La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The mad ship


Autore: Robin Hobb
Formato: Kindle
Lingua: Inglese
Prezzo: € 4,48
Pagine versione cartacea: 906
Data di pubblicazione: 1999
Saga: The liveship traders #2
Ship of magic  (1998)
The mad ship (1999)
Ship of destiny (2000)

Mentre cercavo informazioni tecniche sul libro (ho deciso di provare a tornare a inserirle nei post, vediamo se riesco a perserverare questa volta) ho notato l’orrendo trattamento italiano riservato a questa saga: il primo libro è stato diviso in due tomi (La nave della magiaLa nave in fuga), il secondo pure (La nave dei pirati La nave della pazzia) e misericordiosamente il terzo volume è stato pubblicato da solo, La nave del destino.
I quattro mezzi libri venivano € 18,50 l’uno, il libro finale € 25,00.
Poi mi si chiede perché sia passo al kindle…

Fine della breve nota di colore sul trattamento italiano della saga.
Ora passiamo al libro vero e proprio.

Il titolo del libro, La nave pazza, si riferisce ovviamente alla liveship Paragon. Che però non è il protagonista del libro, e anche volendo dedicare i titoli della trilogia alle navi reputo più corretto, come ha fatto la Fanucci, dividere l’attenzione tra la pazzia di Paragon -la nave cieca che in passato ha perso misteriosamente i suoi equipaggi, lasciata alla deriva su una spiaggia dai suoi proprietari e dalla sua famiglia- e il fato della Vivacia, la nave dei Vestrit, catturata dal pirata Kennit.
Storie comunque collegate tra loro, visto che alla fine Paragon viene acquistato da Amber (vera eminenza grigia del libro, con ancora diverse carte da calare) in compartecipazione con i Vestrit per andare a caccia della Vivacia, dopo che Breshen ha scoperto il suo fato.

Fato che è stato accolto benissimo dalla Vivacia, conquistata dall’abile Kennit, e dopo molte reticenze anche Wintrow ha ceduto al suo fascino diventando una sorta di profeta del futuro re dei pirati. Ecco, malgrado tutto (e malgrado il libro spesso mi sia sembrato un po’ troppo lento) lamento la rapidità del cambiamento di Wintrow. Tutto graduale, fino a quando di punto in bianco non diventa un suo fedelissimo sostenitore. E nel libro sembra davvero troppo repentino, era sempre stato riottoso in precedenza.

 

Comunque, la vera storia non è quella di queste due navi.
Non è Amber e i suoi segreti, non è il riscatto di Breshen, non è il destino della famiglia Vestrit né dei mercanti di Bingtown.
Non è neanche, a ben vedere, la storia politica dello scontro tra gli Old Traders (sia di Bingtown che del Rain Wild River) e il Satrapo, con in mezzo la tattica aggressiva e conquistatrice dei Chalcedeani che complottano con i nobili per impadronirsi delle Spiagge Maledette.

E’ la storia dei serpenti marini, delle navi vive e dei draghi.
E questa storia si collega alle visioni di Amber, alla natura delle navi, ai ricordi che i serpenti marini stanno inseguendo con un senso di crescente urgenza.
E si ricollega in maniera più stretta a Reyn e a Wintrow.
Wintrow che libererà Colei che ricorda, facendo cadere al suo posto una delle ultime tessere del mosaico; e Reyn che, assieme a Malta, rischierà la propria vita per far nascere l’ultimo drago, Tintaglia, l’ultima e decisiva pedina da schierare sul campo.
Ora i serpenti stanno per riavere i ricordi, e avranno la guida che li proteggerà e che farà in modo che non siano più create altre liveships. Ci sono tutti i presupposti per il ritorno dei draghi, e chissà come cambierà il mondo con queste creature di nuovo padrone dei tre reami.

La storia è molto bella, purtoppo però in questo secondo libro si avverte la lunghezza dell’opera. A momenti sembrava davvero troppo lungo, troppo lento, quasi inconcludente.
Una lentezza dovuta, visto che ci sono parecchi personaggi che dovevano arrivare al posto giusto per sbloccare la strada ai draghi, e tutti loro ne erano peraltro totalmente inconsapevoli… (Wintrow neanche sa cos’ha fatto, e a bordo della Paragon nessuno immagina neanche lontanamente cosa potrebbe succedere). Ma la lentezza, pur con tutte le motivazioni del caso, resta. E a volte pesa.

In compenso i personaggi sono vivi e reali, tratteggiati in maniera magistrale dall’autrice.
Perfino Malta, che ho odiato per quasi due interi libri e contro cui ho inveito più volte definendola peggio di Sansa, alla fine si è dimostrata una Vestrit e si è guadagnata il rispetto del lettore. Senza mai venire stravolta, semplicemente essendo sé stessa. Si, direi che indubbiamente il punto di forza dei libri di Robin Hobb sono i personaggi.

 

Alla fine si è trattato di un piacevole secondo volume della trilogia, che ha messo in moto eventi dalla portata enorme (il possibile ritorno dei draghi, la ribellione dei Mercanti, il tradimento dei nobili, ma anche l’avanzata di Kennit come re dei pirati, ciò che accadrà alle navi viventi quando conosceranno la verità su loro stesse).
Immagino il terzo volume avrà più ritmo, ora che l’azione ha cominciato a precipitare…

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31 agosto 2013 - Posted by | Hobb Robin | ,

2 commenti »

  1. totalmente d’accordo sulla forza dei personaggi e il riscatto “verosimile” di Malta (e aspetta di vedere cosa accadrà dopo).
    Personalmente non ho avvertito la lentezza, o meglio non l’ho sofferta, ma capisco che la cosa sia opinabile 🙂
    Avendo letto prima la trilogia “dell’Uomo Ambrato”, come l’ha tradotta la Fanucci, che in realtà verrebbe dopo, intuivo alcune cosine e aspettavo mega-rivelazioni finali che invece non ci sono state – giustamente: non è previsto che uno legga secondo un ordine sballato 🙂
    Se poi ti vorrai imbarcare nel Risveglio dell’Assassino e relativi seguiti, avrai delle piacevoli (penso) sorprese.

    Commento di Ema | 2 settembre 2013

  2. Al momento ho tutte le intenzioni di arrivare prima o poi in pari con l’opera della Hobb 🙂

    Commento di tanabrus | 2 settembre 2013


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