La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Straw


Jax

Primo episodio della sesta (e forse penultima) stagione di Sons of Anarchy.
Si, i Sons sono tornati… e Sutter pare in ottima forma!

L’episodio è abbastanza lento, fornendo un ottimo recap dell’ultima serie, inquadrando i personaggi alle prese con le conseguenze di quanto accaduto nella quinta stagione e mostrando il tenore di questa nuova stagione.
Che penso si possa tradurre banalmente con un prosaico pioverà addosso all’mc tanta ma tanta merda, e le cose diventeranno sempre più violente, criminali e fuori controllo.

Abbiamo Jax alle prese con i business del club, che vorrebbe stare vicino alla moglie ma che da questa si vede respinto, e che addirittura si trova a dover valutare l’ipotesi (assurdissima, certo, conoscendo il dolce personaggio in questione) che sia stata sua madre a orchestrare l’arresto di Tara.

Tara 
che è in prigione e che non vuole farsi vedere in difficoltà da Jax, testarda come un mulo e decisa a non fargli pesare quanto da lei compiuto. Testarda e fedele, resiste alle lusinghe del Marshall (anche se mi chiedo quanto resisterà alla prospettiva di poter cominciare una nuova vita lontana da Charming, con i figli) e in prigione torna quella che abbiamo intravisto tempo addietro, una sorta di nuova Gemma. Anche Tara ha seguito il club e il marito nella lenta spirale verso l’abisso, e questi momenti ne sono una prova tremenda.

Chibs fa i conti con Juice in privato, non potendo sistemare la cosa pubblicamente vista la protezione di Jax. E lo fa parlandogli con chiarezza.
E anche Juice, in realtà, sembra volere questo confronto. Sa che è giusto, lo accetta e prima di cominciare… ti voglio bene, Chibs.
Che prima lo massacra di botte in muso, e poi lo ricuce.

Tig ci mostra invece tutta la profondità delle ferite psicologiche rimediate la scorsa stagione, con la tremenda fine che fa fare al persiano che si permette di scherzare su sua figlia… affogato nell’aceto, pisciandogli sopra e poi buttandolo nell’oceano.
E Tig lo rivediamo poi a giocare teneramente con i bambini.
Un personaggio ormai spezzato, sempre più vicino alla psicosi. Cioè, più vicino di prima.

Bobby, che un tempo era uno dei pochi grilli parlanti, se ne è andato e medita di unirsi ai Nomads. Senza più lui, e senza Opie e suo padre, il club perde moltissimo sul lato morale. Con un Jax che sente semper più il peso del comando e comincia a capire di doversi allontanare dai suoi fratelli, o non riuscirà a prendere alcuna decisione.
La patch in onore di Bobby era commovente, tra l’altro.

Comunque uno dei primi villain di questa stagione sarà senza dubbio il Marshall.
Tenta di usare Tara contro il club, continua a tentare con Otto  (che ora fa sodomizzare ogni mattina), ci prova perfino con Clay.
Che, quando viene spostato nelle stanze comuni e intravede un folto gruppo di omaccioni di colore, decide di non dovere grande lealtà a Jax e si dichiara pronto a fare un bell’accordo con il Marshall.
Che poi vediamo strafatto di eroina. Una persona con agganci infiniti, a quanto pare, e mentalmente instabile. Ottimo nemico…

Unsher è ancora moribondo e malato terminale, quindi da anni continua a vivacchiare allegramente con la sua roulotte nello spiazzo dell’mc facendo tra l’altro da babysitter ai cuccioli Teller.
Come Gemma, felice di fare la nonna, che non dimentica di minacciare l’avvocato di Tara affinché non osi più sussurrare al figlio che lei potrebbe essere la causa dell’incarcerazione di Tara.

Abbiamo il ritorno in scena dell’ex-moglie di Opie, alle prese con il lato brutto dell’essere una prostituta di professione.
Abbiamo Nero che continua la sua relazione amorosa con Gemma e quella di affari con Jax.

Ma sopratutto abbiamo il colpo di genio di questo primo episodio, il bambino.
Mentre Jax scrive il suo diario, accanto alla culla del figlio, e noi ascoltiamo il suo monologo interiore, vediamo immagini di un bambino biondo, vestito da scolaro di una scuola privata, che scrive su un diario. Sembra quasi essere un piccolo Jax.
Invece no, andando avanti lo vediamo uscire dalla casa dove poi entra Arcadio. Lo vediamo assistere alla partenza dei Sons in gruppo. Lo vediamo fuori dalla pasticceria dove stringono accordi con un nuovo bordello.

Un bambino biondo e innocente, sempre intento a scrivere sul suo diario.
Mi ha fatto paura, per un attimo ho temuto potesse essere il grande cattivo di questa stagione.

Invece no.
Alla fine se ne va a scuola.
Finisce di scrivere sul suo quaderno, lo lascia sulla panchina, tira fuori un’arma dallo zaino -una di quelle modificate che in passato hanno venduto i Sons-, entra a scuola e fa un massacro.
Le immagini sul suo diario mostrano demoni, stragi, sangue e mostri.
Al tempo stesso una denuncia sulla facilità di accesso alle armi per i ragazzini, e una coltellata nel costato a Jax, artefice in qualche modo di questa strage.
Coltellata sia morale (il senso di colpa) che metaforica (ormai nemmeno i bambini sono più innocenti a Charming, riuscirà Jax a tirarsi fuori da questa spirale di odio e violenza o ne rimarrà invischiato fino all’unica conclusione possibile?) che reale (se salterà fuori l’origine dell’arma, non ci saranno buoni rapporti e propositi di vendetta che tengano, ogni forza di polizia vorrà la loro testa).

Sutter è partito molto, molto bene mostrandoci quanto la situazione sia precaria per i Sons, quanto lontano sia il sogno di jax (sempre che sia ancora il suo sogno). Vedremo se questa sesta stagione riuscirà a essere all’altezza della precedente.

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28 settembre 2013 - Posted by | Serie tv, Sons of Anarchy | , ,

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