La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Piccoli spaventati guerrieri


 

Primo numero della nuova serie fantascientifica Bonelli, la prima serie interamente a colori.
Orfani, di Roberto Recchioni, di cui prima ancora che uscisse questo primo numero la Bao  ha annunciato la prossima riedizione in volumoni contenenti tre numeri a testa.

Che dire, l’attesa per questa nuova serie di Recchioni (e la prima serie Bonelli interamente a colori!) era elevata, e una volta terminata la lettura posso dire di essere soddisfatto.

Abbiamo una fantascienza che richiama un poco Il gioco di EnderStarship Troopers, mescolata a elementi più vicini come l’agenzia SHIELD della Marvel o la passione per l’oriente.

Il presupposto è semplice: di punto in bianco la Terra è attaccata dallo spazio. Arriva un raggio che distrugge mezzo pianeta, elimina un sesto della popolazione (colpisce la zona europea) e fa capire a tutti che gli alieni esistono. E non ci amano.
Entra così in scena la dottoressa Juric che guida il progetto di difesa della Terra, rappresaglia contro gli alieni e già che ci siamo anche espansione stellare.
Al suo fianco un soldato giapponese che avrà il compito di formare le reclute speciali di questo nuovo esercito che si verrà a formare.

Reclute che sono i bambini sopravvissuti all’Apocalisse, raccolti dall’esercito, portati dalla dottoressa e sottoposti a duri addestramenti. Letali.
Ecco, l’unico punto difficile dell’altrimenti ottimo albo riguarda il suo stesso punto di partenza.
I bambini che diventano l’unità speciale dell’esercito, sottoposti ad addestramenti speciali, dotati di tecnologie superiori.

Perché loro e non delle truppe scelte già formate?
Perché la dottoressa apprezza il loro essere sopravvissuti. Dice che non avendo più una casa né una famiglia, avendo visto il proprio mondo morire, essendo sopravvissuti a tutti questo… non avranno più pietà né paura, sapranno di poter sopravvivere a tutto, sapranno che tutti possono sopravvivere a qualunque cosa.

E allora, direi io?
La cosa non mi convince, e spero ci siano altre motivazioni dietro tutto questo, che saltino fuori più avanti, fosse anche solo un effetto secondario delle radiazioni.
Perché per quanto mi riguarda alla lunga questa falla nella premessa della serie potrebbe diventare pesante, altrimenti.

E pregiudicare il giudizio su un’opera che, stando a questo primo albo, si preannuncia molto buona.
Personaggi riconoscibili e già caratterizzati, pur senza ricorrere a particolari stereotipi; una trama che comunque, premessa a parte, è interessante e lascia spazio a molteplici direzioni narrative; uno scenario di guerra galattica che richiama subito alla mente la grande guerra contro gli alieni di Starship Troopers, ma anche il Gioco di Ender visti i protagonisti.
Protagonisti europei, spagnoli anzi.
Una sorta di SHIELD guidato da una donna, con al fianco una sorta di samurai che già si sente in colpa per ciò che fanno a questi ragazzini. Tecnologie avanzatissime (le astronavi e i salti nello spazio, la benda della donna, la realtà simulata, le armature, lo schermamento).

Un albo corposo, tutto a colori, ben scritto, che fa subito legare con il gruppo di protagonisti, tanto che quando ricompaiono come Orfani nella guerra con gli alieni (realmente alieni!) è una gioia cercare di collegare i nomi dei bambini che avevamo conosciuto durante il primo test ai soldati che scopriamo impegnati negli scontri.

 

Mi è piaciuto, non vedo l’ora esca il secondo numero.

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18 ottobre 2013 - Posted by | Orfani | , , , , , ,

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