La torre di Tanabrus

Did you miss me?

An autumn war


 

Terzo libro del Long price Quartet, primo del secondo tomo Seasons of war.
Finalmente i Galtici fanno la loro mossa, guidati dal generale Balasar Gice, e niente sarà più lo stesso.

Lo stesso Otah, ora Khai Machi, aveva più volte provato ad avvisare gli altri Khai e i Poeti sulla fragilità dell’equilibrio raggiunto. La sua esperienza con Seedless era stata illuminante, e aveva intravisto cosa sarebbe potuto succedere senza il controllo sugli Andat. Senza il controllo su queste entità semidivine, che ogni volta diventavano più difficili da catturare e controllare.
Aveva anche provato a organizzare un piccolo esercito, ma la cosa era stata talmente mal vista che aveva dovuto inviare gli uomini lontano, nelle terre dei Galtici, per fare esperienza guidati da Sinja.

Sono passati parecchi anni, ora Otah ha una figlia di quattordici anni e un figlio malaticcio che è ancora bambino.
Più, si scoprirà, un figlio da Liat… il figlio che si pensava di Maati. Un figlio che ha preso molto caratterialmente dalla madre, e che l’accompagnia a Machi quando la donna (che ha dedicato la sua vita a tenere sotto controllo i Galtici) chiede udienza al Khai Machi e a Maati per chiedere aiuto.
Ha scoperto che i Galtici hanno un poeta con loro, quindi possono avere un andat. Gli equilibri sono infranti, e i Poeti devono intervenire quanto prima per evitare il disastro.

Maati e Otah la appoggiano inviando missive al Dae-kvo, ma nessuno può anche solo lontanamente immaginare la portata del piano di Gice.
La distruzione degli andat. O meglio, la loro liberazione, e la certezza che più nessuno possa nuovamente catturarne.
Sono troppo instabili e pericolosi, hanno distrutto il vecchio Impero e un capriccio di un Poeta basterebbe a distruggere intere nazioni, con un andat ai suoi ordini.

Paradossalmente Gice è un buon uomo, onesto e franco. Sarebbe stato un ottimo protagonista.
Assomiglia abbastanza a Otah, i due si troveranno infatti bene una volta finita la guerra, e lo stesso Otah non può dire che Gice sbagli.
Fin dove si può spingere un uomo per cambiare uno status quo che vede profondamente sbagliato, che mette in pericolo costantemente tutto ciò a cui tiene?
Quante morti possono essere troppe, se servono a evitare lo sterminio di una popolazione?
E se si paragona la sopravvivenza di un impero alla vita dei propri figli, quanto peso hanno tutte quelle vite lontane, distanti, anonime in confronto ai due bambini cui hai dato la vita e che hai cresciuto?

Ma del resto, l’assenza degli andat non darebbe un nuovo equilibrio, darebbe un nuovo squilibrio.
I Galtici hanno l’esercito, e sono addestrati alla guerra. I Khai non hanno esercito, fino a ora non hanno mai visto una guerra o una battaglia.

E quando gli andat spariscono, quando i Galtici arrivano alle porte, le prime città e i primi Khai cadono come mosche.
Solo un Khai combatterà realmente, solo uno sfrutterà ogni sua risorsa per sconfiggere il nemico, unendosi a un altro Khai: Otah. Khai Machi.

Il nuovo Imperatore.
La storia è bella, lo stesso lettore non riesce a decidere se stare con Otah o con Gice, sotto sotto, dato che i due essenzialmente la pensano allo stesso modo. Ma ognuno deve proteggere la sua gente.
Gice deve evitare che un capriccio di un poeta o di un Khai porti l’Apocalisse sul suo impero. Otah deve salvare le sue città, i suoi bambini, il suo popolo dalla guerra portata dai Galtici.
Il finale è stupendo, il lieto fine che adoro. Maati, Seedless, Sterile, il prezzo. Un andat stupendo, che alla fine si rivela davvero amico del poeta facendo in modo, pur nella sua sconfitta, di farlo vincere.

L’unico difetto del libro è che sembra tutto troppo favorevole a Otah. Poeta, lavoratore, corriere, Khai, Imperatore. Il prossimo step quale sarà, diventerà lui stesso un andat?
E tutto questo essendo riluttante, non volendo queste cose, queste responsabilità, questi onori e oneri.
Un po’ troppo.

A parte questo, un bellissimo libro, che ci lascia in attesa del gran finale: l’Imperatore contro le mire espansionistiche di Galt e delle altre nazioni, contro i pirati, e contro gli stessi Khai uniti sotto di lui. Un esercito da creare, una mentalità da cambiare… sarà interessante vedere come cambieranno i Khaiem, e sopratutto se Abraham porterà un nuovo equilibrio alla fine del quarto volume o se invece resteranno in uno stato di guerra.
Perché senza gli andat non vedo possibile uscire dallo stato di guerra, e l’operato di Sterile avrà ripercussioni potentissime nel volgere di pochi anni…

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13 agosto 2013 - Posted by | Abraham Daniel | , , , , , , ,

2 commenti »

  1. Lietissimo fine. Lietissimo.
    Già.

    Commento di librisognanti | 14 agosto 2013

  2. Lietissimo 🙂
    Adoro questo tipo di lieto fine, sono più realistici 😉

    Commento di tanabrus | 14 agosto 2013


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