenti, Theres e Teresa, lupi solitari che ritrovano il branco, sono pronte a dar seguito alla loro sete di vendetta, per sentirsi vive. Tra il realistico e il fantastico, con “Una piccola stella” Lindqvist ha scritto un romanzo provocatorio, una satira dell’industria musicale che diventa pezzo grandguignolesco, ricco di colpi di scena e scioccante, con le sue spaventose creature alla ricerca di un senso di appartenenza, e di amore.

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28 ottobre 2013 - Posted by | Lindqvist John Ajvide, Zero Calcare | , , ,

2 commenti »

  1. Invidia *_* Mi piacerebbe un sacco avere entrambi!
    DI Lindqvist ho letto “L’estate dei morti viventi” e mi è piaciuto davvero molto. Inquietante e scritto proprio bene.

    Commento di Camilla P. | 28 ottobre 2013

  2. Di Lindqvist ti consiglio anche gli altri due titoli, sono ottimi 🙂

    Commento di tanabrus | 31 ottobre 2013


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