La torre di Tanabrus

Did you miss me?

God Breaker


Sta per uscire anche il nuovo libro di Luca Tarenzi, dalla copertina ancora sconosciuta. Arriverà in libreria il 13 giugno.
Lo so, ultimamente parlo solo di nuove uscite, ma questa per un po’ è l’ultima, promesso.

Di cosa parla?

Gli dei esistono. Camminano in mezzo a noi, vivono dentro e fuori la realtà di tutti i giorni, hanno macchine, uffici, soldi… Ma non tutti. Alcuni stanno morendo, travolti dalla perdita di tutti i loro seguaci; altri combattono una lotta spietata per tenersi il proprio posto nel mondo, usando tutti i loro poteri per conquistarsi l’agiatezza e agire in incognito. Ma un giorno uno di loro, Liathàn, si ritrova coinvolto in una sfida: un ragazzo, giovane e apparentemente potentissimo, è sulle sue tracce, e non si fermerà finché non sarà riuscito ad annientarlo. Chi è questo giovane? Edwin – questo è il nome del ragazzo – mostrerà di essere un nemico estremamente pericoloso, in cerca di una vendetta i cui motivi Liàthan ignora del tutto. Un anno esatto durerà la sfida, e se al termine Liàthan non sarà riuscito a fermare il suo avversario morirà, inesorabilmente e senza che niente possa impedirlo.

Il libro parla di divinità immortali (o quasi), che dall’antichità sopravvivono nel nostro tempo… fa molto American Gods come concetto iniziale, ma penso l’affinità si fermi a questo punto di partenza. La storia pare ben diversa (lo ammetto, mi ha fatto pensare vagamente all’anime Campione), e personalmente non vedo l’ora di leggerla.

Ecco un brevissimo brano tratto dal libro:

«Lo so cosa vuoi dire. Perché ci mettiamo i jeans e mangiamo pancake e lasciamo che la gente creda in divinità che non vede e non sente, anziché comandare il mondo […] Perché lo abbiamo già fatto. Nei templi, nei palazzi, in testa agli eserciti, per un tempo molto più lungo dei tremila anni scarsi che conta oggi la civiltà europea. Gli dèi nascono e muoiono in continuazione, come girini in uno stagno: l’apoteosi è una cosa rara, certo, ma i millenni sono lunghi. Se non ci ammazziamo tra di noi, ci ammazzano gli incidenti, la sfiga, la noia, qualche volta pure i mortali, o ci ammazziamo da soli testando i limiti dei nostri poteri. Solo i più duri, i più fortunati e i più cattivi durano a lungo. E la maggior parte di questi, di governare il mondo ne ha avute le palle piene già un sacco di secoli fa. E adesso basta parlare di cazzate. Parliamo di mio figlio».

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30 aprile 2013 - Posted by | Tarenzi Luca | , ,

1 commento »

  1. Questo lo aspetto da tanto anch’io 😛

    Commento di Maurizio Vicedomini (@MaVicedomini) | 30 aprile 2013


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