La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Incipit – The mad ship


In questi giorni ho cominciato la lettura di questo libro, secondo volume della saga The liveship traders che avevo cominciato a leggere un paio di anni fa (andando in treno a Milano per un raduno con i brutti ceffi che solitamente incontro ai Comics, tra cui Tintaglia che mi aveva spinto a leggere già anche la prima saga della Hobb).
Eccone l’incipit, tradotto in italiano da un Tanabrus sonnolento.
L’incipit ci porta alla vera trama a lunga gittata, che non è tanto la sorte di Wintrow o della Vivacia nelle mani del pirata Kennit, né quella delle sorti della famiglia Vestrit, né il fato della nave pazza Paragon. La vera storia riguarda i serpenti di mare, il loro legame con le navi viventi dei Mercanti, il loro legame con i draghi. E infatti ritroviamo il serpente profeta Maulkin, ancora preso dalla sua ricerca della verità sul suo popolo, la ricerca di chi restituirà tutte le memorie salvando i serpenti di mare e facendogli compiere il loro destino.
Ma la sua missione sembra sempre più difficile…

Una memoria di ali

Sotto i serpenti, i letti di alghe ondeggiavano dolcemente nella marea che cambiava. L’acqua era calda qui, calda come era stata a sud prima che migrassero. Malgrado la dichiarazione di Maulkin che non avrebbero più seguito la procuratrice argentea di cibo, il suo odore elettrizzante rimaneva sospeso nell’acqua salata. Non era lontana; la seguivano ancora, ma da una certa distanza. Shreever aveva pensato di parlargliene, ma aveva deciso di non farlo. Osservò ansiosamente il loro capo. Le ferite che Maulkin aveva subito nella sua breve battaglia con il serpente bianco stavano guarendo lentamente. I tagli interrompevano il mosaico delle sue scaglie. I finti occhi d’oro che ricoprivano il suo corpo e lo identificavano come un profeta erano spenti e vuoti.

Anche Shreever si sentiva spenta e vuota.

Erano arrivati lontani alla ricerca di Colui Che Ricorda. Maulkin era stato così sicuro all’inizio del loro viaggio. Ora anche lui sembrava confuso come lei e Sessurea. Loro tre erano tutto ciò che rimaneva del grande groviglio di serpenti marini che aveva iniziato la migrazione. Gli altri nel groviglio aveva perso fiducia nella loro ricerca, e si erano allontanati da Maulkin. L’ultima volta che lei li aveva visti, stavano seguendo grande e scura procuratrice, cibandosi voracemente della carne docile che gli veniva distribuita. Questo era avvenuto molte maree fa.

“A volte,” Maulkin confidò a Shreever con calma mentre riposavano, “smarrisco il mio posto nel tempo. Mi sembra che abbiamo percorso questa strada in passato, fatto queste cose precedentemente, forse abbiamo anche già detto queste stesse parole. A volte lo credo con tanta forza da pensare che il presente sia in realtà solo un ricordo o un sogno. Penso, allora, che forse non dobbiamo fare niente, perché qualsiasi cosa ci sia successa accadrà di nuovo. O, magari, è già accaduta”. La sua voce era priva di forza o di convinzione.

Lei lo fiancheggiò. Ondeggiarono con leggerezza nella corrente, muovendosi solamente per mantenere la loro posizione. Sotto di loro, Sessurea scosse improvvisamente la criniera, rilasciando una leggera nube di tossine per avvisarli. “Guardate! Cibo!” tuonò.

Argenteo e luccicante, il branco di pesci nuotava verso di loro come una benedizione. Dietro i pesci, seguendoli e cibandosi dalla coda del banco, c’era un altro groviglio di serpenti. Erano tre serpenti scarlatti, uno verde e due blu. I cacciatori non erano un groviglio molto grande, ma sembravano in salute e pieni di energie. La loro pelle luminosa e la loro voluminosità contrastavano tristemente con le squame cadenti e i fianchi molli del groviglio di Maulkin.

“Venite,” li guidò Maulkin conducendoli a unirsi agli altri sepenti per il banchetto. Shreever emise un sottile suono di sollievo. Quanto meno, avrebbero avuto gli stomaci pieni. Magari gli altri avrebbero pure potuto unirsi al groviglio di Maulkin, una volta che avessero capito che era un profeta.

Le loro prede non erano dei pesci isolati, ma un banco argenteo e scattante. Si muoveva come un’unica creatura, ma era una creatura che poteva separarsi e muoversi intorno a un cacciatore inesperto. I serpenti del groviglio di Maulkin non erano cacciatori inesperti, e tutti e tre nuotarono con grazia dietro al pesce. L’altro groviglio gli lanciò degli avvertimenti, ma Shreever non vide alcun pericolo nelle vicinanze. Con uno scatto della sua coda, si immerse nel banco, divorando con le sue fauci almeno tre pesci. Allungò il collo per inghiottirli.

Due serpenti scarlatti all’improvvisono si rigirarono e colpirono Maulkin, attaccandolo con i loro musi come se fosse uno squalo o un altro nemico comune. Il serpente blu andò contro Shreever agitando le fauci. Con un movimento rapido lei lo eluse, cambiando la direzione per spostarsi. Vide l’altro serpente scarlatto tentare di catturare Sessurea. La criniera dello scarlatto era distesa, rilasciando veleno mentre gridava oscenità e minacce. Non c’era alcun senso né sintassi nelle sue maledizioni, solo della furia.

Si allontanò, piena di paura e confusione. Maulkin non la seguì. Scosse la sua grande criniera, rilasciando una nube di tossine che quasi stordì gli scarlatti. Questi indietreggiarono, scuotendo le fauci e facendo lavorare le branchie nel tentativo di allontanare i suoi veleni.

“Qual’è il vostro problema?” Maulkin domandò allo strano groviglio. Si contorse in una spirale, con la criniera che si distendeva minacciosa mentre gli parlava. Evocò un vago bagliore nei suoi finti occhi. “Perché ci attaccate come bestie senz’anima che lottano per il cibo? La nostra razza non si comporta così! Anche se ce ne fosse poco, il pesce appartiene solo a chi lo cattura, non a chi lo vede per primo. Avete dimenticato chi siete, cosa siete? Avete perso del tutto la testa?”

Per un momento l’altro groviglio rimase immobile, a parte per i leggere movimenti delle loro code per stabilizzarsi. Il banco di pesce si allontanò, ormai dimenticato. Poi, come se la verità delle parole di Maulkin li avesse infervorati, si gettarono su di lui. Tutti e sei conversero su di lui, le fauci spalancate a mostrare i denti, le criniere erette che spargevano tossine, le code che frustavano. Shreever guardò con orrore mentre si avvinghiarono a lui e lo trascinarono lottando nel fango.

 

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19 agosto 2013 - Posted by | Hobb Robin, Incipit | , , ,

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