La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Dannazione


Mi sono avvicinato a questo nuovo libro di Palahniuk con un po’ di timore.
Solitamente mi getto volentieri tra le pagine di questo autore, ma qui diversi commenti che avevo letto mi avevano un po’ diminuito l’entusiasmo della lettura.

Questa volta infatti Chuck pare puntare più a qualcosa mainstream, pur mantenendo certe peculiarità che sono ormai il suo marchio di fabbrica.
E così abbiamo una saga, e la protagonista è una bambina di tredici anni.
No, undici.
No, tredici. Che in Italia una bambina di undici anni morta di overdose, con problemi psicologici e di dipendenze dovuti ai genitori stars, che aveva tentato di fare sesso col fratello adottivo e problematico, creerebbe seri problemi ai lettori. Tredici anni invece è un’età accettabile, meglio tredici allora.

La complessità della storia di Madison rientra perfettamente nei canoni di Chuck, con i suoi traumi e l’assurdità della sua vita (e di quella dei genitori).
La vita della figlia di una coppia di divi. Una figlia però diversa da come l’avrebbero voluta, esteticamente imperfetta e anche grassottella. Bruttina. Arguta, sveglia e intelligente, certo, ma bruttina.
E i genitori che scelgono di vederla bambina per sempre, trattandola sempre come tale, presentandola sempre come tale in pubblico.

E gli infiniti fratelli e sorelle adottivi, arrivati per motivi di marketing e di opinione pubblica. Arrivati e spariti, smistati altrove.

E quell’ultimo fratello adottivo, dallo sguardo ombroso, menefreghista e incattivito. Il fratello che lei bramava in una maniera alla Game of Thrones.

Ma Madison è morta.
Ora è all’inferno, in una cella, vicina ad altri ragazzi più grandi di lei, in un posto orrendo dove demoni arrivano e mangiano vivi i prigionieri. Che poi si riformano, destinati a un supplizio eterno.

E i ragazzi evadono, così, tanto per andare in giro.
E mentre vagano, poco a poco Madison cambia, decide di cambiare. Di prendere il controllo.
Mentre poco a poco ricorda, capisce come sia realmente morta. Overdose? Omicidio?

Fino a Madison leader di un esercito enorme e feroce, decisa a ribaltare l’Inferno stesso. Per un riesame del suo caso.
Madison che incontra dannati famosi resi ridicoli dall’autore, demoni assurdi dalla mentalità semplice di bambini.
Fino al lavoro come centralinista di call center infernale (da dove pensate arrivino le chiamate dei nostri call center?) in attesa del riesame, adorata dai defunti, idolatrata quasi.

E poi le rivelazioni finali sulla sua sorte, sul come è arrivata lì.

 

Divertente e con qualche acuto degno di nota, ma nel complesso mi ha deluso questo libro.
Da Chuck Palahniuk mi aspetto molto di più, è uno dei pochi suoi libri a non essermi piaciuto.
Non penso proseguirò la lettura della serie.

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29 maggio 2013 - Posted by | Palahniuk Chuck | , ,

5 commenti »

  1. Peccato, ce l’ho tra i libri da leggere e sembrava proprio accattivante! Mi spiace non ti sia piaciuto 😦

    Commento di Camilla P. | 29 maggio 2013

  2. A essere onesto, considero Palahniuk uno scrittore fortemente sopravvalutato. Ha l’incredibile capacità di rovinare idee altrimenti molto valide (come Cavie, testo molto divertente sino allo svilente finale). Però il suo stile mi piace e ci casco sempre (credo che sia questa la sua forza), quindi considererò anche questo libro. Per me il migliore rimane Survivor.

    Commento di arj74 | 29 maggio 2013

  3. @Camilla: De gustibus… magari ad altri piacerà, probabile che parte della mia delusione sia dovuta alle aspettative che nutro per l’autore. Ma la colpa è sua che abitua a determinati standard 😉

    @arj74: Si, molto bello Survivor 🙂

    Commento di tanabrus | 30 maggio 2013

  4. A me è piaciuto, più di altri immediatamente precedenti. Certo non è Fight Club o Ninna Nanna, ma nemmeno vuol esserlo.
    Ma davvero è il primo di una serie? non l’avevo capito…

    Commento di Ema | 4 giugno 2013

  5. Si.
    Il prossimo dovrebbe uscire (in America, se ricordo bene) a ottobre e chiamarsi Doomed.
    Sarebbe stato carino avessero tradotto il titolo del primo volume con “Dannata”, così per il secondo si sarebbero potuto rifugiare su un “Condannata” 😀

    Commento di tanabrus | 4 giugno 2013


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