La torre di Tanabrus

Did you miss me?

In memoria di Aaron Swartz


Chicago, 8 novembre 1986 – New York, 11 gennaio 2013

Inutile fare gli ipocriti adesso, attaccare il MIT e gli USA, lodare il genio e il lavoro di questo ragazzo morto a ventisei, probabilmente un suicidio. Spinto a questo gesto da due anni d’inferno e di battaglie a seguito di un accanimento assurdo e dell’assenza di leggi che regolino il digitale.

La sua colpa?

Avere scritto qualche riga di codice per velocizzare lo scaricamento di articoli da JSTOR. All’università, dalla rete assolutamente priva di protezioni del MIT.
Dice, l’accusa, per distribuirli su una rete p2p.
Il rischio? Fino a 50 anni di carcere.

Chi era Aaron?

Un appassionato di informatica.
A quattordici anni ha collaborato alla creazione dell’RSS (si, lo standard dei feeds).
Ha collaborato alla definizione del Creative Commons, lo standard open source per la proprietà intellettuale delle opere.
C’era alla nascita di Reddit  e di Wikipedia.
Ovviamente si era esposto come contrario al SOPA (ricordate lo scorso anno? La legge censura americana?) e dopo il suo blocco era stato scelto come oratore al F2C: libertà di connessione.

 

Insomma, un ragazzo che avrebbe potuto dare tantissimo, e che aveva già dato tanto a tutti noi sul web.
Stroncato dopo due anni di accuse, attacchi e persecuzioni, dipinto come l’hacker cattivo da cui guardarsi e di cui diffidare.
Inutile indignarsi adesso, la speranza però è che sfruttando questo tragico evento ci si possa realmente fermare per tentare di tirar giù un abbozzo di legge informatica. Fatta da chi se ne intende, senza prestare l’orecchio alle richieste censorie dei governi e delle major.
Una legge che dica cosa è lecito fare e cosa no, in quali ambiti. E che sancisca che se non ti proteggi e lasci tutto a portata di mano, non puoi poi lamentarti se chi passa prende ciò che hai messo in bella vista a disposizione di tutti.
O quantomeno, se proprio non vogliamo che esista la sicurezza su internet, non si criminalizzi eccessivamente chi, senza hack, prende ciò che è stato incautamente messo a disposizione sul web.

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14 gennaio 2013 - Posted by | Altro, Informatica |

2 commenti »

  1. Love Kills Blogs.
    Bloggers too?

    Commento di devero | 24 febbraio 2013

  2. Sono ancora vivo, sono ancora vivo.

    Sto pensando a qualche modifica per il blog, ma tornerò 🙂
    (e ho due libri, un film e qualche anime di cui parlare, oltre a qualche altro tema dal tecnologico al togliersi dei sassolini dalle scarpe causa mal di stomaco nato dai commenti letti in queste ore relativi alle elezioni…)

    Commento di tanabrus | 26 febbraio 2013


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