La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Monsters & Co


Mi sono visto qualche sera fa questo film della Pixar, prequel del bel Monsters & Co. uscito parecchi anni fa.
Un film carino e divertente, anche se molto leggero e capace di avere un vero senso solamente in quanto prequel.

Protagonista del film è Mike, che vediamo da bambino e successivamente all’ingresso all’università.
Il povero Mike, malgrado un aspetto tra i meno spaventosi che ci siano, vuole diventare uno Spaventatore e dimostrare a tutti di poter essere spaventoso quanto i mostri più famosi.
Per arrivare al suo obbiettivo si rivelerà un secchione incredibile, diventando in breve il mostro con la conoscienza più alta di tutti in Spavento. Ma si scontrerà con due ostacoli.

Il primo ostacolo è la presenza ingombrante (in tutti i sensi) di Sullivan, figlio di un noto Spaventatore, dall’aspetto massiccio e terrorizzante, sbruffone e pigro. Ha un talento naturale nello spaventare, ma non studia e non si impegna, giocando a fare la prima donna e senza mai provare a migliorare.
E i due cominceranno subito a rivaleggiare. Istinto e talento contro studio e impegno.
Il nerd contro l’asso, un classico delle storie statunitensi ambientate nei college.

L’altro ostacolo, anche peggiore, è la professoressa Tritamarmo, preside della facoltà di Spavento.
La professoressa è giustamente irritata dal lassismo di Sullivan, ma è anche intenzionata a buttare fuori Mike dalla facoltà dato che non lo reputa spaventoso a sufficienza.
E una lite tra i due le fornirà il pretesto per liberarsi di entrambi.
A questo punto inizia la vera storia, con Mike che trova un modo per rientrare in corsa: le Spaventiadi, una competizione tra le confraternite basata sullo spavento.
Mike riesce a convincere la professoressa ad accettare un accordo: se vincerà tutta la sua squadra verrà riammessa al corso, se perderà abbandonerà l’università.
La sua squadra è la OK, una confraternita di sfigati che pare incapace di spaventare chiunque. Una gelatina piena di occhi silenziosa e timida, una massa di pelo viola, un ragazzo con due teste indipendenti e un vecchio tricheco con tentacoli pieni di ventose. Per arrivare al numero minimo necessario a partecipare, Mike dovrà accettare l’aiuto di Sullivan, desideroso pure lui di rientrare nel corso di laurea.

Il film è divertente e visivamente molto bello.
E’ un classico film di college americani, con confraternite e scontri tra i vincenti e le persone più comuni. Una sorta di La rivincita dei nerd ambientata nel mondo dei mostri.

Carino, da vedere se si è visto il primo film dato che, sopratutto, dà spessore ai due protagonisti e alla loro amicizia.
Altrimenti da lasciar perdere, la storia non è così robusta da reggere come stand alone.
Scene notevoli: l’arrivo della Tritamarmo in aula, lo studente lumaca, l’iniziazione, la mamma che ascolta un po’ di musica in auto. E l’avventura nel mondo degli umani, ovviamente. E anche la bibliotecaria… il suo “silenzio!” mi ricordava una professoressa del liceo…

10 settembre 2013 - Posted by | Monsters University | , ,

5 commenti »

  1. Sull’aspetto di Mike, io avrei qualcosa da dire…

    Commento di Francesca | 11 settembre 2013

  2. (scusa, ho premuto INVIO per sbaglio, ecco il resto del commento)
    Personalmente, penso che un occhio gigante con gambe e cornetti faccia più paura di uno yeti azzurro a pois viola… 😛

    Commento di Francesca | 11 settembre 2013

  3. Messa così, si… ma l’occhio gigante non riesce a fare espressioni paurose, e i lineamenti sono “buoni”.
    Non è l’anatomia a non essere spaventosa, ma il quadro d’insieme.

    Tanto è vero che quando poi tenterà di andare nel mondo degli umani per dimostrare a sé stesso di poter fare paura, i bambini che lo vedono ridono e provano LORO a spaventare LUI 😀

    Commento di tanabrus | 11 settembre 2013

  4. 😀
    Ma, essendo questo un prequel, i mostri non dovrebbero essere bambinofobici (ancora convinti che siano velenosi o roba simile)?

    Commento di Francesca | 13 settembre 2013

  5. Beh, dopo la bravata di Mike vengono catturati dagli addetti alla sicurezza in tute anti contaminazione, analizzati, messi in quarantena… sono bambinofobici, è solo il desiderio di provare qualcosa (per Mike) e il senso di colpa mescolato all’amicizia (Sullivan) a spingerli oltre la soglia.

    Commento di tanabrus | 15 settembre 2013


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