La torre di Tanabrus

Did you miss me?

The hawk and his boy


Di questo libro avevo letto cose interessanti, e sembrava poter andare incontro ai miei gusti.
Un mondo interessante, con un bel background e promesse di epicità: i quattro anbeorun, con poteri elementali e immensi, immortali creature a difesa del mondo contro l’Oscurità.
E l’Oscurità che torna in vita e porta morte, silenziosa e furtiva. Senza motivo apparente.


Un cimelio, un artefatto magico per il cui furto è commissionato un ragazzino. Che viene ucciso subito dopo, dato che nessuno deve sapere di questo furto.
Ma ha toccato l’artefatto, che forse era destinato proprio a lui. E l’artefatto ora è con lui, in lui… lo salva, lo fa sopravvivere alla caduta e al veleno.

E lui si ritrova in fuga, in fuga dallo stregone cui ha rubato il pugnale, in fuga dalla Gilda dei Ladri che pensa di averlo ucciso e sarebbe più che pronta a rimediare all’errore, in fuga dal mostro elementale evocato dallo stregone per cacciarlo.
Senza sapere niente di cosa sia realmente successo, peraltro, perché lo studioso che alla fine lo aiuta fa il misterioso e non condivide ciò che sa con lui (né quindi con noi).

E poi abbiamo un paio di creature elementali (che pare si reincarnino di generazione in generazione, forse) che stanno convergendo nella città dove si trova il ragazzo.
Dove sta per arrivare l’Oscurità.

Promesse di epicità, dicevo.

Ma restano promesse.
Tutto il libro è lentissimo, i personaggi non si incontrano mai, spiegazioni non vengono date, e alla fine ci troviamo a dire “tutto qui? E allora?”
Non è neanche un classico primo libro di una trilogia, che introduca i personaggi e li faccia incontrare. Qui abbiamo solo l’introduzione. Per il resto, niente.

In più c’è anche la questione delle dinastie.
La patrona della terra che si reincarna sempre nella stessa famiglia, sempre la stessa ragazza, senza che nessuno se ne accorga di generazione in generazione… ok, ci può anche stare.
La patrona dell’acqua che prende il posto di una ragazzina morta per i propri scopi. Ok, ci sta, ci sta anche che inganni il padre di lei.

Ma che il capo della guardia e il consigliere del Duca siano ruoli dinastici… la cosa diventa abbastanza goffa.
Poi è scontatissimo chi sia il capo della Gilda, o chi sia l’Assassino. Scontato fin dall’inizio.
E vogliamo poi parlare dell’Assassino messo ko da un gruppo di bambini?

No, il libro è stato purtroppo deludente.
O magari stanno cambiando i miei gusti…

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20 giugno 2013 - Posted by | Bunn C. H. | , , ,

2 commenti »

  1. Beh, ultimamente mi giro e vedo un mucchio di libri fantasy dal nome e illustrazione di copertina molto simili… si sta sviluppando un po’ per tutti i generi questa “catena di montaggio dei libri”, per cui sembrano fabbricati in serie (non la classica “serie” xD)…

    Commento di Fra | 20 giugno 2013

  2. Almeno per il fantasy, questa cosa si è sviluppata da parecchio tempo… per questo cerco di scegliere con cura i titoli da leggere. Ma le delusioni capitano lo stesso 😦

    Commento di tanabrus | 21 giugno 2013


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