La torre di Tanabrus

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La terza onda


Oggi niente segnalazioni né recensioni, oggi mi limito a condividere una discussione sul blog di Joe Abercrombie.

La discussione parte da una domanda che gli è stata fatta riguardo a una cosidetta terza ondata nel fantasy e al suo porsi in essa, oltre a qualche comparazione con il fantasy classico e con il new weird.

Segue il post di Joe, dove spiega perché scrive il fantasy che scrive (realistico, crudo) e quali siano state le sue influenze.
Ed è altrettanto interessante la sequenza di commenti dopo il post, dove viriamo su George Martin e sul ruolo svolto nel portare avanti il concetto di fantasy.

Una pagina interessante, ve ne consiglio la lettura.

 

Resta da capire, se questo fantasy realistico è parte della terza ondata, quale sia la seconda… e già che ci siamo anche quale sia di preciso la prima (tutti i fondatori? Il fantasy nordico Tolkeniano? L’epico?).

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24 luglio 2013 - Posted by | Abercrombie Joe | , , ,

11 commenti »

  1. Resumo questo post vecchio per dare un mio parere: secondo me della prima ondata di fantasy fanno parte in primis Burroughs, con John Carter e a seguire Conan poi Tolkien, Narnia, e tutto il fantasy uscito fino, diciamo agli anni 70, AD&D compreso che, pur non essendo propriamente un libro, ha consolidato l’idea del fantasy diciamo classico (spade, elfi, draghi eccetera). Della seconda ondata direi che fanno parte Moorcook con il suo Elric e il Campione delle ere oltre che tutti quegli autori e romanzi che mescolano il fantasy classico con altri elementi (il new weird).
    Della terza ondata direi che parliamo degli autori degli ultimi vent’anni, partendo da Martin per passare su Kadrey, ma anche Pullman o Barker, che aggiungono un tocco di crudo realismo a tematiche spiccatamente fantasy.
    Questo ovviamente il mio umilissimo parere di amante del genere:) Personalmente non faccio molte distinzioni fra un’ondata e l’altra (Sanderson è un autore recente, certo, ma il suo è un fantasy abbastanza classico e non per questo poco avvincente, anzi. E dove dovrei catalogarlo?), anche perchè, purtroppo, in italia siamo ancora abbastanza indietro.
    Dopo il signore degli anelli che ha rivitalizzato le pubblicazioni ed ora Got, il fantasy in italia si sta di nuovo arenando ad essere considerato “di nicchia”, anche per colpa degli editori che stanno pubblicando alcune delle peggiori schifezze mai viste in vita mia, tralasciando opere di spessore o non pubblicizzandole a dovere (non tutte per carità, ma ho ancora il dente avvelenato per I Bastardi o per Kadray di cui non vedremo nient’altro mentre di libri della Troisi son pieni gli scaffali delle librerie)

    Commento di Munky | 29 agosto 2013

  2. Uhm, come suddivisione potrebbe anche funzionare, ma gente come Feist come la classificheresti?
    Il suo sarebbe un fantasy classicissimo ed epico, ma si mescola con la fantascienza…

    Dune invece rientrerebbe pienamente nella seconda ondata, giusto?

    (Quanto non mi piacciono le etichette, alla fine è difficile ricadere in una categoria alla perfezione!)

    Commento di tanabrus | 29 agosto 2013

  3. Dune non è fantasy, è fantascienza con elementi fantastici:) Feist non lo conosco spiacente^^
    Anche io odio le etichette infatti mi son tenuto mooolto largo con questa personalissima classificazione. Anche perchè Goodking è un autore moderno ma scrive decisamente roba sullo stile della prima ondata, no?

    Commento di Munky | 29 agosto 2013

  4. Fantascienza con elementi fantasy, o fantasy di ambientazione fantascientifica? Il confine è molto labile, come del resto per Star Wars 🙂

    Goodkind è un autore moderno che scrive nello stile della prima ondata nei primi e ultimi libri della sua saga, e come un cane in tutta la parte centrale della serie creando almeno quattro libri (se ben ricordo) dal nulla, scrivendo del nulla e addormentando il lettore incavolato 😛

    Comunque, lo stile “prima ondata” è sempre andato per la maggiore, almeno fino a poco tempo fa.

    Commento di tanabrus | 29 agosto 2013

  5. E di questo dobbiamo ringraziare Lotr che nel bene e nel male ha focalizzato il genere (alcuni direbbero fossilizzato), poi comunque è rimasto marchiato a fuoco con AD&D. In italia, c’è da dire, che ce la stanno mettendo tutta per NON uscire dal seminato…

    Commento di Munky | 29 agosto 2013

  6. (e su Goodking facevo giusto un esempio: un libro m’è bastatato ed avanzato:D E’ il classico esempio di autore che ha fatto i soldi con una serie di personaggi e non sa più cosa cacchio inventarsi per continuare a fare soldi senza cambiare tutto)

    Commento di Munky | 29 agosto 2013

  7. Guarda, dopo il boom del fantasy con baby scrittori pubblicati con enfasi per risultati orridi la situazione si è stabilizzata.
    Potrebbe essere meglio (in quanto a numero di titoli, varietà etc etc) ma anche peggio.
    Certo, la punta di diamante è la Troisi i cui libri non mi piacciono, ma uscendo dal fantasy puro abbiamo Dimitri e Tarenzi, per esempio. Falconi, che solitamente mi piace.
    Valenza, che è addirittura più classico come fantasy, per quanto si discosti dai veri classici puntando a ambientazioni più mediterranee.

    E sopratutto Dimitri e Tarenzi sono autori che non sfigurerebbero nemmeno all’estero, nell’ambito del fantasy urbano moderno.

    Commento di tanabrus | 29 agosto 2013

  8. Io su Goodkind ho fatto un errore enorme… ero giovane e impetuoso, ho comprato la serie in blocco dopo che mi era piaciuto il primo libro.
    Poi è stato un calo continuo fino alla minestra riscaldata, per poi risollevarsi lievemente verso la fine.
    Ancora sono sconvolto che ci abbiano fatto anche una serie tv…

    Commento di tanabrus | 29 agosto 2013

  9. Di scrittori veramente validi che hanno scritto fantasy in Italia c’è Silvana De Mari. Bene Tarenzi, Dimitri non mi ha convinto appieno. Con il fantastico c’era l’opera di D’Andrea che era interessante. Per il resto è stato tutto un andare al ribasso, toccando livelli di mediocrità per i quali non ci doveva essere la pubblicazione.
    In Italia il mercato fantasy è stato bruciato proprio per avere puntato sui baby scrittori, che non avevano preparazione per scrivere storie che meritassero tale nome. Non è un caso che le case editrici più che cercare novità, ripropongano opere del passato di sicura qualità per riconquistare il mercato e la fiducia dei lettori.

    Di Goodking mi sono fermato al primo libro: è stato sufficiente.

    Commento di M.T. | 30 agosto 2013

  10. Giusto, la Silvani… ottimo fantasy il suo.
    Con Dimitri invece tocchi un nervo scoperto, rischio di cadere nell’idolatria per quanto lo riguarda 😉

    Molto buona anche la trilogia di G.L. che più che altro, come dici, era fantastico. Molto alla Barker. Peccato abbia abbandonato tutto, in guerra con l’editore.

    Del baby boom, si sapeva da subito come sarebbe andata a finire… gli editori hanno puntato al guadagno facile e immediato dovuto alla moda del momento, uccidendo quello che poteva diventare un buon mercato.
    Peccato, c’è da puntare ora sui nomi validi e sperare ne arrivino di nuovi.

    Commento di tanabrus | 30 agosto 2013

  11. Come ogni cosa, è questione di gusti. Dimitri non è male, ma non mi ha convinto appieno, come è successo con te con Erikson.

    Su G.L., Mondadori si è comportata davvero in modo pessimo nei suoi riguardi. Ma da tempo da quella casa editrice non mi aspetto nulla di buono.

    Un periodo da dimenticare quello degli ultimi anni, simbolo di un’imprenditoria fallimentare, come purtroppo è anche in altri settori in Italia.

    Commento di M.T. | 30 agosto 2013


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