La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Songs of love and death


Altra raccolta di racconti.
Martin fa il curatore, e moltissimi artisti si sono prestati a contribuire al libro.
La tematica della raccolta sono gli starcrossed lovers, gli amanti osteggiati dal fato, gli amori impossibili.
E il risultato è nel complesso piacevole.

Il racconto iniziale, Love hurts, è di Jim Butcher, che ovviamente ci mostra il buon Harry Dresden impegnato con le Corti vampiresche del suo universo narrativo, a caccia di qualcuno che sta giocando con la mente delle persone facendole cadere preda di un amore profondo e fortissimo.
Un racconto carino, l’autore mi paice e la cosa è nota.

Segue poi The marrying maid di Jo Beverly. Un racconto fantastico ambientato nella Londra che fu, strizzando l’occhio a Sogno di una notte di mezza estate: una famiglia ricca e generosa, una maledizione che da sempre li perseguita, un gioco secolare tra Oberon e Titania, i sovrani degli elfi. E il protagonista della storia che in brevissimo tempo dovrà convincere la donna per lui designata a sposarlo, o tutta la sua famiglia morirà.
Una storia carina.

Rooftops di Carrie Vaughn invece non mi ha detto granché. L’ambientazione è interessante, del resto non sono molti i libri con ambientazioni supereroistiche. Ma la storia di questa giovane autrice di teatro che si ritrova divisa tra la sua vita col fidanzato nelle forze dell’ordine e l’attrazione verso un misterioso supereroe che l’ha salvata non mi ha preso per niente.

Molto meglio la storia di HanoverHurt me.
Una casa infestata da uno spirito che pare prendersela solo con le ragazze, una donna da sola che si sposta in quella casa e sembra quasi attratta dalla presenza dello spirito. E poco a poco la storia della ragazza che viene a galla, così come la storia dello spirito.
Una storia di amore malato, di violenza, di vendetta, di riuscire ad andare oltre e di tornare ad amare.
Bella, mi è piaciuta.

Non mi è piaciuta Demon Lover di Cecelia Holland. Una sorta di vecchia fiaba, con una ragazzina senza nessuno che viene portata in un castello stregato da un mago, per renderla la sua sposa, almeno fino a quando non se ne sarebbe stancato. Un ragazzo che la segue per salvarla, scoprendosi più coraggioso e valoroso di quanto chiunque avrebbe mai sospettato.
Alla fine poco più di una fiaba, ma di quelle fini a sé stesse.

Mi è invece piaciuto abbastanza The wayfarer’s advice di Melinda Snodgrass, la storia di fantascienza di un amore impossibile tra l’erede di un impero galattico e un semplice ex-cadetto venuto dal niente e cacciato dall’esercito senza motivo, ridotto a fare il contrabbandiere.

Blue boots di Robin Hobb è ambientato nel mondo dei Lungavista ed è una storia toccante, la storia di una cameriera con un passato doloroso alle spalle e di un bardo di corte con molti segreti da custodire. Bella.

Geniale The thing about Cassandra di Neil Gaiman.
Un ragazzo, un ex modello, scopre casualmente che qualcuno ha sentito parlare della sua vecchia ragazza, Cassandra. Solo che Cassandra non è mai esistita, se la era inventata da piccolo per non sembrare uno sfigato… quindi chi è la ragazza che ha contattato online i suoi amici? Come può essersi presentata alla galleria dove c’è la sua mostra? Lui non la conosce, eppure è lei… un racconto onirico e assurdo, splendido. Che mi ha fatto ricordare di quando mi fermavo a chiedermi se il mondo fosse solamente un mio sogno, o se addirittura io esistessi solo nel sogno di qualcun altro…

Davvero bello anche il lungo racconto di Marjorie M. LiuAfter the blood. Una storia di fantascienza, post-apocalittica. Un virus ha decimato la popolazione, e in tempi rapidissimi la vegetazione ha ricoperto quelle che un tempo erano le grandi città dell’uomo, ancora isolate e in quarantena.
E poi la gente ha cominciato a cambiare. I morti escono dalla terra e vagano per i boschi, la civilità è ridotta prevalentemente a comunità rurali di tipo Amish, alcuni sono diventati vampiri che rifuggono la luce solare, hanno forza sovraumana e si cibano di altre creature viventi succhiandone il sangue, altri hanno la vista e prevedono le cose, altri ancora avvertono il potere del sangue e possono farvi cose.
Un racconto lungo e che sembra quasi un preludio, chissà se ci sarà un seguito…

Non mi è piaciuto You and you alone di Jacqueline Carey.
La storia sarebbe anche piacevole, la vita di un ragno al centro di una fitta tela di intrighi e di spie, legata alle altre saghe dell’autrice… ma devo dire che il suo stile e le sue tematiche, come mi era stato ipotizzato, non mi attirano per niente.

Meglio il racconto di Lisa TuttleHis wolf, che bene o male vira sui licantropi

Carino anche Courting trouble di Lienna Sinclair, un racconto di fantascienza con intrighi, spionaggio, vendette e antichi amori che ritornano.

Un altro racconto che invece non mi è affatto piaciuto è stato Demon dancer, di Mary Jo Putney.
Urban fantasy, con Guardiani votati alla distruzione delle minacce soprannaturali che minacciano l’umanità… però adesso questi paladini hanno anche poteri speciali che non sono solo il percepire i nemici, il distruggerli o il guarire le ferite. No, hanno anche il trovare parcheggio in centro.
L’amore starcrossed è ben presente, con l’amore tra una vecchia reduce della prima guerra mondiale e un ragazzo dei giorni nostri, un amore incoffessato anche a loro stessi finché non intervengono a combattere una pericolosa Succube.
Bah.

Non mi è piaciuto neanche il racconto di Tanith LeeUnder/Above the water. Troppo caotico, tra salti temporali, salti dimensionali e scambi di persone.

E pure Kashkia di Peter Beagle mi ha convinto più di tanto, un racconto fantascientifico su un computer futuristico in grado di connettere il suo utilizzatore con una misteriosa donna di un altro pianeta.

Carino Man in the mirror di Yasmine Galenorn, tra urban fantasy e storia dell’orrore. Uno specchio maledetto che imprigiona le persone, una presenza malvagia che adora torturare le sue vittime, una donna sfuggita alla violenza ricorrendo all’omicidio. Un amore improbabile e impossibile tra due persone separate dalla distanza che c’è tra vita e morte, tra il nostro mondo e il limbo dietro lo specchio.

Bello infine A leaf on the wind of all hallows di Diana Gabaldon.
Una storia ambientata in Inghilterra durante la seconda guerra mondiale, la storia di un coraggioso pilota della RAF che per tornare a casa dalla moglie dovrà affrontare nemici e viaggi nel tempo. Triste e toccante, mi è piaciuta.

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22 luglio 2013 - Posted by | Beagle Peter, Beverly Jo, Butcher Jim, Carey Jacqueline, Gabaldon Diana, Gaiman Neil, Galenorn Yasmine, Hanover M. L. N., Hobb Robin, Holland Cecelia, Lee Tanith, Liu Marjorie, Martin George, Putney Mary Jo, Sinclair Lienna, Snodgrass Melinda, Tuttle Lisa, Vaughn Carrie | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Ti stai dando ai racconti, vedo. Bravo, mio giovane padawan XD

    Commento di Maurizio Vicedomini (@MaVicedomini) | 22 luglio 2013

  2. Si, in questo periodo mi sto avvicinando ai racconti, un bello stacco rispetto al passato.
    Ma devo ammettere che il periodo estivo\spiaggiante concilia non poco questo formato 🙂

    Commento di tanabrus | 22 luglio 2013

  3. A me piacciono molto i racconti 😀 Solitamente tendo a dare sempre un’occhiata alle antologie in cui c’è Gaiman, perché la qualità generale tende a essere buona. Mi ricorderò di questo libro!

    Commento di Camilla P. | 23 luglio 2013


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