La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Black Blade Blues


Di questo urban fantasy avevo letto delle recensioni interessate, è un altro titolo che avevo in coda da molto tempo.
La lettura non mi ha deluso, malgrado alcuni punti non mi abbiano convinto appieno.
Di cosa parla?
Di una fabbra in bancarotta costante, che per sbarcare il lunario lavora anche a teatro e sopratutto alle fiere rinascimentali.
Una fabbra che finisce con l’invischiarsi in vicende più grandi di lei quando riforgia una spada che pare essere Grom, ritrovandosi in mezzo a una guerra tra Draghi e Divinità Asgardiane, in mezzo a nani, troll e giganti.

Interessante la scelta dell’urban fantasy immerso nella mitologia norrena, con gli Dei Asgardiani immersi nel loro ciclo eterno, contrapposti ai draghi che a quanto pare li hanno sconfitti e sterminati.
Draghi che sono vagamente consapevoli delle possibili rinascite asgardiane, ma che sembrano trattare la cosa quasi come un mito, ormai assuefatti al dominio totale. Infatti i draghi governano Midgard, mascherati da umani, con domini che includono le maggiori città della terra.

Ci sono nani, troll, orchi, giganti. Tutti con l’incanto, con l’illusione che li fa passare per umani.
E ci sono le relique, le armi sacre del passato.

Una di queste, Grim, spezzata in passato da Odino, viene riforgiata da Sarah per un film.
Sarah è un fabbro con problemi personali (a parte l’essere sempre al verde, è omosessuale e figlia di una famiglia ultraconservatrice, cresciuta quindi con l’idea che questo sia peccato mortale e con l’immagine di sé stessa di un mostro) che come secondo lavoro si occupa del materiale per un film autoprodotto in costume.
In più lavora alle ricostruzioni storiche e fa parte di un gruppo storico, i Black Briars, la sorella del cui capo è la sua ragazza.

Sarah riforgia Grim dopo che la spada nera, acquisita da lei già intera per usarla nello spettacolo, viene spezzata durante una scena.
E quando la riforgia viene raggiunta da una delle comparse, che dice di essere un nano e di voler assistere alla riforgiatura della spada mitica.
Non ci crede, ovvio, ma la riforgia.

E da qui comincia la storia.
Il nano si fa sempre più pressante e vuole che uccida un uomo d’affari, che lui dice essere un malvagio drago.
Lei stessa comincia ad avvertire vibrazioni nella spada, forme dietro alcuni aspetti umani.
E’ sempre più instabile, sempre più prona all’ira feroce, incapace di controllarsi.
La sua vita va lentamente a rotoli, mentre rune mistiche compaiono sul suo corpo… fino a quando non è pronta a seguire il proprio destino, tra divinità reincarnate, valchirie richiamate in azione, battaglie campali tra antichità e modernità.

Primo libro di una serie, che alla fine concede poche risposte e lascia invece molte domande.
Gestita molto bene l’incredulità della protagonista, che fa da contraltare invece alla rapidità con cui tutti gli altri invece credono all’incredibile. Forse un po’ troppo lento l’inizio, incentrato sui problemi psicologici ed emotivi di Sarah piuttosto che sulla trama.
Ma piacevole.

10 luglio 2013 - Posted by | Pitts J. A. | , , , , ,

2 commenti »

  1. Sembra davvero forte! Mi piace molto anche la cover (anche se devo ancora capire perché, nell’urban fantasy, le ragazze in copertina sono al 90% con un top troppo corto per coprire lo stomaco xD).

    Commento di Camilla P. | 14 luglio 2013

  2. Beh, è l’equivalente urbano dei bikini di maglia di ferro del fantasy 😀

    Commento di tanabrus | 14 luglio 2013


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