La torre di Tanabrus

Did you miss me?

Saga – volume uno


Primo volume della serie scritta da Brian Vaughan e disegnata da Fiona Staples.
Serie fantascientifica, pubblicata in Italia dalla Bao.

Un pianeta lontano, dove gli alati abitanti di quel mondo sono da sempre stati in guerra con i cornuti abitanti del loro satellite.
Nella copertina, Alana, sulla sinistra, è un’abitante del pianeta madreMarko, sulla destra, un guerriero proveniente dal satellite.
Comunque, le due razze in guerra perenne non sono stupide, e presto capiscono che distruggersi a vicenda non porterà grossi benefici al vincitore.

Così esportano la guerra.
La spostano su altri mondi, coinvolgendo altri sistemi solari, intere altre galassie.
La rendono una guerra globale, giocata lontano da casa.

In questa guerra assurda e senza fine si ritrovano intrappolati Alana e Marko.
Marko è un prigioniero.
Alana una guardia, addetta alla sua sorveglianza.

Il risultato?
I due in fuga, insieme. Innamorati, contro ogni tabù e contro ogni legge.
In fuga, inseguiti da entrambi i popoli.
Senza contare il trambusto che si scatena quando si viene a sapere della nascita di Hazel, con i geni di entrambe le razze, figlia dei due amanti clandestini in fuga.
Hazel, che fin dalla nascita è braccata dal principe ereditario di Landfall, che ha il compito di portarla al Palazzo.
Hazel, che al contempo è braccata dai cacciatori di taglie messi sulle sue tracce da Wreath, con il mandato di eliminare i suoi genitori e consegnarla all’Alto Consiglio.
Hazel, che per sopravvivere in terra ostile i genitori hanno usato, obbligati, quasi come merce di scambio, legandone l’anima al fantasma di una ragazzina, Izabel, morto sul pianeta dal quale stanno fuggendo.

Hazel, che ci racconta la sua storia. La storia dei suoi primi, travagliati giorni di vita.

Tra scontri, inseguimenti, illusioni, morti, magie.

La ricerca della pace da parte di due persone costrette a una guerra inutile e priva di senso, la ricerca di una vita migliore per la loro figlia.

 

-Marko, no. Hai appena annientato un plotone, con quello.
-Esatto. Quando un uomo porta con sé uno strumento di violenza, troverà sempre un motivo per usarlo. Se davvero vogliamo sfuggire a questa guerra, dobbiamo smettere di portarcela dietro.
-Ma credevo che appartenesse alla tua famiglia da mille generazioni!
-E’ pur sempre solo un oggetto, Alana. E poi… siete voi la mia famiglia, ora.

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27 dicembre 2012 - Posted by | Saga | , , ,

1 commento »

  1. Wow! Se avessi visto la copertina dal vivo sarei corsa subito a leggere la trama e a sfogliarlo un po’. E da come hai presentato la trama credo proprio che potrebbe piacermi, Grazie per averne parlato!

    Commento di Camilla P. | 28 dicembre 2012


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